Il piede ha un ruolo fondamentale nella postura perché è la nostra base di appoggio: riceve il peso del corpo e lo distribuisce al suolo, ma allo stesso tempo invia informazioni al sistema nervoso centrale su come stiamo in equilibrio.
Nel bipede le informazioni partono dal piede. L’uomo in stazione eretta è un pendolo inverso(teoria del caos vedi dopo) che si equilibra su un triangolo di sostegno armonioso composto lateralmente, da due parti che in genere sono simmetriche: i piedi.
Una deformazione o una asimmetria qualsiasi si ripercuoterà sempre a monte e come conseguenza ci sarà un adattamento del sistema posturale.
Anatomia funzionale del piede
Il piede nel senso più globale del termine compresa la caviglia, è un insieme propriocettivo ed esterocettivo formato da muscoli, da articolazioni e dalla pelle.
Ho già trattato il piede e la sua anatomia più nel dettaglio nei miei articoli precedenti, ne faccio una piccola sintesi in questa sede per poi prendere in esame il suo ruolo fondamentale nel mantenimento della postura.

In sintesi è formato da:
- Ossa: 26 ossa organizzate in reticoli di archi (longitudinale e trasverso) che fungono da “ammortizzatori naturali”.
- Muscoli e tendini: controllano stabilità e movimento, adattano il piede ai terreni irregolari.
- Articolazioni: caviglia, sottoastragalica, metatarso-falangee.
- Recettori sensoriali: presenti nella pianta del piede, comunicano al cervello posizione ed equilibrio.



Piede e postura: come sono collegati

Il piede, anche detto recettore podalico è un recettore fondamentale del sistema posturale.

Esso è:
- piede causativo: responsabile dello squilibrio posturale nella parte alta del corpo, dovuto ad uno squilibrio del piede inerente la sua mobilità o al suo appoggio ,dovuto a cause congenite o acquisite
- piede adattativo: si è adattato ad uno squilibrio che viene dall’alto e può essere reversibile, fissato o compensatore
- piede misto o piede asimmetrico o disarmonico: che associa un fattore causativo e uno adattativo
- piede a doppia componente: patologico solo nella dinamica dove rivela il cattivo svolgimento del passo.
Potremmo dire che il piede è il tampone terminale del sistema posturale: esso è il punto d’unione tra uno squilibrio d’origine alta e il suolo e si adatterà sempre per riarmonizzare l’appoggio.
Lo studio del piede deve integrarsi necessariamente con lo studio del sistema posturale.
Per spiegare l’importanza del piede nella regolazione della postura devo inserire il concetto del “doppio pendolo inverso o teoria del caos”.
Il doppio pendolo inverso o la teoria del caos
L’uomo può essere rappresentato da un insieme di differenti pendoli: questi pendoli sono raffigurati da triangoli rovesciati.
A livello posturale, due triangoli opposti raffigurano un doppio pendolo rovesciato.

L’ individuo è sospeso a un braccio di sostegno attraverso le sue fasce che si inseriscono sull’occipite(osso occipitale sulla testa): il punto di sospensione è costituito dall’atlante(C1) e dall’apofisi odontoidea di C2.
Il braccio di sostegno costituisce il secondo pendolo rovesciato: l’individuo è sospeso al suolo per mezzo dei suoi piedi.
Questa oscillazione vicendevole dei due triangoli inversi, l’uno in rapporto all’altro, ci permette di comprendere che l’uomo è capace di equilibrarsi nel suo stesso squilibrio ovvero scompensarsi e ricompensarsi.
Qualunque sia la natura dello squilibrio, i due punti sono sempre coinvolti: cioè esiste sia un blocco C1-C2, sia un blocco occipite-C1 e sempre un certo grado di asimmetria podalica.
In caso di squilibrio tonico le due parti sono sempre coinvolte: la zona occipite/Atlante/epistrofeo e i piedi, poiché essi sono i punti di sospensione dei due pendoli rovesciati.
Il piede o recettore podalico
Perché lo scheletro del piede è complesso e le articolazioni così numerose? Ecco la spiegazione:
- Per presentare la pianta del piede correttamente al suolo, qualunque sia la posizione della gamba e l’inclinazione del terreno;
- Per modificare la forma e la curvatura della volta plantare per poter adattare il piede alle asperità del terreno e creare, anche tra il suolo e la gamba che trasmette il peso del corpo, un sistema di ammortizzatori che diano al passo plasticità e sicurezza.

Il piede deve essere in grado di assorbire informazioni e trasmettere sollecitazioni senza danneggiarsi, quindi deve essere in grado di modificare in maniera rapida ed immediata le sue caratteristiche.
Inoltre deve poter adattare l’arco plantare alle irregolarità del pavimento e quindi creare un rapporto di compensazione.

È quindi come un ammortizzatore che distribuisce in maniera ampia e non danneggiante le sollecitazioni sulla parte scheletrica.
Il piede eso-recettore e endo-recettore
Il piede come ammortizzatore deve restituire le sollecitazioni in maniera variabile, ma nello stesso tempo deve consentire, una volta appoggiato, la possibilità di tutte le funzioni corporee indipendentemente dalla sua forma. Questo vuol dire che noi possiamo stare su un piede sia in totale appoggio sia in parziale appoggio perché le sollecitazioni di informazioni che riceve il piede in appoggio, indipendentemente da questo, devono inviare informazioni ai centri superiori.
Lo sviluppo funzionale del piede evolve nell’uomo dalla nascita fino alla fine dello sviluppo scheletrico attraverso una serie di adattamenti e correzioni graduali e progressive.
Quando il neonato esce dall’utero materno i piedi li usa come elementi sensitivi “portandoli in bocca”; oltre a questo lo sviluppo morfologico funzionale del piede è legato allo sviluppo scheletrico, alla trasformazione, perché le funzioni muscolari e le funzioni articolari all’inizio non sono in grado di sopportare sollecitazioni meccaniche importanti.
È insieme all’occhio, un recettore fondamentale del sistema posturale.
A livello del piede possono intervenire differenti informazioni:
- la propriocezione muscolare ed articolare del piede e della caviglia
- l’esterocezione cutanea della pianta del piede.
Questa infatti è estremamente ricca di elementi esterocettivi; i fusi neuromuscolari sono abbondanti a livello dei muscoli del piede, i recettori articolari sono numerosi a livello della caviglia.
Tutti questi elementi fanno del piede, un mezzo di informazione fondamentale per il sistema posturale; è contemporaneamente un eso-recettore che un endo-recettore.
La postura e gli elementi importanti del piede
Gli elementi importanti per analizzare il piede dal punto di vista posturale sono:
- Archi plantari
- Se sono ben sostenuti, distribuiscono bene i carichi.
- Se si abbassano (piede piatto) o diventano troppo accentuati (piede cavo), cambiano l’assetto posturale e possono dare dolori a ginocchia, anche e schiena.
- Catene muscolari
- Una tensione o rigidità nel piede (es. fascite plantare, rigidità delle dita) si riflette su polpaccio, coscia, bacino e colonna.
- Propriocezione
- Il piede funziona come un “sensore”: se appoggia male, il cervello riceve informazioni distorte e la postura può adattarsi con compensi (spalle storte, bacino inclinato, scoliosi funzionale).
Quanti tipi di piede conosciamo in posturologia?

Possiamo distinguere vari tipi di piede a seconda se si considera la struttura ,il calcagno, la funzione. Vediamo le classificazioni:
Classificazione morfologica (strutturale)
Basata sull’arco plantare e sulla forma del piede:
- Piede piatto valgo: arco plantare collassato o molto ridotto;sul piano posturale è un piede causativo ed è caratterizzato da un indebolimento, da un cedimento e da una caduta dell’arco interno.
- Piede cavo varo: arco molto accentuato e ridotta superficie d’appoggio; su un piano posturale è un piede causativo ed è per definizione accompagnato da un talo varo, caduta astragalo-calcaneare esterna che trascina la gamba in rotazione esterna.
- Piede normale: arco fisiologico, appoggio equilibrato.
Classificazione assiale (in rapporto al calcagno)

Valuta l’allineamento del retropiede:
- Piede valgo: calcagno deviato verso l’esterno, sovraccarico interno.
- Piede varo: calcagno deviato verso l’interno, sovraccarico esterno.
Classificazione funzionale (dinamica)
Considera il comportamento durante il passo:
- Piede equino: tendenza ad appoggiare sull’avampiede, con tallone sollevato.
- Piede talo: appoggio prevalente sul tallone.
- Piede instabile: difficoltà di mantenere l’appoggio corretto, frequenti inversioni o eversioni.
Come si presenta il soggetto con piede piatto-valgo?

Il piede piatto è accompagnato da disordini posturali a vari livelli, che si propagano dal basso verso l’alto:
- Valgo calcaneare
- Rotaziona interna della gamba e della coscia
- Le rotule sono posizionate più all’interno
- Divergenza articolare interna, tendenza alla flexum
- Apertura del bacino
- Antiversione iliaca
- Basculla posteriore del sacro
- Aumento della lordosi lombare
- Proiezione di L3 e dell’ombellico in avanti
- Ipercifosi dorsale compensatoria
- Piano scapolare posteriore
- Iperlordosi cervicale
I dolori a livello del piede, del ginocchio, dell’anca e del rachide sono dovuti sia a fattori meccanici che a sollecitazioni muscolari anomale.
Le catene muscolari posteriori sono accorciate, le anteriori rilasciate.
Come si presenta il soggetto con piede cavo-varo?

Le conseguenze posturali in un soggetto con piede cavo-varo sono:
Procedendo dal basso verso l’alto:
- Varo calcaneare
- Rotazione esterna della gamba e della coscia
- Posizionamento esterno delle rotule che potrà portare ad umento della pressi-one femoro-patellare esterna.
- Tendenza alla divergenza articolare esterna ed al recurvatum
- Rotazione esterna del femore
- Retroversione iliaca
- Verticalizzazione del sacro e diminuzione della lordosi lombare
I soggetti portatori di piede varo cominciano a soffrire a livello degli arti inferiori prima di soffrire a livello del rachide dorsale.
Prevalgono due patologie:
- l’aumento della pressione esterna della rotula sul femore.
- difetto di copertura della testa femorale.
Il piede inserito in un contesto globale: Total Body Postural Adjustment (TBPA)

Il mio metodo, il Total Body Postural Adjustment (TBPA) non mira semplicemente a correggere un sintomo locale, ma a ristabilire l’omeostasi posturale attraverso una valutazione globale del paziente.
Essendo una chinesiologa , osteopata, quando si presenta a studio un paziente che ad esempio lamenta un mal di schiena lombare ,per capirne la causa, indago su tutti i recettori posturali che influenzano e alterano la postura, quindi non solo un’azione locale sulla lombare ma globale.
I cardini del metodo sono:
Analisi dei recettori posturali principali
I recettori che intervengono principalmente nell’aggiustamento posturale statico e dinamico sono il piede e l’occhio ma concorrono altri elementi a modificare e bilanciare la postura.
Essi sono:

- Piede: è il primo contatto con il suolo e influenza l’allineamento dell’intera catena muscolare.
- Occhio: piccoli squilibri oculomotori possono alterare la postura del capo e della colonna.
- Apparato stomatognatico(mandibola e occlusione): malocclusioni o tensioni dell’ATM influenzano la posizione della testa e delle spalle.
- Pelle e cicatrici: zone ipersensibili o retraenti possono deviare lo schema corporeo.
- Vestibolo (orecchio interno): fondamentale per l’equilibrio statico e dinamico.
Individuazione dello schema posturale disfunzionale
Attraverso test clinici e osservazioni globali si identifica il tipo di alterazione dominante (ad esempio piede valgo, occlusione asimmetrica, disfunzione vestibolare).
Riprogrammazione
L’obiettivo non è forzare la postura in una “correzione estetica”, ma fornire al corpo nuovi input coerenti che permettano di stabilizzare la postura in modo fisiologico.
In posturologia, il piede viene considerato un recettore che può essere “perturbatore” o “equilibrato”.
Bricot descrive quattro principali tipologie posturali del piede:
- Piede piatto valgo: ipermobile, poco propulsivo, instabile.
- Piede cavo varo: rigido, poco ammortizzante, sovraccarico laterale.
- Piede equino (dinamico o statico): tallone poco funzionante, tendenza alle retrazioni muscolari.
- Piede fisiologico: correttamente equilibrato, appoggio armonico.
Alterazioni più comuni che influenzano la postura
- Piede piatto : tende a favorire ginocchia valghe e aumento della lordosi lombare.
- Piede cavo : scarico eccessivo su tallone e avampiede, postura più rigida.
- Alluce valgo : modifica l’appoggio e induce compensi fino al bacino.
- Differenza di appoggio tra piede destro e sinistro : squilibrio posturale, spesso causa di mal di schiena.
Il podoscopio: un’utile strumento per valutare il piede

Il podoscopio è una pedana con superficie trasparente (vetro o plexiglass) e un sistema di illuminazione dal basso. Permette di vedere l’impronta plantare e valutare:
- distribuzione dei carichi,
- zone di iperpressione o scarico,
- tipologia di appoggio (piede piatto, cavo, normale),
- simmetrie o asimmetrie tra i due piedi,
- relazioni con la postura globale.
Nella pratica il posturologo osteopata lo può usare come “occhio in più” per osservare come il paziente scarica a terra e per verificare le modifiche durante i trattamenti o con stimolazioni posturali.
Come l’osteopatia e la rieducazione posturale possono aiutare
L’osteopatia condivide con la posturologia il principio della globalità: il corpo è un’unità funzionale dove struttura e funzione sono interdipendenti.
Integrare i problemi legati al piede in un percorso osteopatico offre vantaggi significativi:
- Valutazione completa
L’osteopata non si limita alla restrizione articolare o fasciale, ma indaga anche i recettori posturali che possono mantenere la disfunzione. - Trattamento manuale mirato
Dopo aver liberato le restrizioni meccaniche (colonna, bacino, cranio, visceri), l’inserimento di stimoli propriocettivi (ad esempio solette, lavoro sulla mandibola o sulla funzione visiva) consolida il risultato e riduce le recidive. - Approccio multidisciplinare
La collaborazione con odontoiatri, optometristi, fisioterapisti e ortottisti diventa fondamentale per un reale riequilibrio. L’osteopata può agire come figura di coordinamento nel percorso. - Valutazione dell’appoggio (statica e dinamica) con l’aiuto di un podoscopio
- Stimolazione propriocettiva con esercizi su superfici instabili, camminata a piedi nudi, stretching della fascia plantare.
- Consigli su calzature e plantari personalizzati quando necessario.
Total Body Postural Adjustment per migliorare la postura
Il Metodo Total Body Postural Adjustment (TBPA) è un’ottima strategia di lavoro per integrare il tuo problema nella funzionalità di tutto il corpo.

È un metodo di lavoro che ho formulato e sviluppato personalmente sulla base di una formazione composta da studi multidisciplinari e da esperienze nel campo dell’attività fisica a tutti i livelli, dall’agonismo alla pratica amatoriale.
Il Metodo TBPA nasce dalla combinazione dei Trattamenti Manuali Osteopatici, l’Educazione Fisica con Esercizi Correttivi e Posture Mézières.
Per gestire e risolvere al meglio il problema muscolo-scheletrico e il dolore che presenta il paziente utilizzo:
- Osteopatia
- Massoterapia
- Educazione fisica
- Ginnastica Posturale Mezieres e Souchard
- Metodo di Riprogrammazione Posturale Sportiva Canali.
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Ciao, sono Simonetta Alibrandi , Osteopata , Posturologa e personal trainer, responsabile del sito. Scopri chi sono..


