Patologie del bacino

Osteopatia e Patologie del Bacino

Cosa sono le patologie del bacino e come le possiamo trattare con l’Osteopatia?

Le patologie del bacino si possono localizzare nelle anche (formate dalle parti ossee ileo, ischio, pube), nel sistema sacro-coccige o nelle articolazioni che lo compongono, cioè sacroileiti, pubalgie, muscolari tipo le sindromi del piriforme, o false dismetrie degli arti inferiori.

Il bacino può subire una di queste problematiche per traumi diretti o indiretti, o per via riflessa da interferenze viscerali intestinali o uro-ginecologiche.

Correlati a questo distretto, infatti, dobbiamo considerare coxartrosi (artrosi dell’anca), impingement femoro acetabolare, disturbi del perineo, disturbi dell’apparato riproduttivo.

La Prima Visita Osteopatica

La prima visita osteopatica chiarisce le cause delle patologie del bacino.

Infatti, in questa occasione l’osteopata è in grado di verificare la causa primaria del disturbo lamentato.

Il problema può essere localizzato oppure a distanza. In questo secondo caso, il bacino si trova a compensare un problema che esiste in un altro distretto corporeo.

Il bacino può essere il punto di partenza di problematiche riferite a distanza (ginocchia, piedi, colonna). Essendo una struttura portante nevralgica per la base della colonna, ne influenzerà sia la statica sia la dinamica.

Un esempio pratico: la distorsione della caviglia non trattata può causare problemi di torsioni iliache con compensazione del bacino.

Diversi pazienti arrivano in studio lamentando un mal di schiena o una pubalgia, ignorando del tutto il problema alla caviglia. In questo caso, il bacino sta compensando un problema a distanza.

Artrosi dell’Anca (Coxartrosi), malattia degenerativa

La coxartrosi è la patologia degenerativa più frequente a carico dell’anca, che si presenta tra i 45 e i 60 anni.

L’artrosi dell’anca è più frequente nelle donne, la cui cartilagine articolare è meno resistente, e può subire un’accelerazione nel periodo della menopausa.

Come viene la Coxartrosi

Quando un’articolazione dell’anca non funziona più bene, siamo in presenza di un problema di sfregamento tra la testa sferica del femore e l’acetabolo dalla forma concava, a causa della riduzione della cartilagine.

La pressione sulle ossa aumenta in modo proporzionale alla riduzione del tessuto cartilagineo.

L’artrosi a uno stadio avanzato limita fortemente i movimenti dell’articolazione dell’anca colpita a causa delle escrescenze ossee, dei dolori all’anca e delle contrazioni muscolari antalgiche per limitare il dolore.

Per fortuna, si tratta di un processo lento che si sviluppa nel corso degli anni e che nella maggior parte dei casi si può contenere con l’osteopatia e con esercizi mirati.

Cause dell’Artrosi all’Anca

All’origine dell’artrosi dell’anca ci possono essere tante e diverse cause, alcune delle quali legate alla predisposizione genetica.

Nel 20% dei casi si tratta di coxartrosi “primaria”, ovvero quella che sopraggiunge per una usura “fisiologica”: con l’aumentare dell’età, aumenta la probabilità di andare incontro a fenomeni artrosici.

Nell’80% dei casi, invece, la coxartrosi è riconducibile a una causa secondaria, tra queste:

  • un infortunio con conseguente lesione all’articolazione dell’anca
  • un’anomalia nel posizionamento dell’articolazione
  • una malattia infiammatoria dell’articolazione dell’anca (es: artrite reumatoide)
  • una postura non corretta della colonna vertebrale, in particolare lombare
  • sovraccarico sulle articolazioni
  • sollecitazioni eccessive o errate dell’articolazione dell’anca dovute ad attività lavorative pesanti o allo sport

Da considerare, poi, che l’eccessivo peso corporeo aumenta la pressione dell’anca sull’articolazione. Questa pressione può accelerare la degenerazione della cartilagine articolare.

Sintomi Artrosi dell'Anca

  • rigidità articolare
  • dolore dall’inguine al ginocchio
  • dolore mentre si cammina
  • dolore quando ci si alza dalla posizione seduta.
dolori artrosi e tendini

Come curare l’Artrosi all’Anca

Come premesso, l’artrosi è un problema che progredisce nel tempo. E quando trascurata porta a un tale grado di peggioramento che bisogna intervenire con la chirurgia per la protesi.

Quando il processo di degenerazione dell’articolazione non è ancora in una fase avanzata, possiamo intervenire sulla postura e sul rinforzo muscolare con diversi trattamenti ed esercizi.

Il primo passo è sicuramente la visita osteopatica, che permetterà all’Osteopata di valutare l’assetto posturale, l’equilibrio del bacino, eventuali tensioni viscerali e lo stato della colonna vertebrale.

La cura dell’artrosi dell’anca poggia su 3 punti fondamentali:

  • mobilizzazione articolare per ridurre le rigidità
  • protocollo di esercizi di stretching per sciogliere le tensioni muscolari ed esercizi per rinforzare la muscolatura
  • tonificazione generale per affrontare il problema dell’anca e della colonna vertebrale (addominali, paravertebrali, dorsali).

Il Metodo Total Body Postural Adjustment

  • Il metodo TBPA, che ho messo a punto personalmente sulla base di studi e conferme cliniche, lavora su 3 fronti:
    • osteopatia
    • esercizio fisico correttivo
    • autoposture per le catene muscolari.

Impingement Femoro-Acetabolare

Il conflitto femoro acetabolare, noto anche come impingement femoro-acetabolare, è una sindrome dolorosa dell’anca causata dalla frizione tra la testa del femore e l’acetabolo (per un difetto di conformazione).

Queste due ossa, infatti, non dovrebbero entrare in contatto diretto, se fossero protette dallo strato di cartilagine articolare che, invece, sta andando incontro a usura.

A lamentare dolori all’anca, all’inguine e ai glutei, in questo caso sono per lo più pazienti giovani e, soprattutto, sportivi.

Esclusa una coxartrosi, quindi, l’Impingement Femoro-Acetabolare spesso può dipendere dalle prestazioni a livelli agonistici.

Fattori che incidono sulla comparsa del conflitto femoro-acetabolare

Le cause possono essere diverse a seconda del paziente:

  • predisposizione genetica
  • questa patologia predilige gli uomini
  • sport e attività con sovraccarico da sforzo sull’anca: calcio, basket, danza, arti marziali, ciclismo, equitazione.

È bene trattare in tempo questo disturbo che – oltre a provocare dolore – ostacola i movimenti dell’anca e nel tempo può degenerare nell’artrosi dell’anca.

Come può aiutare l’Osteopatia

Il trattamento osteopatico ripristina l’equilibrio funzionale dell’articolazione e può ritardare il ricorso all’intervento chirurgico.

L’osteopata si avvale di specifiche tecniche manuali, lavorando sulle articolazioni per ridurre i sintomi del dolore e per ritardare il degenerare della malattia.

Traumi Diretti sul Coccige (la classica caduta sul sedere) con ripercussioni sul pavimento pelvico

Questi traumi, se non corretti, possono creare una situazione simile all’esito del colpo di frusta.

Il perineo è la zona che tende a far rimanere latente una botta sul coccige, cioè, dopo qualche settimana il dolore può anche regredire spontaneamente, in base all’intensità del trauma, ma la disfunzione articolare tra sacro e coccige e la tensione perineale permane.

Da qui l’importanza di un trattamento mirato e preciso sulle disfunzioni coccigee e del pavimento pelvico.

Disturbi dell’Apparato Riproduttivo

Tra le patologie del bacino dobbiamo annoverare i disturbi dell’apparato riproduttivi: dismenorree funzionali da insufficienza gonado ipofisaria (asse dello stress), esiti di cistiti e infezioni urinarie.

Il motore della mobilità viscerale è il sistema dei diaframmi (pelvico – toracico inferiore – toracico superiore).

Questo sistema sinergico deve lavorare all’unisono, l’inspirazione tendenzialmente, comprime i visceri eseguendo un’azione di “spremitura” degli stessi; nell’espirazione invece il movimento è inverso.

Il pavimento pelvico, fungendo da tappeto elastico, esercita una controspinta verso l’alto e facilita il movimento di risalita del diaframma in senso verticale.

Come tutte le strutture secernenti anche l’apparato ginecologico è regolato dal movimento viscerale oltre che dal sistema neuro ormonale.

Vi è quindi una stretta correlazione anatomica tra la componente strutturale e l’apparato ginecologico stesso.

È quindi possibile comprendere che un’alterata mobilità diaframmatica tenda a creare alterazioni della mobilità sulle strutture adiacenti e possibili ripercussioni a distanza ad altri apparati limitrofi (succede spesso, infatti, di trovare donne affette da lombalgia la cui causa è anteriore, legata ad un’isterectomia che ha lasciato alterazioni meccaniche aderenziali sui legamenti sacro-uterini).

Viceversa, è anche possibile che una restrizione cinetica di mobilità del tratto lombo-sacrale possa avere influenze di natura funzionale sugli organi viscerali inferiori (per esempio, a livello uterino, creando alterazioni del ciclo che può divenire irregolare e/o doloroso), creando alterazioni della corretta fisiologia degli stessi.

Anche in questo caso è importante che l’osteopata collabori con un ginecologo per integrare l’efficacia del trattamento osteopatico alla diagnosi medica, affinchè si ottenga una completa remissione del problema.

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