L’occhio è il principale organo sensoriale afferente del sistema tonico posturale.
La vista fornisce delle informazioni sulla posizione del proprio corpo quindi possiamo dire che esiste una relazione bidirezionale tra funzione visiva e postura.
Un’alterazione della funzione visiva comporta una modifica della postura e viceversa: vista e postura, quindi sono due meccanismi all’interno di un unico processo percettivo.
A seconda del difetto visivo che si ha, è facile assumere un determinato atteggiamento del corpo.
Se poi una postura scorretta viene mantenuta nel tempo, si avranno effetti sulla coordinazione binoculare poiché l’accomodazione tra gli occhi diventa differente.
Definizione di postura
Per postura possiamo intendere:
- la posizione del corpo nello spazio e la relazione spaziale tra i segmenti scheletrici, il cui fine è il mantenimento dell’equilibrio(funzione antigravitaria) sia in condizioni statiche che dinamiche.

Al mantenimento della postura concorrono fattori neurofisiologici, biomeccanici, psicoemotivi e relazionali. A tale riguardo vi rimando ad uno dei miei articoli già pubblicati sulla postura.
Come fenomeno la postura è la posizione che assume il corpo nelle tre dimensioni dello spazio.
Alla postura è legato il concetto di antigravietarietà, perchè in un certo qual modo l’equilibrio posturale è la risposta dell’organismo alla forza di gravità.
Possiamo affermare che:
- la postura è un atteggiamento più di tipo” statico” con limiti di oscillazione molto ristretti e
- l’equilibrio è un atteggiamento più” dinamico”che può essere mantenuto anche con oscillazioni di maggiore entità.
Il sistema tonico posturale (STP)
I segmenti scheletrici assumono e mantengono una posizione nello spazio: perchè questo avviene?
Interviene un complesso sistema mio-fasciale (muscolare e connettivale) che mantiene i segmenti corporei in quella determinata posizione: parliamo del sistema tonico posturale.

I muscoli sono gli effettori, cioè eseguono un comando esterno che proviene dal SNC che funge da computer centrale. Da una parte questo elabora delle informazioni in entrata (sistema afferente-input) e dall’altra produce l’output di uscita.
Il segnale di output altro non è che il tono delle varie catene mio-fasciali che modificano l’atteggiamento posturale.
Il sistema tonico posturale e i recettori
La postura è fortemente influenzata dalle informazioni provenienti dai vari recettori del sistema tonico posturale(STP).
Questo è possibile perchè tutto passa attraverso vie nervose per cui qualsiasi modificazione a livello di un recettore può determinare una risposta su un altro recettore, che si adatta nei confronti del primo.

Il sistema esterocettore raccoglie un’insieme di informazioni proveniente dall’ambiente esterno e, primariamente fanno parte di questo sistema:
- la vista attraverso la retina,
- il sistema di orientamento ed equilibrio dell’orecchio interno (sistema vestibolare),
- la superficie cutanea podalica e
- l’apparato stomatognatico.
Il sistema endocettore raccoglie le formazioni provenienti direttamente dall’interno attraverso gli endocettori interni all’organismo:
- raccolgono stimoli endogeni e informano il STP di quello che succede all’interno dell’individuo
- permettono al sistema di riconoscere la posizione e lo stato di ogni osso, muscolo, legamento ecc.
Il recettore oculare nell’equilibrio tonico posturale
L’occhio è il principale organo sensoriale del sistema afferente del STP e dal quale provengono la maggior parte delle informazioni esterocettive dirette al SNC.
Numerosi sono i lavori di ricerca che dimostrano l’importanza del recettore oculare nell’equilibrio tonico posturale (J.B.Baron, 1951; Lacour e Roll).
Le differenti sperimentazioni dimostrano:
- se si applicano vibrazioni ai muscoli tibiali anteriori e soleo (muscoli della gamba), queste provocano in un soggetto ad occhi chiusi la sensazione cinestesica di cadere all’indietro o in avanti e quindi il soggetto compensa questa sensazione spostandosi in senso contrario.
- In un’altro esperimento, le stesse vibrazioni applicate ai muscoli oculomotori determinano delle sensazioni illusorie di rotazione della testa e del tronco in funzione di varie situazioni posturali (soggetto in piedi ad occhi chiusi busto bloccato, testa bloccata e oscurità).

Questi differenti sperimentazioni mostrano in modo equivocabile l’importanza dell’occhio in quanto recettore del sistema posturale.
Permettono di comprendere che la più piccola simmetria di tensione destra/sinistra avrà delle ripercussioni posturali.
Funzione posturale del sistema visivo
L’occhio è al tempo stesso:
- organo esterocettivo, attraverso la funzione retinica (i recettori sensoriali sono i fotorecettori rappresentati dai coni e dai bastoncelli della retina, che inviano all’encefalo informazioni sull’ambiente esterno)
- organo propriocettivo legato sia all’attività dei muscoli estrinseci oculari e sia alle via dell’oculocefalogiria (il legame neurofisiologico che connette gli occhi ai movimenti del capo) che controlla i muscoli del collo, della spalla e dell’occhio.
La visione funzionando come un propriocettore fornisce quindi informazioni sulla posizione del corpo creando così una relazione bidirezionale tra funzione visiva e postura in un unico processo percettivo.
La retina per la visione periferica, fornisce informazioni derivanti da tutto l’ambiente esterno, consentendo la stabilità posturale antero-posteriore.
La fovea per la visione centrale, analizza in maniera precisa l’oggetto che stiamo guardando, fornendoci la stabilità posturale laterale.
Sistema sensoriale e sistema motorio dell’occhio
Le nostre capacità visive sono determinate da due sistemi distinti ma strettamente interdipendenti tra di loro: il sistema sensoriale ed il sistema motorio.
Il sistema sensoriale è formato:
- dalla retina,
- dal nervo ottico,
- dalle vie e dalle radiazioni ottiche,
- dalla corteccia occipitale e
- da tutte le vie nervose che trasmettono gli impulsi elettrici dalla retina al cervello che a sua volta trasforma in immagini.
Il sistema motorio è costituito:
- da muscoli del bulbo oculare interni (permettono la messa a fuoco delle immagini e la variazione di diametro del forame pupillare)
- esterni (muovono l’occhio nelle varie direzioni dello sguardo).
I movimenti degli occhi
Poiché gli occhi si muovono sempre insieme, quando si attiva un muscolo di un occhio contemporaneamente si attiva l’antagonista dello stesso occhio (o omolaterale), il sinergista controlaterale e l’antagonista controlaterale.
I movimenti oculari presuppongono l’esistenza di un centro di rotazione che può considerarsi corrispondente al centro del bulbo oculare e di alcuni assi di rotazione.
È importante che i movimenti dei due occhi siano perfettamente sincroni, la mancanza di tale condizione provoca la cosiddetta diplopia.

I muscoli oculomotori
Per comprendere l’importanza degli occhi nel sistema tonico posturale bisogna fare riferimento alla piccola anatomia per quanto riguarda i muscoli che muovono l’occhio.

Quanti sono? I muscoli oculomotori sono in numero di sei per occhio , andiamo a vedere nel dettaglio.
I muscoli che muovono l’occhio: i retti
I muscoli retti sono quattro(4) per ogni occhio ed in base all’inserzione di ciascun muscolo, con la loro contrazione, determinano una specifica mobilità oculare del bulbo.
Essi sono:
- il retto interno (dal lato del naso)muove medialmente l’occhio
- il retto esterno muove lateralmente l’occhio
- il retto superiore muove verso l’alto l’occhio
- il retto inferiore muove verso il basso l’occhio
I muscoli retti costituiscono una piramide “scavata” all’interno del globo oculare (base) e il tendine di Zinn (anulus tendineo comune) che ne rappresenta la sommità. Questo tendine, che si inserisce sul corpo dello sfenoide(osso impari del cranio), ha quattro lamelle tendine, che costituiscono il punto di partenza prossimale dei muscoli retti.
Il tendine terminale di ciascuno di essi si inserisce a livello della parte anteriore della sclera dell’occhio, in alto quello superiore, in basso l’inferiore, in corrispondenza della porzione nasale quello interno ed esternamente 7 mm al di fuori della cornea quello esterno.
Invece la posizione anatomica dei muscoli obliqui, in relazione al movimento che essi determinano, appare al contrario di come parrebbe logico;ciò è per via delle pulegge di riflessione che in un certo qual modo ribaltano il movimento.
I muscoli che muovono l’occhio: gli obliqui
I muscoli obliqui dell’occhio sono due (2) per ogni occhio e incrociano obliquamente l’asse antero-posteriore: per via del loro orientamento, hanno una funzionalità determinata da una puleggia di riflessione. Essi sono:
- il muscolo grande obliquo nasce all’interno e al di sopra del foro ottico, lungo l’angolo superiore interno dell’orbita, dà origine a un tendine che si riflette ad angolo acuto in una puleggia fibrocartilaginea innestata sull’osso frontale. Esso ritorna nuovamente muscolare, si dirige indietro in fuori, passando sotto il retto superiore terminando sulla parte postero esterna dell’emisfero posteriore dell’occhio.
- il muscolo piccolo obliquo è il solo che non si attacca al fondo dell’orbita ma dopo l’orifizio orbitario del canale lacrimale. Esso si dirige in fuori in avanti, passa sotto il retto inferiore e si inserisce sulla faccia infero esterna dell’emisfero posteriore del globo.
L’aponeurosi del tendine orbitale
Essa è formata da 3 parti:
- una capsula che ricopre la parte scleroticale del globo oculare;
- guaine muscolari che avvolgono i muscoli e li uniscono alla capsula;
- espansioni aponeurotiche anteriori che fissano il tutto alle palpebre e all’orlo dell’orbita impedendo così la compressione e il distacco del globo oculare durante la contrazione dei muscoli.
Innervazione dei muscoli oculomotori
L’innervazione dei muscoli oculomotori è di competenza di alcuni nervi cranici.

I nervi direttamente collegati alla visione sono:
- III°- Nervo Oculomotore a cui sono riservati i movimenti dell’occhio, innerva i muscoli retti interni superiori e inferiori, gli obliqui inferiori ed il sollevatore della palpebra superiore. Alcuni riflessi, come la miosi (costrizione) e la midriasi (dilatazione) della pupilla e degli adattamenti alla visione da vicino sono riflessi viscerali che noi non possiamo controllare o arrestare. L’Oculomotore presenta inoltre fibre associative anche con l’XI (accessorio) sito nel bulbo, che comanda i muscoli cervicali per il movimento della testa. Per la binocularità, i muscoli del corpo, degli occhi ed in particolare del collo, sono in stretta unione funzionale: orientamento e coordinazione degli occhi da un lato, postura ed equilibrio corporeo dall’altro.
- VIII° – Nervo cranico (vestibolare-cocleare) tramite il quale i muscoli oculomotori sono collegati ai canali semicircolari dell’orecchio interno. Questi interessano direttamente l’atteggiamento posturale essendo partecipi delle informazioni sulla posizione di inclinazione della testa e del corpo nello spazio,queste connessioni sono all’origine dei movimenti oculari riflessi.
- IV °- Nervo trocleare o patetico: innerva soltanto il muscolo obliquo superiore ed è un nervo di tipo motorio: un danno ad esso porta ad incapacità di girare in basso l’occhio quando è addotto.
- V°- Nervo Trigemino: è un nervo sensitivo,presenta 3 rami importanti ,tra cui il V3 Nervo Oftalmico che si divide in lacrimale, frontale e naso ciliare.
- VI°- Nervo Abducente: è un nervo motore, innerva il retto esterno ed origina direttamente dal cervello ed è collegato all’Oculomotore , all’udito e alla corteccia.
Controllo visuo posturale
Dal punto di vista meccanico le attività oculomotororie possono, facendo parte della catena propriocettiva posturale (catena muscolo-connettivale), creare delle variazioni di tensione con conseguenti rotazioni-inclinazioni automatiche di natura compensatoria.
Il Prof.bernard Bricot afferma che: “tutti gli squilibri destra-sinistra dei muscoli oculomotori avranno per conseguenza uno squilibrio destro-sinistro del corpo che a loro volta genereranno delle bascule e delle rotazioni”.
Per rendersi conto di tale interazione si deve ricordare che il 20% delle fibre nervose provenienti dagli occhi formano sinapsi con neuroni provenienti dalle aree motorie prima di raggiungere la corteccia cerebrale.
Pertanto una perdita dell’allineamento visivo determina in maniera automatica ed inconscia una rotazione e/o inclinazione della testa al fine di avere una visione nitida.
D.B. Harmon nel 1958 rilevò che gli individui con astigmatismo, quando stavano in piedi, inclinavano la testa lateralmente; i miopi tendevano ad inclinare la testa indietro, portando il mento in su; mentre gli ipermetropi tendevano a inclinarla in avanti; infine gli anisometropi (soggetti con occhi con rifrazioni diverse) tendevano a ruotare la testa intorno all’asse verticale.
Il risultato finale di questi atteggiamenti, nel tempo, potrà indurre problematiche del tratto cervicale e lombare della colonna vertebrale.
Disfunzione visiva e postura
Tuttavia nel tempo tale modifica dell’atteggiamento posturale della testa causerà uno stato di ipertonia muscolare con disturbi intervertebrali cui seguiranno ipomobilità segmentale con ripercussioni fino ai piedi i quali compensano,modificando l’appoggio, innescando così un circolo vizioso.

Muscoli oculomotori , trapezi e SCOM
I muscoli oculomotori estrinseci, oltre che con i muscoli oculari intrinseci e delle palpebre, funzionano in stretta sinergia con i muscoli facciali e del collo (trapezio e SCOM).
Ogni volta che gli occhi si muovono generano un input di contrazione dei muscoli della nuca per consentire alla testa di cambiare posizione al fine di fissare l’oggetto in interesse (via oculocefalogira).
Di conseguenza i meccanocettori articolari del rachide cervicale inviano informazioni ai vestiboli che, attraverso la via vestibolo-spinale, determinano l’attivazione dei motoneuroni alfa dei muscoli estensori di tutto il corpo al fine di mantenere l’equilibrio.
Quindi lo scopo principale della relazione visione-postura è quello di assicurare un funzionamento binoculare perfetto della percezione visiva, in quanto la funzione dei movimenti oculari è quella di spostare e stabilizzare lo sguardo.
I meccanismi dell’occhio per la visione nitida
Per comprendere le disfunzioni oculari, dobbiamo parlare di due meccanismi importanti che permettono la visione nitida e stereoscopica a distanze diverse dall’infinito:
- accomodazione: è il meccanismo che consente la visione nitida di oggetti posti a distanza ravvicinata. Questo avviene tramite l’aumento del potere diottrico del cristallino , lente naturale che si trova dietro l’iride, grazie alla contrazione del muscolo Ciliare che induce di fatto un aumento della curvatura delle superfici del cristallino.

- convergenza: è il meccanismo attraverso il quale i due bulbi oculari (grazie alla contrazione dei muscoli oculomotori retti mediali) convergono simultaneamente al fine di spostare i raggi luminosi direttamente sulla macula.

Tanto minore è la distanza di osservazione, tanto maggiore sarà la quantità di accomodazione e di convergenza necessarie.
Quindi di conseguenza, a questi due meccanismi è associato uno sforzo muscolare proporzionale alla quantità di accomodazione e convergenze richieste in funzione alla distanza di osservazione.
Il rapporto tra convergenza e accomodazione è generalmente 4/1.
La risposta del cristallino alla richiesta di accomodazione cambia col variare dell’età del soggetto, la sua perdita di elasticità e la conseguente riduzione della capacità accomodativa si chiama Presbiopia.
Le disfunzioni oculari causa dei disordini tonico posturali
Le differenti disfunzioni alle quali và incontro l’occhio determinano quasi sempre degli squilibri tonico posturali. Esse possono essere classificate in due gruppi:
- difetti della rifrazione, che interessano l’esterocezione sensoriale dell’occhio
- difetti della convergenza o eteroforie, che interessano la propriocezione muscolare extra-oculare.
Se i difetti della rifrazione (miopia, astigmatismi, ipermetropia) sono perlopiù conosciuti e corretti, non è lo stesso per i secondi i quali vengono diagnosticati molto raramente.
I difetti di di convergenza non si correggono mai da soli, ma provocano una nuova integrazione dello schema corporeo il quale funzionerà con il proprio difetto e lo squilibrio posturale che l’accompagna.
Quando si ha un difetto di convergenza, se non lo si corregge, rimane per tutta la vita.
Difetti della rifrazione
In un occhio normale, i raggi paralleli provenienti da un punto oggetto posto all’infinito devono convergere sulla retina e formare un punto immagine, che coincide con il fuoco principale del sistema ottico oculare.
Quando questa condizione ottica è rispettata siamo in presenza di Emmetropia, cioè senza anomalie di rifrazione.
Quando questa condizione viene a mancare e i raggi paralleli provenienti da oggetti lontani non vanno a fuoco direttamente sulla retina saremo in presenza di Ametropia.
Le Ametropie possono essere di tre tipi fondamentali:
- Ipermetropia – il fuoco immagine si trova oltre il piano retinico
- Miopia – il fuoco immagine si trova davanti al piano retinico
- Astigmatismo – si ha la presenza di un singolo punto focale
Le anomalie di rifrazione oculare possono essere causate da diverse condizioni:
Posizione anomala degli elementi del sistema ottico oculare:
- Diametro antero-posteriore dell’occhio troppo corto in rapporto alla lunghezza focale del sistema ottico oculare (retina troppo vicina alla cornea): Ipermetropia assiale.
- Diametro antero-posteriore dell’occhio troppo lungo (retina troppo lontana dalla cornea): Miopia assiale.
- Posizione del cristallino: se il cristallino è troppo avanti, verso al cornea, si ha Miopia, se è troppo indietro si ha Ipermetropia.
- Anomalie delle superfici diottriche: la superficie anteriore della cornea o le due superfici del cristallino possono essere troppo curve(Miopia da curvatura) ,troppo piatte (Ipermetropia), di diversa curvatura nei vari meridiani(astigmatismo).
Difetti di convergenza
L’occhio ipoconvergente altera la postura attraverso due modi contemporaneamente:
- attraverso un circuito corto, basato sul riflesso miotatico, che limita la rotazione del capo dal lato dell’occhio ipoconvergente
- attraverso un circuito lungo, con l’intervento dei nuclei centrali, che posteriorizza la spalla sinistra nel destrimane, la destra nel mancino.
Le eteroforie
Le eteroforie sono delle deviazioni degli occhi NON manifeste, ossia sono compensate dal sistema fusionale motorio.
Invece la situazione fisiologica in cui gli occhi, guardando un oggetto, si posizionano in modo che le loro linee di sguardo si incontrano esattamente sul punto mirato senza tensioni e difficoltà viene chiamata ortoforia.
L’ortoforia è dunque una situazione in cui gli occhi hanno le linee visive perfettamente parallele per la visione da lontano, e sempre adeguatamente convergenti per la visione da vicino, questo però non sempre succede così deve intervenire il RIFLESSO DI FUSIONE per aggiustare la mira.
Possiamo avere vari tipi di eteroforie:
- Esoforia: gli occhi tendono a iperconvergere, cioè a volgersi l’uno verso l’altro nel momento in cui devono guardare lontano orientandosi su un punto più prossimo di quello che dovrebbero guardare. L’esoforia si riscontra spesso in presenza di un’ipermetropia non corretta con le lenti, o di una miopia elevata (rappresenta sempre un atteggiamento di introversione come a voler restringere il proprio campo visivo, come a voler sparire).
- Exoforia: gli occhi tendono a deviare verso l’esterno, come se volessero scappare l’uno dall’altro per insufficienza di convergenza o per eccesso di divergenza
- Iperforia: gli occhi tendono a deviare verso l’alto
- Ipoforia: gli occhi tendono a deviare verso il basso.
Le eterotropie

Le eterotropie invece sono i cosiddetti strabismi manifesti in cui gli occhi risultano sempre disallineati in una determinata direzione: un occhio si allinea con l’oggetto d’interesse, mentre l’altro si discosta, causando una perdita di visione binoculare.
Anche qui distinguiamo vari tipi di strabismi manifesti:
- Strabismo convergente (esotropia): l’occhio si discosta verso l’interno.
- Strabismo divergente (exotropia): l’occhio si discosta verso l’esterno.
- Strabismo verticale (ipertropia o ipotropia): l’occhio si discosta verso l’alto o verso il basso.
La Posizione Anomala del Capo (PAC)
Nei strabismi manifesti (eterotropie),il movimento oculare non viene limitato e l’angolo di deviazione rimane immutato.
La mancanza di correzione di questa anomalia nel tempo porta a compensi posturali soprattutto della testa.
Una conseguenza non così rara si osserva nei pazienti strabici: c’è la tendenza ad assumere una posizione anomala del capo, nel tentativo di compensare il disallineamento degli assi visivi.
Il capo, vuoi per la sua posizione spaziale (molto in alto rispetto al baricentro), vuoi per il suo peso specifico (il più alto del corpo), induce fenomeni importanti sullo schema corporeo dell’equilibrio.
La Posizione Anomala del Capo (PAC) , o torcicollo , consiste in un disallineamento del capo rispetto al corpo.

Il capo può ruotare, proprio come avviene per gli occhi,attorno a tre assi principali:
- asse orizzontale (x) , per le rotazioni verticali
- asse verticale (z) , per le rotazioni orizzontali
- asse antero-posteriore (y) , per le ciclorotazioni.
Nella descrizone di una PAC si esamineranno:
- rotazione del capo verso destra o verso sinistra: ad esso corrisponderà un tipo di torcicollo orizzontale
- inclinazione del capo sulla spalla destra o sulla spalla sinistra: ad esso corriponderà un tipo di torcicollo torsionale
- abbassamento o sollevamento del capo (e del mento): ad esso corrisponderà un tipo di torcicollo verticale
- se il capo ruota intorno a più assi parleremo di torcicollo obliquo.
Questi compensi ed adattamenti posturali vengono assunti per evitare la diplopia e per cercare una collaborazione binoculare migliore. Il persistere di un torcicollo potrà portare nel tempo ad anomalie muscolo-scheletriche fonte di dolori e cefalea.
Cause dei disturbi del recettore oculare
I disturbi del recettore oculare dipendono da varie cause, divise in due gruppi:
Cause primitive
- traumi cranici con perdita di coscienza o coma: una delle cause più frequenti
- distorsioni cervicali o colpi di frusta ovvero traumi al collo che si verificano quando la testa si muove in modo improvviso e violento
- fenomeni di ipertensione endocranica (convulsioni, meningiti, accidenti vascolari cerebrali, forti febbri con reazione meningea)
- epilessie
- malattie autoimmuni
- fratture della colonna vertebrale
- sofferenze fetali.
Tutte queste cause, lasciano un difetto di convergenza quasi sempre sull’occhio non dominante che esisterà anche per tutta la vita.
La patologia iniziale a volte regredisce nel giro di qualche giorno.
L’organismo, in questo caso, ha integrato un nuovo schema corporeo.
Cause secondarie manifeste
- un focolaio dentale o un disturbo di occlusione: possono provocare un difetto di convergenza sull’occhio omolaterale attraverso le afferenze del nervo trigemino (V nervo cranico) sulle formazioni che intervengono nell’oculomotricità.
- le epatiti: lasciano frequentemente un difetto di convergenza sull’occhio destro.
- gli antidepressivi: provocano, più o meno a lunga scadenza, un difetto di convergenza (spesso sui due occhi) che persisterà anche dopo la fine del trattamento;
- i tranquillanti, in misura minore, possono lasciare un disturbo simile se sono assunti per lungo tempo e/o a dosi elevate.
Nelle cause secondarie, lo scompenso può avvenire sia sull’occhio dominante, sia su quello non dominante, sia su entrambi.
Quali sono i sintomi dei disturbi all’occhio?

L’osteopata durante il colloquio e l’anamnesi con il paziente potrà riscontrare vari sintomi:
- cefalee unilaterali, tipo emicrania, temporali, orbitarie, retro-orbitarie, occipitali o tipo nevralgia di Arnold accompagnata da fotofobia, lacrimazione, sensazione di testa pesante, pesantezza occipitale e cervico-scapolare;
- vertigini che possono essere di grado forte o una semplice sensazione di instabilità: infatti spesso nella vertigine posizionale parossistica benigna (VPPB) ritroviamo un difetto di convergenza evidente con l’inclinazione permanente della testa;
- cervicalgia spesso associata a rigidità della nuca;
- dolori alla schiena con blocchi vertebrali a vari livelli;
- dolori periferici articolari o tendiniti;
- alcuni segni particolarmente oculari come occhi che pungono, sensazione di bruciore, lacrimazione, prurito, sensazione di sabbia negli occhi, bisogno di ammiccare gli occhi o di chiuderne uno in risposta a fonti luminose intense, occhi arrossati, fotofobia, affaticabilità eccessiva, visione sfuocata o sdoppiata.

Il fatto di avere un’eccellente vista, non esclude in nessun caso la possibilità di un disturbo della convergenza o di una eteroforia.
La visita
L’esame della postura in piedi

L’esame della postura in piedi è particolarmente importante per valutare gli eventuali disallineamenti nel corpo e successivamente eseguire dei tests più specifici per verificare la funzione visiva e quanto gli occhi possano determinare una modifica della postura.
La mia valutazione generale della postura in piedi statica riguarda principalmente:
- esame della testa: se si presenta inclinata o in rotazione
- la posizione dei piedi e di tutto l’arto inferiore che determina una possibile basculante del bacino
- la colonna vertebrale
- le spalle e il bacino che possono basculare nello stesso senso o controlaterale, o effettuare delle rotazioni.

I tests specifici per gli occhi e generali sui recettori posturali
Poi mi avvalgo di tests specifici che in questo articolo che tratta del tema visuo posturale, saranno relativi agli occhi ma anche più generali riguardanti tutti i recettori del sistema posturale.
Essi sono:
- test della motilità oculare: testano la motilità degli occhi nelle sei direzioni dello spazio;
- test dei riflessi corneali o test di Hirschberg: la negatività di questo test ci garantisce la visione binoculare corretta;
- test di convergenza: è un test globale che permette di mettere in evidenza le asimmetrie muscolare e analizza i tre parametri della visione binoculare, ovvero la convergenza tonica o dinamica, la convergenza fusionale, la convergenza accomodativa;
- cover test: ci si avvale di questo test ogni volta che il test della convergenza è normale perché permette di dissociare i due occhi e di mettere in evidenza le eteroforie, ovvero i difetti di parallelismo degli occhi;
- test dell’occhio dominante: ovvero la lateralità presente nell’occhio che si differenzia in dominanza dell’occhio di fissazione o puntamento ,dominanza crociata occhio-mano e dominanza dell’occhio posturale(quello che regola al meglio l’attività tonica posturale di un soggetto in piedi);
- test di Romberg o test degli indici : esamina lo squilibrio tonico posturale legato ad uno scompenso alto dei recettori in primo luogo dell’occhio, dato che il corpo elabora le informazioni in funzione dell’ultima immagine ricevuta prima di chiudere gli occhi;
- test di Fukuda o della marcia sul posto: con questo test si raccolgono le informazioni che arrivano da tutti i recettori, tuttavia una di queste informazioni è predominante ovvero l’adattamento dei piedi.
Il trattamento dell’osteopata
Nelle condizioni extraoculari di natura muscolo-scheletrica e tensivo-fasciale l’osteopata è in grado di dare un importante apporto nel recupero della posizione corretta del capo, oltre che della sua funzionalità portando ad un miglioramento della sfera propriocettiva-posturale.

Il lavoro sarà effettuato attraverso il trattamento manuale osteopatico sulle afferenze derivanti dai propriocettori cervicali, ma anche su tutti gli altri distretti corporei fino ai piedi.
Il trattamento potrà essere da coadiuvante anche nelle terapie di natura ortottica o neurologica accompagnando il paziente nel suo percorso di modificazione posturale.
Inoltre vista la possibile complessità della condizione visuo posturale, è sempre bene che la “diagnosi” sia sempre fatta attraverso un approccio multidisciplinare per garantire la corretta presa in carico e l’adeguata terapia.
Gli squilibri della funzione visiva, come una differenza di visus tra i due occhi, un difetto visivo non adeguatamente corretto, un occhiale non correttamente centrato, una ipo convergenza oculare o la presenza di eteroforie posturalmente significative, possono modificare:
- il tono dei muscoli gravitazionali
- viziare un atteggiamento della testa nello spazio con variazione dei rapporti occlusali(apparato stomatognatico)
- tensioni muscolari, che si ripercuotono attraverso le catene miofasciale, nei vari distretti corporei fino all’appoggio podalico.
Quindi, il lavoro dell’osteopata sarà globale.
Metodo Total Body Postural Adjustment: Osteopatia, Esercizio Fisico Correttivo, Posture Mezieres
Il Metodo Total Body Postural Adjustment (TBPA) è un metodo di lavoro che ho formulato e sviluppato personalmente sulla base di una formazione composta da studi multidisciplinari e da esperienze nel campo dell’attività fisica a tutti i livelli, dall’agonismo alla pratica amatoriale.

Il Metodo TBPA nasce dalla combinazione dei Trattamenti Manuali Osteopatici, l’Educazione Fisica con Esercizi Correttivi e Posture Mézières.
Per gestire e risolvere al meglio il problema muscolo-scheletrico e il dolore che presenta il paziente utilizzo:
- Osteopatia
- Massoterapia
- Educazione fisica
- Ginnastica Posturale Mezieres e Souchard
- Metodo di Riprogrammazione Posturale Sportiva Canali.
Ciao, sono Simonetta Alibrandi , Osteopata ,Posturologa e personal trainer, responsabile del sito. Scopri chi sono..


