Il dolore al ginocchio: gonalgia osteopatia e postura

Dolore al ginocchio gonalgia

Il dolore al ginocchio è una della cause più frequenti per le quali i pazienti vengono nel mio studio di osteopatia a Roma. Ho già approfondito in un articolo precedente la problematica del dolore al ginocchio in ambito sportivo, in particolare nella corsa.

Il dolore al ginocchio o gonalgia, è un termine medico per definire la sintomatologia dolorosa localizzata in una o più parti del ginocchio, che non conosce limiti di sesso e di età, ma può colpire con maggiore probabilità soggetti come atleti professionisti e amatori, persone in sovrappeso e anziani.

Il ginocchio è una delle parti anatomiche più complesse del corpo umano e anche una delle più soggette a stress fisico, fastidi, gonfiore e dolore. Quando il ginocchio fa male, nella maggior parte dei casi il motivo è che si sta muovendo in maniera non fisiologica: infatti possiamo dire che il dolore al ginocchio ha quasi sempre una causa meccanica e funzionale.

Proprio per la sua funzionalità, vedremo che l’articolazione del ginocchio può andare incontro facilmente a situazioni di gonalgia, più o meno intense e frequenti.

Il dolore al ginocchio o gonalgia: le possibili cause

Anatomia del ginocchio
Anatomia del ginocchio

Il ginocchio è quell’articolazione della gamba che è posta tra altre due articolazioni importanti quali l’anca e la caviglia. A sua volta le anche( in numero di due formano il bacino), accolgono i visceri (colon e retto, piccolo intestino, vescica e utero e ovaie per le donne, prostata per gli uomini).
Si può comprendere che il ginocchio in una visione unica del corpo, subisce vari tipi di forze che possono modificare la sua funzionalità sia direttamente che indirettamente.

#cause dirette sul ginocchio

Il dolore al ginocchio gonalgia le cause
Il dolore al ginocchio:possibili cause

La gonalgia può essere la diretta conseguenza di un trauma a carico dell’articolazione, di un’infiammazione causata da un eccessivo sforzo fisico, potrebbe derivare da patologie al ginocchio come lesioni del menisco, lesione dei legamenti collaterali e crociati ,sindrome femoro-rotulea, condropatia rotuleausura della cartilagine all’interno dell’articolazione, artrosi, oppure trattarsi di posture ”viziate” nel tempo che hanno compromesso il ginocchio stesso.

#cause indirette sul ginocchio

Schema cause dolore al ginocchio

Molto spesso sul ginocchio vanno a confluire problematiche che riguardano varie zone del nostro organismo e che necessitano dunque di essere corrette. Alcune possibili cause al di fuori del ginocchio che possono provocare gonalgia sono:

  • problemi di postura;
  • ipotonicità dei muscoli della coscia;
  • disfunzione del bacino, di una caviglia o di un piede;
  • disfunzione della colonna vertebrale;
  • eccessivo peso corporeo;
  • disfunzione cranio sacrale;
  • artrite o processi infiammatori.

Cercherò nei prossimi paragrafi di identificare delle categorie di dolore al ginocchio in modo da inquadrarlo in un tipo di trattamento specifico. Ma vediamo di capire com’é fatto il ginocchio con qualche richiamo di anatomia.

Piccola anatomia del ginocchio

Prima di affrontare il dolore al ginocchio o gonalgia dobbiamo vedere com’è fatto e che movimenti può eseguire.

Il ginocchio è un’articolazione complessa formata da 2 capi ossei femore e tibia,insieme ad altre due ossa quali perone e rotula.

#femore, tibia, rotula

Il femore, in particolare la sua porzione distale, presenta una superficie articolare suddivisa in due piani di appoggio ovoidali in senso antero posteriore, i condili femorali.

I due condili femorali poggiano sulla tibia o meglio sul piatto tibiale, una superficie ellittica in senso trasversale.

La rotula è parte integrante dell’apparato estensore e dipende interamente da esso tramite scivolamento sulla troclea femorale, aiutandolo nella contrazione sul piano frontale.
Come la maggior parte degli ossi sesamoidi presenti nel nostro corpo, la rotula aumenta il braccio di leva dell’apparato estensorio, aumentando così l’efficienza della contrazione del muscolo quadricipite.

#menischi

Dolore al ginocchio menischi

Tra i condili del femore, fortemente convessi, e le cavità glenoidee della tibia, poco incavate, sono interposti, nella parte periferica dell’articolazione, due menischi intercalari fibrocartilaginei e di forma semilunare:
Mediale (interno)
• Laterale (esterno)

I menischi quindi sono due strutture fibro cartilaginee ad anello più o meno completo che hanno una consistenza duro-elastica molto simile a quella dei dischi intervertebrali :hanno lo scopo di colmare i vuoti laterali e offrire un appoggio maggiore, quindi aumentare la congruenza tra le superfici articolari di tibia e femore. Stabilizzano l’articolazione insieme alla capsula ed ai legamenti.

Menischi del ginocchio anatomia

Il menisco laterale descrive un cerchio quasi completo, presentando interruzione solo in corrispondenza dell’eminenza intercondiloidea della tibia. La sua estremità anteriore si inserisce sulla tibia, subito al davanti dell’eminenza intercondiloidea della tibia, e sul legamento crociato anteriore; l’estremità posteriore prende attacco sull’eminenza intercondiloidea della tibia e, con un suo fascio, anche sul legamento crociato posteriore ed è attraversata dal piccolo tendine del muscolo popliteo.

Il menisco mediale a forma di ”C” mostra verso l’eminenza intercondiloidea, un’ampia interruzione, per cui appare più nettamente semilunare. La sua estremità anteriore si attacca sulla tibia, al davanti della fossetta intercondiloidea anteriore; la sua estremità posteriore si inserisce pure sulla tibia, in corrispondenza della fossetta intercondiloidea posteriore e alle fibre del muscolo semimembranoso.

I due menischi sono collegati tra loro, in avanti, da un fascio fibroso teso trasversalmente, che é chiamato legamento trasverso del ginocchio.

Il menisco esterno è più mobile (circa due volte) grazie alla maggiore vicinanza che c’è tra i due corni anteriore e posteriore.
Questa diversificazione di mobilità spiega la maggiore esposizione del menisco interno a traumi, esso infatti ha minori possibilità di sottrarsi alle costrizioni dei condili femorali.
Nello squat, si tende a tenere le ginocchia propense verso l’esterno per il medesimo motivo.

#capsula articolare

Capsula articolare del ginocchio

Tutto il complesso del ginocchio è avvolto da una capsula articolare che internamente racchiude il liquido sinoviale, una sorta di lubrificante, che ha lo scopo di permettere uno scorrimento fluido delle superfici articolari. 
La capsula articolare del ginocchio è particolarmente ispessita posteriormente dove, dietro ciascun condilo del femore, forma un guscio fibroso. In avanti é invece molto lassa; sopra alla rotula, ridotta pressoché alla sola membrana sinoviale, essa forma un fondo cieco che risale dietro il muscolo quadricipite del femore: è il recesso superiore. Su questo prende attacco il muscolo articolare del ginocchio, il muscolo quadricipite che è formato di fibre muscolari striate scheletriche, che discendono dalla faccia anteriore del femore e che hanno il compito di tirare verso l’alto il recesso superiore medesimo nel movimento di estensione della gamba sulla coscia. Da qui l’importanza di un buon tono muscolare dello stesso per tutte le problematiche del ginocchio.

Legamenti del ginocchio


La capsula postero medialmente ha un ispessimento formato da due legamenti: 1) il legamento popliteo obliquo che è un’espansione del tendine distale del muscolo semimembranoso, e 2)lateralmente il legamento popliteo arcuato che nella sua porzione posteriore si fonde alla fascia del muscolo popliteo ed al corno posteriore del menisco laterale.

#legamenti collaterali

Legamenti collaterali ginocchio

Esternamente la capsula è rinforzata da due legamenti collaterali, laterale e mediale, e da due legamenti crociati, anteriore e posteriore, situati fra i due condili femorali.

Il legamento collaterale tibiale o mediale è una benderella fibrosa, aderente alla capsula articolare che si inserisce sull’epicondilo mediale del femore e appena sotto la zampa d’oca sulla tibia. Il suo compito principale è quello di contrastare i movimenti del ginocchio in valgo e le rotazioni esterne.

Il legamento collaterale laterale ha l’aspetto di un cordone fibroso. Si inserisce all’epicondilo laterale del femore prossimalmente ed alla testa del perone distalmente. Il legamento collaterale laterale è teso durante l’estensione del ginocchio e si detende durante la flessione.

#legamenti crociati

Legamenti crociati ginocchio

I legamenti crociati sono due resistentissimi cordoni fibrosi, tesi tra la tibia ed il femore, accolti nella fossa intercondiloidea del femore ,rappresentandone i più solidi mezzi di unione, infatti sono i maggiori responsabili della stabilità del ginocchio. I legamenti crociati sono sempre in tensione in qualunque grado di flessione o estensione di ginocchio. Sono due bande legamentose che si incrociano all’interno della capsula articolare del ginocchio e sono distinti in anteriore e posteriore, in base alla loro inserzione tibiale.

Il legamento crociato anteriore o antero-esterno impedisce al femore di traslare posteriormente durante il carico ed impedisce alla tibia di traslare anteriormente in assenza del carico.  Stabilizza anche la tibia contro l’eccessiva rotazione interna e funge da contenimento secondario per gli stress in valgo o varo. Il crociato anteriore inoltre coopera con i muscoli ischio crurali per aumentare la stabilità del ginocchio. 
Il legamento crociato posteriore o postero-interno contrasta la rotazione interna della tibia, impedisce l’iperestensione del ginocchio, limita traslazione anteriore del femore durante il carico e la traslazione posteriore della tibia fuori carico.

#articolazione tibia-perone prossimale

Rientra nel complesso articolare del ginocchio anche l’articolazione tibio-peroneale superiore, una piccola articolazione dalla mobilità molto ridotta che connette il perone alla tibia: è in prossimità anatomica del ginocchio ed ha implicazioni funzionali riguardo la testa del perone e le inserzioni su di essa del muscolo bicipite femorale e del legamento collaterale laterale.

La capsula articolare del ginocchio e le sue regioni

Quindi da quanto detto sull’anatomia del ginocchio possiamo riassumere tutte le inserzioni dei muscoli e legamenti intorno alla capsula articolare in questo modo.
La capsula articolare è divisa in quattro regioni: 

  • postero-laterale
  • postero-mediale
  • antero-laterale
  • antero-mediale

Ciascuno di questi quattro “angoli” della capsula è rafforzato da altre strutture anatomiche .

  • L’angolo postero-laterale è rafforzato dalla bandelletta ileotibiale, dal popliteo ,dal bicipite femorale, dal legamento collaterale esterno e dal legamento arcuato.
  • L’angolo postero-mediale è rafforzato dal legamento collaterale interno, la zampa d’oca, il semimembranoso e la parte posteriore del legamento obliquo.  
  • L’angolo antero-laterale è rafforzato dalla bandelleta ileotibiale, dal tendine rotuleo e dal retinacolo laterale.  
  • L’angolo antero-mediale è rafforzato dalla porzione superficiale del legamento collaterale mediale ed il retinacolo anteromediale.  
  • La membrana sinoviale riveste la superficie interna della capsula articolare, tranne posteriormente, dove passa anteriormente ai legamenti crociati, rendendoli extra sinoviali.

Muscoli e movimenti del ginocchio

Anatomia muscoli del ginocchio

Affinchè il ginocchio possa effettuare tutti i movimenti correttamente, i muscoli che ne fanno parte devono lavorare rispettando un complesso sincronismo.

Flessione del ginocchio: bicipite femorale, semitendinoso, semimembranoso, gracile, sartorio, gastrocnemio, popliteo. Il muscolo popliteo stabilizza il ginocchio durante la flessione e, quando si contrae, protegge il menisco laterale trazionandolo posteriormente.

Estensione del ginocchio : quadricipite femorale, costituito da tre vasti: il vasto mediale, vasto laterale e vasto intermedio e dal retto femorale. 

Rotazione esterna della tibia: è controllata dal bicipite femorale. Il bicipite femorale contribuisce a stabilizzare il ginocchio lateralmente, inserendosi sulla testa del perone e fondendo parte delle sue fibre distali con la bendelletta ileotibiale e con la capsula articolare. L’anatomia ossea stessa porta la tibia in rotazione esterna durante l’estensione. 

Rotazione interna: popliteo, semitendinoso, semimembranoso, sartorio e gracile. La rotazione della tibia è vincolata e può avvenire solo quando il ginocchio è in flessione. 

• La bandelleta ileotibiale è la continuazione distale della fascia lata che si inserisce sull’ala iliaca e contribuisce a contenere la muscolatura laterale della coscia. Distalmente si inserisce sul tubercolo laterale della tibia detto Tubercolo del Gerdy.  E’ in tensione sia durante la flessione che durante l’estensione e quindi funge principalmente da stabilizzatore laterale dinamico.

Che tipo di dolore hai al ginocchio?

Immagine dolore al ginocchio

In base alle possibili cause sopra elencate e avendo più chiara l’anatomia ,possiamo riconoscere vari tipi di dolore al ginocchio che verranno affrontati in modo differente.

  • dolore da lesione o trauma,esiti di frattura : danni ai legamenti, tendini, menischi, cartilagine, ossa.
  • dolore da disallineamento: cattivo appoggio del piede e torsione della tibia e del femore.
  • dolore viscero somatico: fasce che avvolgono l’intestino e comprimono i nervi della coscia.
  • dolore funzionale: squilibrio di forza dei muscoli stabilizzatori, glutei, tronco, muscoli del piede, schemi motori.
  • dolore da compressione: compressione nervo peroneale, disfunzione della testa del perone secondaria anche a distorsione di caviglia.
  • dolore riflesso: implicazione nervo femorale (L2-L4)dalla zona lombare. 
  • dolore muscolo fasciale: disfunzione dei quadricipiti, adduttori, abduttori, popliteo, ischio crurali e relative fasce.

Segni e sintomi del dolore al ginocchio

A differenza da quanto si creda, la gonalgia non è un disturbo che colpisce solo gli anziani con difficoltà di deambulazione, ma anche giovani e sportivi; i sintomi più comuni che si possono presentare sono:

  • forte dolore al ginocchio in flessione o estensione;
  • gonfiore;
  • ematomi;
  • difficoltà nei movimenti, soprattutto ad estendere e flettere la gamba;
  • blocco dell’articolazione;
  • difficoltà a sostenere il peso corporeo durante i movimenti.

Dov’è localizzato il dolore al ginocchio?

Il dolore al ginocchio si può localizzare nella parte anteriore, mediale o interno, laterale o esterno e posteriore.

Dolore al ginocchio anteriore

Le parti più frequentemente coinvolte sono:

  • Rotula: sindrome femoro-rotulea(è il risultato di un cattivo scorrimento della rotula sulla parte anteriore del ginocchio).Quando il dolore si concentra nella parte anteriore del ginocchio è probabile che ad avere problemi sia la rotula, l’osso sesamoide che chiude anteriormente l’articolazione e che, scorrendo sui “binari” della troclea femorale, permette i movimenti di flessione. Inoltre la rotula è responsabile della stabilità dell’articolazione perché impedisce al muscolo quadricipite di andare troppo in avanti, guida la muscolatura femorale in flesso estensione e ottimizza i rapporti di leva.
  • Tendine rotuleo: la meccanica del tendine rotuleo se non allineato può portare a dolori al ginocchio.
  • Corni anteriori dei menischi: le disfunzioni di mobilità dei menischi possono essere causa di dolore al ginocchio.
  • Borse sierose: le borsiti si riscontrano spesso su pazienti costretti a lavori in ginocchio; il dolore classico è il dolore percepito facendo le scale in discesa, oppure quando si stà inginocchiati(ginocchio della lavandaia).
Dolore al ginocchio cartilagine

Dolore sopra il ginocchio

Il dolore concentrato nella parte superiore del ginocchio può essere riconducibile sempre a un problema a carico dell’articolazione femoro-rotulea.

  • Rotula: sindrome femoro rotulea , è un particolare disallineamento della rotula rispetto alla troclea femorale. Le cause che portano a sviluppare questa sindrome sono alterazioni della forma della rotula, traumi diretti o indiretti a carico dell’articolazione e cause posturali o strutturali come ginocchio valgo e piede pronato.
  • tendine del quadricipite: infiammazione del tendine che collega il quadricipite con la rotula. 

Dolore al ginocchio posteriore

La parte posteriore del ginocchio viene chiamata cavità poplitea. Ha la forma di un rombo e si trova tra la coscia e il polpaccio dove un complesso sistema di muscoli, tendini e legamenti ha il compito di contribuire alla stabilità dell’articolazione.

Il dolore dietro al ginocchio spesso viene percepito anche da fermi, non necessariamente durante lo svolgimento di un’attività.

Le parti coinvolte più frequentemente:

  • Muscoli: se il dolore dietro il ginocchio si associa a una sensazione di rigidità potrebbe essere in corso un’infiammazione del tendine con possibili contratture dei muscoli ischio crurali, gastrocnemio, plantare (gamba del tennista) e popliteo. Il muscolo popliteo ha origine dal solco del condilo femorale laterale, giunge nella capsula articolare e si unisce con la parte superiore posteriore della tibia. Questo muscolo ci permette di ruotare internamente la tibia, flettere e ruotare all’interno la gamba. Può essere sollecitato in ambito sportivo ma anche da posture errate.
  • Cisti di Baker: può essere dolorosa solo se di dimensioni importanti ed è sempre il risultato di un versamento articolare del ginocchio che spesso stravasa nel recesso sinoviale situato fra i muscoli semimembranoso e gastrocnemio dando origine appunto a una formazione cistica caratteristica. Generalmente la formazione della ciste di Baker è secondaria ad una lesione che occorre al menisco oppure ad una patologia infiammatoria proprio del ginocchio. Certo è vero anche che questa borsite particolare dietro al ginocchio può anche manifestarsi autonomamente, spesso a causa di una postura che crea un sovraccarico funzionale sulla borsa sierosa.
  • Legamento crociato posteriore: non sempre è causa di dolore ma è spesso soggetto a traumatismi meccanici.
  • Corni posteriori dei menischi: i menischi possono essere soggetti a restrizioni di mobilità di tipo osteopatico o lesioni ed essere causa di dolore.

Dolore al ginocchio laterale o esterno

La parte laterale del ginocchio è quella rivolta verso l’esterno del corpo e in questo caso il problema potrebbe essere a carico del legamento collaterale laterale o del menisco laterale.

Quindi le parti coinvolte possono essere:

  • Bandelletta ileotibiale o benderella del Maissiat : sindrome della bandelletta ileotibiale soprattutto negli sportivi, che si intende un dolore localizzato sulla parte antero laterale del ginocchio, leggermente più in alto rispetto alla rotula chiamata anche “ginocchio del corridore”. La bandelletta ileotibiale è il tratto terminale di una struttura fibrosa denominata fascia lata, una striscia fibrosa verticale localizzata sulla parte laterale della coscia che origina a partire dal muscolo tensore della fascia lata, lateralmente a livello del bacino, si porta verso il basso e si inserisce sulla tibia (sul tubercolo del Gerdy) e sulla rotula. Il dolore viene percepito generalmente da un lato solo e si manifesta durante il movimento in fase di carico, mentre a riposo diminuisce o scompare.
  • Legamento collaterale esterno: può subire stress meccanici ma spesso non è causa di dolore al ginocchio.
  • Menisco esterno: la parte dolorosa è quella esterna a contatto con la capsula mentre internamente il menisco non è innervato.

Dolore al ginocchio mediale o interno

La parte mediale è il lato interno del ginocchio, ovvero l’area anatomica rivolta verso l’altro ginocchio. Quando si percepisce un dolore in questo punto potrebbe esserci:

  • Lesione a carico del menisco mediale: ha una forma a mezzaluna ed è più ampio nella parte posteriore. I menischi hanno il compito di sopportare il carico, assorbire gli urti, stabilizzare e lubrificare l’articolazione. Il menisco mediale si danneggia o si rompe a causa di vari eventi degenerativi o traumatici tra cui la lesione del legamento crociato anteriore.
  • Lesione al legamento collaterale mediale: è il più soggetto a infortuni soprattutto negli sportivi come conseguenza di traumi diretti o indiretti, contusioni, rotazione eccessiva del ginocchio, distorsioni.
  • Zampa d’oca :come borsite o tendinite dei muscoli che ne fanno parte, ovvero è il punto di inserzione tibiale di un gruppo di tre muscoli sartorio,semitendinoso, gracile che insieme determinano la rotazione interna del ginocchio; essi giungendo nello stesso punto da tre direzioni diverse, danno origine a una formazione fibrosa dalla forma a ventaglio che ricorda la zampa di un’oca.

Osteopatia e dolore al ginocchio

Per il dolore al ginocchio può essere di aiuto l’osteopatia e la posturologia, considerando lo stesso sia nel contesto di tutto l’arto inferiore a partenza dal bacino, sia nell’unicità del sistema corpo.

Prima visita osteopatica raccolta dati

L’osteopata per il dolore al ginocchio, ha bisogno di conoscere la storia dettagliata del paziente, ai fini della valutazione osteopatica e posturale:

  • età;
  • occupazione;
  • stile di vita;
  • malattie e traumi pregressi;
  • cause che hanno portato all’insorgere del dolore;
  • da quanto tempo è presente il dolore.

A queste informazioni si aggiungono appositi test osteopatici ed esami posturali.

Simonetta Alibrandi Valutazione osteopatica posturale

Generalmente eseguo una prima visita osteopatica del paziente con una valutazione palpatoria e posturale per valutare l’assetto delle ginocchia in piedi. In un ottica globale è importante valutare anche l’assetto della zona lombare ,della zona pelvica e delle caviglie. Un problema al ginocchio potrebbe essere discendente quindi nascere da un bacino ruotato, da una zona lombare in blocco, oppure ascendente ovvero derivare da pregresse fratture malleolari o eventi distorsivi delle caviglie.

In alcuni casi potrebbero essere necessari esami strumentali come TAC, radiografie, RM. Per avere un quadro radiologico chiaro è consigliabile eseguire una risonanza magnetica la quale andrà a valutare al meglio lo stato di salute dei tessuti molli e potrà vedere se ci sono dei segni chiari che spiegano il dolore al ginocchio.Solo in questo modo l’osteopata avrà chiara la situazione specifica e potrà procedere con un trattamento osteopatico personalizzato.

Una regola fondamentale che consiglio a tutti i miei pazienti è quella che prevede il movimento come supporto al trattamento osteopatico.

Movimento vuol dire l’esecuzione di un esercizio specifico per 10-20 min al giorno che supporta una eventuale attivita sportiva che il paziente preferisce, diciamo una sorta di preparazione fisica atletica di completamento adattata a tutti.

Esercizio fisico correttivo

In seguito ad un’attenta analisi Posturale e Osteopatica sarà possibile comprendere quale sia il “movimento ideale”per ognuno.

Esercizio posturale Mézières

Supportare il trattamento Osteopatico con del sano movimento costante abbinato ad esercizi posturali, si rivela quindi il segreto vincente per la nostra salute.

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Il mio metodo Total Body Postural Adjustment sarà un valido aiuto per rimanere sempre in forma!

Trattamento osteopatico del ginocchio

Il ginocchio come detto nel primo paragrafo, fa parte dell’arto inferiore che con l’anca accoglie la parte viscerale(bacino).

Trattamento osteopatico roma

Nel ginocchio quindi si cercano disfunzioni osteopatiche, che posono essere localizzate a livello dello stesso ma anche a distanza, e si correggono in maniera specifica.

Le disfunzioni osteopatiche del ginocchio riguardano la posizione della tibia rispetto al femore (rotazioni, abduzioni, adduzioni, scivolamenti) ,la posizione dei menischi, la rotula(sarà in posizione alta e fuori) e la testa del perone:si tratteranno con tecniche manuali in varie direzioni e assi.

Trattando il ginocchio si controlla comunque tutto lo stesso l’arto inferiore tenendo presente che spesso la sede delle disfunzioni primarie è dislocata nella periferia dell’articolazione oppure deriva da problematiche del bacino o della caviglia(distorsioni).

In caso di dolore al ginocchio quindi si indagherà sullo stesso ginocchio, ma anche su tutti i possibili adattamenti osteopatici di:

  • piede e gamba: un problema al ginocchio può dipendere da disfunzioni dinamiche del piede e della gamba(il segmento sotto il ginocchio).A livello del piede le parti maggiormente coinvolte sono quasi sempre localizzate sotto l’astragalo (calcagno ma anche le interlinee articolari dell’avampiede). Anche l’astragalo e l’articolazione tibio tarsica nel suo complesso possono subire disfunzioni osteopatiche, soprattutto dopo traumi in inversione (distorsione della caviglia). Attenzione anche ai muscoli flessori della caviglia che sono intimamente connessi all’articolazione del ginocchio (muscoli gastrocnemio e plantare).
  • coscia: è un distretto che presenta tanti muscoli responsabili della funzionalità del ginocchio come il quadricipite femorale , muscoli della zampa d’oca, adduttori, ischio crurali, fascia lata.
    Spesso si ritrovano restrizioni dinamiche di natura miofasciale che devono essere trattate manualmente al fine di restituire una funzionalità normale al ginocchio.
  • bacino(anche e visceri):tutti i muscoli che transitano lungo la coscia e vanno al ginocchio partono dal bacino. Considerando il volume e l’importanza della massa muscolare in arrivo al ginocchio dall’alto, possiamo capire come una disfunzione del bacino si rifletta facilmente sul ginocchio.

Disfunzioni osteopatiche dei menischi

In generale si può affermare che il menisco interno si lede più facilmente sotto forma di fissurazione longitudinale (in una fase iniziale) ed in seguito ad ansa di secchio.
Il menisco esterno si lede soprattutto (per compressione) in forma di fissurazione trasversale.

Abbiamo 3 gradi di lesione dei menischi ma dal punto di vista osteopatico, si considera solo la lesione meniscale semplice: il menisco avrà mantenuto la propria integrità strutturale.

Possiamo avere:
1) Una semplice fissurazione longitudinale antero- posteriore, senza disinserzione dei corni.
2) Se il trauma è stato violento o se la semplice fessura iniziale è evoluta, si arriverà a “l’ansa di
secchio”. Si tratta di una banda di cartilagine ancora collegata al menisco che si sposta nello spazio intercondiloideo.
3) E’ il caso del ginocchio cronico nel quale la banda si è distaccata dal menisco e si trova nell’incisura intercondiloidea provocando un blocco articolare più o meno individuabile nel tempo.

L’osteopata con tecniche manuali deve:

  • Ridare mobilità a queste strutture e permettere una possibilità di “ristrutturazione”, in caso di compromissione parziale o di leggera disinserzione capsulare.
  • Evitare lo stato degenerativo
  • Ruolo preventivo

Soffri di dolore al ginocchio? Non aspettare ancora, contattami subito per avere, senza impegno, maggiori informazioni sulla visita osteopatica per il tuo ginocchio.

Ciao, sono Simonetta Alibrandi , Osteopata , Posturologa e personal trainer, responsabile del sito. Scopri chi sono

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