Il problema della sacroileite e quindi il dolore lombare simil sciatalgico è molto frequente nei pazienti che si presentano nel mio studio a Roma.
Analizzando insieme l’anatomia e le funzioni di questa articolazione capirete che essa funge da shock absorber, una sorta di “cuscinetto” ammortizzatore situato nel bacino.
Quindi potrebbe “lavorare” male ed infiammarsi per sopportare il cattivo funzionamento di altre articolazioni come ginocchio, caviglia, anca o superiormente colonna vertebrale e visceri.
Anatomia dell’articolazione sacroiliaca
L’articolazione sacroiliaca può essere soggetta a processi infiammatori(sacroileite) che ne compromettono la funzionalità , associati al dolore lombare, al ginocchio e all’anca. Questi processi possono essere di natura genetica, anatomica, traumatica, metabolica e infiammatoria e non ultimo di natura posturale.
L’articolazione sacroiliaca collega le estremità del tronco e degli arti inferiori, sia a destra che a sinistra, attraverso la giunzione tra l’osso sacro, l’ultimo segmento della colonna vertebrale, e l’osso iliaco, un osso del bacino.


La sua funzione è quella di assorbire gli impatti meccanici che si spostano dall’alto verso il basso e viceversa, nonché in torsione. Questa funzione è svolta come una giuntura articolata chiamata “sincondrosi” che normalmente si muove di pochi millimetri (2-4) in tutti i piani dello spazio. Anatomicamente, questa articolazione ha una forma a C ed è costituita da cartilagine ialina, membrana sinoviale, capsula articolare e robusti legamenti.

I sintomi del dolore sacroiliaco
L’articolazione sacroiliaca disfunzionale si manifesta con diversi sintomi:
- Dolore lombare “sordo” spesso monolaterale ma che può essere anche bilaterale, specialmente in corso di malattie reumatiche come le spondiloartriti
- Dolore che si irradia ai glutei, alla faccia laterale delle anche e/o all’inguine
- Dolore simil-sciatico che si irradia alla faccia posteriore delle cosce associato a formicolio o intorpidimento.
- Rigidità e riduzione del range di movimento che causa difficoltà nel piegarsi in avanti o salire le scale
- Dolore che si aggrava all’aumento del carico
- Instabilità pelvica e lombare, ovvero sensazione di cedimento o di movimento anomalo del bacino ad esempio quando si sta in piedi, camminando o quando si passa dalla posizione seduta in piedi.
- Rigidità mattutina di lunga durata e dolore notturno nella sacroileite.

Questa varietà di sintomi, simili ad altre patologie, rende difficile la diagnosi per chi non considera la disfunzione dell’articolazione sacroiliaca, portando a diagnosi errate e trattamenti inappropriati, soprattutto per la colonna vertebrale lombare, l’anca e il ginocchio.
Come si fa una diagnosi di sacroileite

La diagnosi è principalmente clinica e si sviluppa attraverso la discussione con il paziente,un’anamnesi prossima e remota, un attento esame clinico mirato a escludere altre patologie in diverse zone e a confermare la disfunzione sacroiliaca mediante manovre e test specifici (distrazione, compressione, rotazione esterna della coscia, test di Faber, test di Gaenslen).
Quando l’osteopatia non è sufficiente
Se sussiste un sospetto fondato, si procede con un ulteriore test diagnostico, da parte dell’ ortopedico, ovvero l’infiltrazione dell’articolazione. Quando la patologia disfunzionale dell’articolazione sacroiliaca diventa cronica e non risponde ai trattamenti conservativi, la persona colpita dal problema è gravemente limitata dal dolore e dalla perdita delle proprie capacità funzionali; in questi casi, la soluzione si trova solo nel trattamento chirurgico.
Artrosi all’anca e sacroileite
Con problemi di coxartrosi può accadere che si instauri una infiammazione dell’articolazione sacro-iliaca. Vi spiego il perché.
Le due articolazioni interessate sacroiliaca e coxofemorale sono molto vicine ed hanno in comune l’osso iliaco: da una parte esso è quello che accoglie attraverso l’acetabolo o cotile la testa del femore( articolazione coxo-femorale) e dall’altro si unisce con l’osso sacro determinando appunto l’articolazione sacro-iliaca.

La coxartrosi è caratterizzata dalla degenerazione della cartilagine articolare che riveste la superficie dell’acetabolo e la testa del femore. Se comunque volete approfondire l’argomento vi rimando ad un mio articolo precedente: https://osteopataaroma.com/artrosi-dell-anca-coxartrosi-quali-sono-i-sintomi-e-quali-le-cure/.
Ritornando al tema trattato in questo articolo ovvero la sacroileite, avviene che, per il dolore provocato dalle due superfici articolari(acetabolo e testa femorale) che fanno “attrito”, il corpo attui dei meccanismi di protezione limitando l’escursione di movimento della stessa e bloccando con i muscoli l’escursione articolare.
A questo punto l’articolazione sacroiliaca per quanto molto limitata nei movimenti come tipo di articolazione, si prenda carico della patologia con una ipermobilità supportando così l’anca deficitaria.
Sciatalgia e sacroileite
Il dolore all’articolazione sacroiliaca può essere difficilmente differenziato dal dolore sciatico, causato da ernia discale lombare, poiché sembrano molto simili.

Si è parlato spesso della sacroiliaca come possibile causa di dolore ma la difficoltà di valutazione, l’assenza di test diagnostici e l’elevata frequenza di protrusioni lombari ha fatto si che buona parte dei medici si dimenticasse di quest’articolazione e del suo complesso legamentoso.
Si pensa che almeno il 30% delle “sciatiche” sia causato proprio dalla disfunzione sacro-iliaca.
Da un punto di vista anatomico è l’articolazione tra il sacro e le ossa iliache. Abbiamo visto che è dotata di scarso movimento di flessione in avanti e indietro ma la sua funzione prevalente è di “shock absorber” ovvero di attenuare gli urti.

L’orientamento e la distribuzione dei legamenti di rinforzo sacroiliaci e ileolombari servono a regolare finemente la biomeccanica e a distribuire i pesi.
L’osteopatia un valido aiuto per la sacroileite
Certamente , l’osteopatia grazie al trattamento manuale può aiutare il buon funzionamento delle sacroiliache. Per capire questo dobbiamo partire dal concetto di globalità e collocare le articolazioni in un sistema contenente-contenuto che riceve forze ascendenti e discendenti:
- il contenente formato dal bacino ,le due anche ed il sacro
- il contenuto formato dal pavimento pelvico ed i visceri (intestino, vescica utero).
Le articolazioni sacroiliache come abbiamo già evidenziato sono delle articolazioni che assorbono le forze discendenti e ascendenti che arrivano sul bacino quindi sono soggette ad andare in disfunzione.
Cosa fa l’osteopata
L’osteopata farà un colloquio con il paziente, un’anamnesi prossima e remota ed escluderà se il problema sulle sacro-iliache è di sua competenza o da rimandare ad un professionista (diagnosi differenziale).

In Osteopatia si eseguono dei test per valutare se la disfunzione è maggiormente a carico dell’iliaco e quindi relativa agli arti inferiori o dell’osso sacro che interessa la colonna vertebrale, spalle e braccia(test di flessione in piedi o TFE e test di flessione seduto o TFS).
Una volta stabilita la priorità si valuteranno quanto influiscono i visceri contenuti nel bacino specialmente l’apparato urogenitale ed il colon.
L’osteopata avrà a disposizione una serie di tecniche manuali sia strutturali(ossa), fasciali (tessuto connettivo e muscoli) che viscerali.

Le tecniche manuali osteopatiche possono interessare altri distretti corporei lontani dalla zona del dolore sull’articolazione sacroiliaca.
Il concetto di ipomobilità in osteopatia
Per capire questa affermazione dobbiamo introdurre il concetto di ipomobilità. Quando un’articolazione per qualsiasi problema di origine traumatica, degenerativa non esegue il suo completo range of Movement(ROM), un’altra articolazione si potrebbe fare carico di questa ridotta mobilità determinando un sovraccarico lavorativo esprimendosi nel dolore.

Le ipomobilità potrebbero venire da varie parti del corpo ed in particolar modo da:
- problemi alle anche (coxalgia,coxartrosi)
- problemi alle ginocchia (gonartrosi,gonalgia,varo,valgo)
- caviglia (instabilità)e tipi di piede(piatto,retrovalgo,valgo)
- bacino in antiversione o retroversione
- problemi viscerali urinari e intestinali (cistiti e colon irritabile, stipsi).
Agendo sulla primarietà trovata nella diagnosi Osteopatica si alleggerisce il carico sull’articolazione sacroiliaca e quindi il dolore. Ma spesso è necessario eseguire anche tecniche sulle stesse sacroiliache per eliminare i vizi posturali che si sono creati con le primarietà.

Metodo Total Body Postural Adjustment: Osteopatia, Esercizio Fisico Correttivo, Posture Mezieres

Per gestire e risolvere al meglio il problema muscolo-scheletrico e il dolore che presenta il paziente utilizzo:
- Osteopatia
- Massoterapia
- Educazione fisica
- Ginnastica Posturale Mezieres e Souchard
- Metodo di Riprogrammazione Posturale Sportiva Canali.
Per saperne di più leggi la pagina dedicata sul metodo TBPA.
Una buona guida di esercizi che giovano alla sacroileite
Ciao, sono Simonetta Alibrandi , Osteopata , Posturologa e personal trainer, responsabile del sito. Scopri chi sono..


