Vedo entrare nel mio studio tanti pazienti con differenze di postura molto evidenti. Eppure le ossa non si deformano, ma siamo diversi. Che cosa determina questo cambiamento? Analizziamo insieme le variabili che influiscono sulla postura.
Definizione di postura?

La postura possiamo definirla il mantenimento dell’equilibrio rispetto alla linea di gravità.
Rappresenta il risultato della disposizione dei diversi segmenti corporei in equilibrio stabile.
Si parla anche di “squilibrio stabile”continuamente controllato perché le oscillazioni permanenti del corpo vengono mantenute all’interno di un quadro ristretto del poligono di sostegno , i nostri piedi.
L’obiettivo principale del controllo posturale è l’allineamento attivo della testa e del tronco rispetto alla linea di gravità.
La quasi totalità delle attività corporee provoca delle risposte di adattamento che cercano di ridurre o neutralizzare qualsiasi disturbo posturale.

Nel mantenimento della nostra postura il tono neuromuscolare svolge un ruolo essenziale: è lo stato di contrazione-tensione dei muscoli, indipendentemente dalla loro lunghezza, dalle condizioni della contrazione e qualunque sia la posizione nello spazio dei segmenti sui quali si inseriscono.

La postura si differenzia per uno stesso individuo, in funzione dell’affaticabilità, dell’età , della patologia e degli adattamenti.

Quali sono i recettori posturali?
I recettori nel corpo che determinano il mantenimento della postura in piedi sono:
- Sistema vestibolare:invia informazioni sul senso della gravità
- Vista :informazioni sull’ambiente
- Pianta del piede: informazioni sulle superfici di appoggio
- Sistema somatosensoriale: informazioni sulla disposizione muscolo-scheletrica.
La postura assolve alla funzione statica: che cos’è che ci mantiene in piedi?

La postura bipede
- L’uomo ha iniziato la sua evoluzione circa 500 milioni di anni fà
- I muscoli della catena vertebrale somigliano pressappoco a quelli dei nostri lontani parenti: i rettili
- La grande vittoria è stata alzarsi contro la gravità a lui ostile
- Per raggiungere questo traguardo come futuro bipede, ha dovuto sviluppare a poco a poco i muscoli capaci di lottare contro la gravità….QUALI?

Per mantenere l’erezione e la verticalità dei segmenti contro la linea di gravità, che cade davanti agli assi articolari,è necessaria la presenza di muscoli posteriori: i muscoli antigravitari o tonici.
I muscoli antigravitari o posteriori sono quasi sempre verticali e funzionano partendo da punti fissi inferiori (i piedi, in posizione eretta, il bacino in posizione seduta).
Quindi:
- la postura eretta dipende dei muscoli statici antigravitari
- la fisiologia di questi ultimi è la retrazione ovvero l’accorciamento: l’osservazione della morfologia deve essere effettuta in base a tali criteri
- nell’osservazione morfologica del paziente, se un segmento è deviato in un senso, dipende dall’accorciamento del o dei muscoli sottostanti
- il senso di deviazione di un segmento dipende dall’accorciamento del muscolo che lo ha provocato e non dalla debolezza del suo antagonista
- in statica,quindi si possono osservare solo delle retrazioni.

Che cosa succede quando la postura si modifica:che cos’è un dismorfismo?
Il dismorfismo è un’alterazione mofologica dello scheletro, una deformazione morfologica che modifica la postura.

I muscoli si organizzano in “catene muscolari”
Le catene muscolari sono una serie di muscoli che hanno una funzione comune : sono chiamate anche catene di coordinazione neuromuscolare a vocazione statica e dinamica
- Per “catena muscolare” si intende un insieme di muscoli connessi tramite il sistema fasciale e organizzati funzionalmente mediante un’attivazione tonica preferenziale
- sono disposte longitudinalmente nel corpo umano
rappresentano gli insiemi muscolari di tipo “egemonico” quindi per svolgere funzioni essenziali.
Quali sono le funzioni essenziali del corpo alle quali non possiamo rinunciare?
Vediamo quali sono le funzioni egemoniche quindi primarie o essenziali nel corpo.

1. Respirazione

La funzione respiratoria avrà bisogno di una serie di muscoli collegati, il loro insieme chiamato “catena inspiratoria” che poi si organizzerà lungo tutto il corpo in una “catena maestra anteriore”.

Il muscolo motore principale sarà il DIAFRAMMA.

La continuità delle fasce(tessuti di sostegno e separazione presenti in tutto il corpo) e dei muscoli connetterà la base del cranio con il diaframma prendendo il nome di “Asse Aponeurotico Centrale”(AAC) o “tendine centrale” o “Catena inspiratoria”.

Nella pratica per rendere l’idea di come funziona questa catena, dobbiamo immaginare il tendine centrale come un manico che parte dalla base del cranio e la struttura del diaframma come la ventosa di uno “stura lavandini”: il movimento di azione sarà in senso superiore e inferiore come quello che si fa per liberare un lavandino quando è ostruito.

La catena inspiratoria, se in retrazione e accorciamento (il tipico soggetto ansioso con “fame d’aria”)tenderà sempre a prediligere il blocco inspiratorio ovvero con la ventosa (il diaframma) spinto in basso.
Al contrario il diaframma potrebbe rimanere più verso l’alto (in espirazione) con un’iperestensione del tratto lombare alto in soggetti con una respirazione di tipo toracico: in questa condizione (in espirazione) le trazioni continue verso l’anteriorità trasmesse dai pilastri del diaframma sugli attacchi lombari possono creano di conseguenza delle accentuazioni della curva lombare nella porzione superiore.

2. Nutrizione
La funzione del “prendere e portare a se’” per nutrirsi che coinvolge tutti i muscoli del braccio e della spalla.

3. Stazione eretta

Le alterazioni della morfologia…Cosa succede alla colonna vertebrale?
La retrazione, l’accorciamento dei muscoli spinali, crea un’aumento della lordosi (iperlordosi) a livello lombare e cervicale mentre a livello dorsale appiattisce la cifosi (rettilineizzazione, o lordosi lunga).


Che cosa succede al torace?
Come abbiamo già accennato in precedenza , il torace spesso nei soggetti ansiosi si posizionerà in “blocco inspiratorio” con conseguente retrazione del diaframma (muscolo che divide la cavità toracica da quella addominale a forma di cupola) e di tutti i muscoli accessori inspiratori (scaleni, piccolo pettorale) e impossibilità ad eseguire una buona inspirazione ed espirazione.


Cosa succede agli arti superiori e le spalle?
Si ha un accorciamento della catena muscolare egemonica della “nutrizione” ovvero del “prendere e portare a sè”.

Cosa succede agli arti inferiori?
Negli arti inferiori le alterazioni posturali potranno essere in “valgo” gambe a x, ed in “varo” gambe arcuate , che si accompagneranno spesso a posizioni del bacino in flessione o estensione e piedi supinati o pronati.


Quindi che cosa succede alle catene muscolari?
A livello della colonna vertebrale e degli arti, si instaurano schemi di coordinazione motoria che rientrano nel quadro della bipolarità statico-dinamica, ovvero avremo dei comportamenti muscolari se siamo in piedi in statica o se ci muoviamo.
Nella statica, in piedi lavorano contemporaneamente le due catene muscolari principali:
CATENA MAESTRA POSTERIORE
Estensione Posteriore

CATENA MAESTRA ANTERIORE
Sospensione e raggruppamento

Per stare in posizione eretta, le retrazioni, sia della “catena maestra anteriore” sia della “catena maestra posteriore”, non possono essere totali sennò cadremmo in avanti o all’indietro.

Gli spostamenti segmentari, causati da retrazioni offensive dell’una piuttosto che dell’altra “catena”, devono quindi organizzarsi, rispettando le finalità essenziali di:
- Equilibrio
- Non dolore
- Economia

Il comportamento del corpo quale sarà per rimanere in appoggio bipede?
Se domina la catena maestra anteriore avremo:

Se domina la catena maestra posteriore avremo:

Inoltre a livello anteriore-posteriore la nostra colonna vertebrale potrà modificarsi con accentuazione delle curve fisiologiche o annullamento delle stesse.
Alcuni esempi che possiamo trovare:

Iperlordosi lombare in soggetti con colite, disturbi gastro-esofagei,tensioni del diaframma in soggetti ansiosi,ecc.

Rettilineizzazione a livello cervicale dovuta a traumi come il colpo di frusta (wiplash), o per posture lavorative seduti davanti al pc.

Ecco cosa succede seduti davanti al pc!

Cosa possiamo fare per migliorare la postura?
Innanzitutto dovremmo migliorare la nostra postura statica affinché si costruiscano delle basi su cui far lavorare il corpo in dinamica, quindi avere delle fondamenta solide ma allo stesso tempo flessibili ed elastiche.
Ma come facciamo?
Si dovranno esaminare tre articolazioni importanti quali:
- tibio tarsica (caviglia)
- coxo-femorale (anca)
- scapolo-omerale (spalla)
Si dovranno esaminare inoltre i relativi muscoli starter che legano queste articolazioni quali:
- addominali (inserzione distale)
- ischio-crurali (come estensori dell’anca)
- fissatori del cingolo scapolo-omerale (muscoli romboidi)
Li chiameremo “baricentri tecnici” sui quali si dovrà lavorare in sinergia.
Con una buon esame obiettivo di tutti i distretti corporei, quindi una valutazione morfologica nelle varie stazioni, si individuerà uno schema di adattamento che viene attuato dal corpo (uno o più compensi) che ha portato il paziente ad assumere quella postura che spesso è difensiva per un dolore da attenuare.
Scopriremo che spesso la causa è lontana dal sintomo.
Metodo Total Body Postural Adjustment: Osteopatia, Esercizio Fisico Correttivo, postura Mézières

Con il metodo Total Body Postural Adjustement si corregge e rieduca la postura statica, si aiuta ad acquisire la consapevolezza del proprio corpo in modo tale si possa sviluppare al meglio la sua espressione durante il movimento quotidiano e sportivo (dinamica).
Per gestire al meglio i problemi posturali ed ottimizzare la stessa utilizzo:
- Osteopatia
- Massoterapia
- Educazione fisica
- Ginnastica Posturale Mezieres e Souchard
- Metodo di Riprogrammazione Posturale Sportiva Canali.
Ciao, sono Simonetta Alibrandi , Osteopata ,Posturologa e personal trainer, responsabile del sito. Scopri chi sono..


