Dorsalgia osteopatia esercizi

La dorsalgia è tipicamente caratterizzata dalla presenza di un dolore dorsale, vale a dire un dolore localizzato in quella porzione della schiena compresa fra il collo e la zona lombare. Nello specifico il fastidio è situato tra le scapole, in zona dorsale.

L’osteopatia può aiutare la dorsalgia migliorarando la sintomatologia dolorosa muscolo-scheletrica e sopratutto a correlando il dolore dorsale ad eventuali visceri in disfunzione come cuore polmoni, fegato, stomaco.

Dorsalgia dove si manifesta

Solitamente la dorsalgia si manifesta posteriormente a livello del dorso, zona che comprende la parte posteriore della gabbia toracica (coste e vertebre toraciche), ma esistono diverse varianti:

  • Dolore tra le scapole: è la forma tipica di dorsalgia. Il dolore è localizzato dietro alla schiena fra le scapole e si manifesta in maniera sorda e continuativa, senza possibilità di attenuazione e viene descritto come una sorta di pugnale conficcato fra le scapole.
  • Dorsalgia con irradizione intercostale: in alcuni casi il dolore dorsale è associato al dolore intercostale, vale a dire un dolore trafittivo, a volte tipo scossa elettrica, che si manifesta generalmente su un lato della gabbia toracica (polmone, pleura, muscoli intercostali).
  • Dorsalgia associata a cervicale: a volte il dolore dorsale migra a livello cervicale o si associa al dolore cervicale per le connessioni dei nervi frenici ad origine cervicale ed il diaframma; a volte possono manifestarsi, in concomitanza, vertigini o nausea per interessamento del nervo vago (X).
  • Dorsalgia associata a mal di schiena lombare: in alcuni casi può insorgere un dolore dorso lombare che tende a irrigidire in blocco la schiena e trasformarsi in un disagio importante.

I sintomi secondari della dorsalgia

Oltre al dolore localizzato e associato, la dorsalgia può essere accompagnata da sintomi secondari, quali:

  • mal di testa
  • rigidità del collo
  • dolore alle spalle
  • affaticamento muscolare
  • intorpidimento e formicolii.
Anatomia muscoli del tronco posteriori dorsalgia

Vediamo meglio com’è composta la zona interessata dalla dorsalgia, analizzando il “contenitore” ovvero la struttura muscolo-scheletrica, ed il “contenuto”, cioè tutta la parte viscerale che c’è dentro(cuore, polmoni, trachea, esofago, ecc.).

dorsalgia visceri osteopatia

La colonna vertebrale: il tratto dorsale e la gabbia toracica

La colonna vertebrale o rachide è costituita da 33 vertebre suddivise in cinque gruppi in base alla morfologia e alla posizione. Analizzeremmo in questo articolo le 12 vertebre toraciche, ovvero il tratto dorsale della colonna.

Colonna vertebrale

Il tratto di rachide dorsale è costituito da 12 vertebre toraciche caratterizzate dall’articolazione con le coste (12 paia) che formano anteriormente insieme allo sterno la gabbia toracica.

Diaframma e gabbia toracica coste sterno

La gabbia toracica è “foderata” da tre strati di muscoli piatti, che coprono gli spazi intercostali tra le coste adiacenti, muovono le coste e forniscono supporto per gli spazi intercostali.

diaframma-muscoli-inspiratori e dorsalgia

Il torace è un cilindro di forma irregolare con un’apertura stretta superiormente (apertura superiore del torace) e un’apertura relativamente ampia inferiormente (apertura inferiore del torace chiusa dal diaframma) e comprende:

Anatomia Diaframma mediastino polmoni gabbia toracica vertebre dorsali coinvolte nella dorsalgia
  • una parete
  • due cavità pleuriche
  • i polmoni
  • il mediastino (che contiene il sacco pericardico, cuore, la trachea e le arterie e vene principali)
  • dà passaggio all’esofago e al dotto toracico del sistema linfatico.
Torace polmoni mediastino cuore diaframma  coinvolti nella dorsalgia

Il torace ha delle importantissime funzioni vitali per l’individuo:

  • accoglie e protegge il cuore, i polmoni e i grandi vasi;
  • funge da condotto per strutture che passano tra il collo e l’addome (esofago, vasi arteriosi, venosi, linfatici);
  • svolge un ruolo principale nella respirazione (inserzioni per il muscolo diaframma);
  • fornisce supporto agli arti superiori.
Muscoli regione anteriore torace pettorali muscoli respiratori

I muscoli ancorati alla parete toracica anteriore concorrono a fornire questo supporto all’arto superiore e, insieme ai loro tessuti connettivi associati, ai nervi e ai vasi e alla sovrastante cute e fascia superficiale, definiscono la regione pettorale.

Il muscolo diaframma

Il principale muscolo della respirazione il diaframma

Analizzando l’anatomia del torace è inevitabile parlare del muscolo diaframma, essenziale per la respirazione, una struttura muscolo-tendinea sottile che occupa l’apertura toracica inferiore e separa la cavità toracica da quella addominale.

Muscolo diaframma inserzioni passaggio vena cava aorta

Partendo dalle inserzioni periferiche del torace (processo xifoideo dello sterno, 11-12 costa, vertebre della regione lombare), contorna tutto il torace: le fibre muscolari convergono per unirsi nel tendine centrale.

Inserzioni del diaframma sulla gabbia toracica

Il pericardio(che contiene il cuore)è fissato alla parte centrale del tendine centrale.

Vista di profilo della colonna vertebrale esofago cuore e diaframma

È il principale muscolo inspiratorio ed i suoi movimenti sono essenziali per la respirazione.

Il diaframma muscolo della respirazione

La contrazione delle cupole diaframmatiche (innervate dai nervi frenici che originano dalle cervicali C3-C4-C5), appiattisce il diaframma, aumentando così il volume toracico.

Diaframma posto nella gabbia toracica e Nervi frenici

I movimenti che il diaframma determina sulla gabbia toracica son di due tipi:

  • a braccio di pompa per aumentare il diametro antero-posteriore o sagittale;
  • a manico di secchio per aumentare il diametro laterale.
Movimento gabbia toracica a braccio di pompa
Diaframma movimento gabbia toracica a manico di secchio

Movimento della colonna toracica

La mobilità del tratto toracico della colonna vertebrale in genere è inferiore rispetto a quello delle aree cervicale e lombare.
Ciò è dovuto alle meccaniche della gabbia toracica e alle complesse connessioni con:

  • la testa
  • il collo
  • il cingolo scapolare
  • l’anatomia lombo pelvica.

Il movimento spinale della colonna vertebrale toracica è reso ancora più complesso da altri fattori che superano la morfologia e la meccanica delle coste e delle vertebre.
Vediamo che cosa può succedere alle curve fisiologiche antero-posteriori ovvero quelle sul piano sagittale:

Variazioni della colonna vertebrale nella postura in piedi problemi di dorsalgia
  • cifosi, ipercifosi;
  • rettilineizzazione dorsale (lordosi interscapolare);
  • asimmetrie della gabbia toracica, quali torace a imbuto e carenato;
  • effetti di osteoporosi /osteoartrite;
  • aumento del diametro della parete toracica associato alle patologie cardiopolmonari;
  • influenze cervicali, del cingolo scapolare, della cuffia dei rotatori: per esempio, i muscoli anteriori sono generalmente più accorciati contratti dei muscoli posteriori, ne consegue una tendenza all’aumento della cifosi e delle curve anteroposteriori;
  • effetti dello stile di vita e degli stati emotivi, come per esempio, la tendenza ad una postura curva dovuta a depressione.
ipercifosi terza età dorsalgia e cervicalgia

La colonna vertebrale toracica può subire delle deviazioni laterali primarie e secondarie che derivano da:

  • scoliosi con o senza cifosi
  • effetti di movimenti ripetuti (gesti lavorativi, attività sportive come il tennis)
  • effetti dei visceri come ad esempio un fegato ingrossato.

In generale possiamo dire che esiste una tendenza costante alla flessione spinale (cifosi) dovuta alla forza di gravità, e una tendenza all’inibizione degli estensori dorsali mentre i flessori tendono a contrarsi.
Invece i muscoli rotatori della colonna vertebrali (deviazioni laterali)sono coinvolti maggiormente negli stress posturali, e nei riflessi somatosomatici e viscerosomatici ovvero i muscoli rotatori intertrasversari e multifidi della colonna si trovano in uno stato di facilitazione riflessa coinvolti nella cosiddetta “componente somatica”della disfunzione , del disturbo, della patologia di un organo, di un nervo, di un trauma.

Dorsalgia e mal di schiena: le cause

La dorsalgia e più in generale il mal di schiena come abbiamo visto per i suoi movimenti e la biomeccanica della gabbia toracica, dipendono da tanti fattori che concorrono al dolore nel tratto dorsale.

Cause dorsalgia

Riassumiamo i principali fattori che provocano mal di schiena:

  • postura errata quando si sta in piedi per molto, mantenendo una posizione con le spalle in avanti, il dorso curvo o tendendo a spingere in fuori il bacino;
  • si stà troppo seduti, specie per chi passa molte ore alla scrivania o chi fà lavori come il dentista;
  • sedentarietà con mancanza totale di esercizio fisico;
  • materasso di scarsa qualità, che impedisce alla colonna di rilassarsi durante il riposo notturno;
  • attività sportive(tipo padel che è quello oggi molto di moda)prive di preparazione fisica adeguata (stretching,rinforzo muscolare);
  • scorretta postura alla guida, con sedili non ergonomici, soprattutto per chi trascorre molte ore in auto;
  • osteoporosi/osteoartrite ovvero la degenerazione fisiologica con l’avanzare dell’età;
  • sovrappeso o obesità, che possono impedire una corretta deambulazione e sovraccaricare la colonna e il bacino, nonché gli arti inferiori.

Dorsalgia e visceri

Disposizione dei visceri nella gabbia toracica e nel bacino

I nostri organi e visceri, molto tempo prima di soffrire a causa di patologie, passano attraverso una fase di disfunzione che si manifesta sulla struttura muscolo-scheletrica.
Perchè ad un certo punto il tratto dorsale diventa sintomatico e ci troviamo a soffrire di dorsalgia?

Questo è spiegato dal fatto che le innervazioni degli organi viscerali contenuti nella gabbia toracica e non solo, originano da questo tratto della colonna (Catena Latero-Vertebrale CLV). Quindi attraverso dei riflessi nervosi viscero-somatici, una disfunzione di viscere (esempio polmonite, colecisti con calcoli biliari, gastrite, reflusso) và a “sparare” su quel segmento midollare che fà riferimento appunto alle vertebre dorsali.

Innervazione del fegato e zone di dolore riferito


Possiamo così dire che il riflesso viscero-somatico è un dolore che si avverte su una parte muscolo-scheletrica del corpo (schiena, bacino, spalla-braccio, gamba)ma che, invece, è in realtà sintomo della sofferenza di un organo interno(viscere). Il nostro cervello non è in grado di localizzare un dolore agli organi interni, in quanto il tessuto di cui sono composti è privo di neurotrasmettitori. Per riflesso, quindi, si avvertirà il fastidio in una zona circostante. Questo fa sì che, spesso, si pensi di avere una patologia osteo-articolare quando, invece, il disturbo è di un organo.

il dolore riferito dei visceri dorsalgia

Per capire meglio questo concetto fisiologico sul quale si basa l’osteopatia dobbiamo ricorrere ad alcune nozioni di anatomia.

Il Sistema Nervoso Autonomo o vegetativo: il motore dei visceri

La nostra esistenza quotidiana dipende dalle attività coordinate dei sistemi degli organi interni. L’elemento più importante nell’orchestrazione delle diverse funzioni di queste strutture interne è proprio il sistema nervoso autonomo, che, attraverso una vasta rete di connessioni, contribuisce a mantenere il ritmo normale di attività degli organi interni e a regolare le efferenze (output) per adattarle alla richieste provenienti dall’ambiente.
Il sistema nervoso autonomo può essere distinto in due importanti sezioni:

  • simpatica
  • parasimpatica.

In genere, ogni organo è innervato da entrambe le sezioni, di cui uno agisce per aumentare o accelerare l’attività dell’organo e l’altra funziona come inibitore o deceleratore.
Mentre l’eccezione più importante a questa regola è l’innervazione della vascolarizzazione periferica, dei follicoli piliferi e delle ghiandole sudoripare di tronco e arti. Quest’ultime strutture sono servite solo dal sistema simpatico o ortosimpatico.

Inoltre bisogna sapere che il sistema nervoso autonomo è sensibile a ciò che accade nei tessuti somatici, quali i sistemi cutaneo e muscolo-scheletrico. I sistemi autonomo e somatico sono interconnessi per mezzo di numerosi riflessi somatoviscerali e viscerosomatici.

I sintomi viscerali(es.di un organo infiammato, gastrite) possono essere le manifestazioni primarie di una disfunzione somatica e viceversa come nel caso della dorsalgia.

Vediamo le due sezioni che compongono il sistema nervoso autonomo.

I Nervi dei visceri: l’innervazione ortosimpatica toracolombare o Catena Latero Vertebrale (CLV)

Sistema nervoso autonomo ortosimpatico

Le catene latero-vertebrali sono due formazioni dei tronchi ortosimpatici appartenenti al Sistema Nervoso Autonomo che si distribuiscono su entrambi i lati della colonna vertebrale partendo dalla vertebre cervicali superiori (ganglio stellato), poi su tutte le vertebre dorsali (T1-T12) fino alla seconda vertebra lombare (L2). Esse danno innervazione ai visceri toracici, addominali e pelvici distribuendosi in ulteriori diramazioni chiamate gangli.

I Nervi dei visceri: l’innervazione parasimpatica craniosacrale

Sistema nervoso autonomo parasimpatico

Il sistema nervoso parasimpatico si divide in due porzioni: cranica e sacrale.
La porzione cranica è costituita dai numerosi nuclei del tronco-encefalico dai quali nascono i nervi cranici III, VII, IX che innervano parti del cranio (occhi, bocca, naso, orecchio), ed il nervo vago (X) che innerva i visceri cervicali, toracici e la porzione superiore dell’addome.

La porzione sacrale del sistema nervoso autonomo parasimpatico è costituita dai neuroni che nascono dai segmenti midollari tra S2-S4 che formano i nervi splancnici pelvici o plesso ipogastrico inferiore: essi attraversano la fascia endopelvica innervando con piccoli nervi tutta la zona del perineo(vescica, organi riproduttivi interni e retto).

La disfunzione viscerale e la dorsalgia

Zone di dolore riferito viscerale su parti del corpo

Come abbiamo già visto il sistema nervoso autonomo (dei visceri) ed il sistema nervoso somatico (dei muscoli e ossa) sono interconnessi per mezzo di numerosi riflessi somatoviscerali e viscerosomatici di cui ho già ampiamente parlato in un precedente articolo.

Possiamo così affermare che una disfunzione viscerale ad esempio del polmone, del cuore, della cistifellea(polmonite, infarto cardiaco, calcoli biliari)che altera gli input al midollo spinale, andrà ad aumentare non solo gli stimoli simpatici di ritorno all’area viscerale, attraverso le vie riflesse viscero-viscerali (organo con organo), ma altererà anche le efferenze somatiche(sui muscoli e ossa relativi a quella zona, in questo caso tratto dorsale, spalla, braccio).
In altre parole, a causa della sovrapposizione delle afferenze (sensazioni, fastidi) viscerali nelle vie spinali che ricevono anche afferenze somatiche, l’esperienza sensoriale dell’irritazione viscerale /patologia(polmoni, esofago), è spesso quella di dolore riferito ad una struttura somatica, muscolo o osso(in questo caso tratto dorsale-cervicale), con concomitante aumento del tono muscolare.

Dorsalgia (dolore tra le scapole e coste)e polmoni

Un dolore localizzato a livello delle scapole o alle costole può essere provocato da una patologia polmonare. In caso di disturbi polmonari è possibile che la sintomatologia si rifletta sulla schiena. Questo può succedere in caso di:

  • bronchite o polmonite non curata
  • tumore al polmone
  • asma, che porta il paziente a “fame d’aria”
  • broncospasmo
  • BCPO, ossia broncopneumopatia cronica ostruttiva, spesso causata dal fumo di sigaretta e dall’età avanzata
  • ostruzione bronchiale.

Dorsalgia con cervicalgia ,tendiniti/dolore spalla destra: fegato e cistifellea

Il dolore nella zona interscapolare destra, è molto frequente e viene descritto come un dolore continuo, sordo, che peggiora in determinate posizioni, aumenta durante il riposo, alla fine della giornata e con rigidità toracica al mattino. I dolori si attenuano in situazioni di stress o con l’attività fisica, ma peggiorano con il riposo.
Per quanto riguarda la cervicalgia, la sua connessione con eventuali disfunzioni epatiche trova riscontro nell’anatomia e nella neurologia. Il fegato è infatti in contatto diretto con il diaframma, nella sua porzione superiore.

La capsula , detta anche Capsula di Glisson, che riviste il fegato, è innervata dal nervo frenico esattamente come il diaframma. Il nervo frenico è uno dei più importanti nervi del plesso cervicale, e trae la propria origine dai segmenti vertebrali di C3-C4-C5.

Tramite il riflesso viscero-somatico un sovraccarico funzionale o una congestione a livello del fegato può scatenare un sintomo doloroso in sede cervicale media.

Tendiniti della spalla destra: la spalla destra è il primo elemento scelto per la relazione con il fegato e possiamo avere:

1) problemi sulla spalla destra di origine miofasciale, causata dalla disfunzione stessa del fegato che provoca un aumento della tensione e acccorciamento dei muscoli antepulsori e rotatori interni della spalla (grande rotondo, sottoscapolare e pettorali), creando un disequilibrio biomeccanico che, se persiste, può causare tendinopatie della cuffia dei rotatori e del capo lungo del bicipite.

2) rigidità della zona dorsale medio-alta, che può essere indolore, ma che comunque provoca ipomobilità e irritazioni dei segmenti cervicali bassi, con conseguente alterazione del complesso articolare della spalla.

Dorsalgia : digestione e stomaco

I disturbi a carico dello stomaco possono provocare riflessi somato-viscerali, traducendosi in dolore localizzato al centro della schiena e torace anteriore(centro e parte inferiore dello sterno). 

Se si sospetta una gastrite o un’ulcera, il dolore è associato a mal di stomaco, reflusso, senso di pienezza, episodi di diarrea semplice o con presenza di sangue, difficoltà digestive e continuo senso di gonfiore addominale.

Dorsalgia alta (dolore spalla braccio sinistro) : cuore

Il dolore al braccio sinistro e alla parte centro-posteriore del torace è riconducibile a patologie cardiache. Il cuore, anche se subisce un infarto, non fa male. L’essere umano non è in grado di percepire il dolore a livello cardiaco quindi, in caso di malattia cardiaca, lo si avverte nella zona circostante.

In generale le patologie a carico del miocardio, l’angina pectoris, le disfunzioni valvolari, si manifestano con:

  • dolorabilità diffusa al petto, allo sterno, alla parte alta della schiena, alla spalla e al braccio sinistro
  • vampate di calore
  • alterazioni del battito cardiaco
  • sudorazione improvvisa e diffusa
  • senso di svenimento
  • vera e propria sincope o collasso.

Questo è spiegato dal fatto che le vie nervose partono proprio dalle prime 4 vertebre dorsali T1-T4 (schiena alta, spalla, braccio sx) per la componente ortosimpatica e dal nervo vago X cranico per la componente parasimpatica (base del collo, nuca).

La prima visita dall’osteopata se soffri di dorsalgia

La prima visita dall’osteopata è di fondamentale importanza.

Se ci si rivolge a un professionista del benessere per chiedere aiuto per un dolore di dorsalgia è bene recarsi all’appuntamento muniti di tutta la documentazione medica di cui si dispone( radiografie, ecografie o TAC ). Questo, insieme alla raccolta dell’anamnesi e della storia clinica, permetterà all’osteopata di inquadrare correttamente l’origine del disturbo e di valutare con tests specifici osteopatici se si tratta di una sola problematica osteo-articolare, o se c’è associata una disfunzione viscerale.

Il trattamento osteopatico della dorsalgia

tecnica osteopatica drenaggio linfatico mobilizzazione tratto dorsale
Mobilizzazione del tratto dorsale

L’osteopatia inquadra la problematica (in questo caso la dorsalgia)nell’aspetto globale del paziente (perchè abbiamo visto che anche un viscere può essere complice del dolore).
Il trattamento è basato sulla rimozione delle rigidità e ripristino della mobilità con delle tecniche manuali specifiche che riguardano:

  • la rimozione delle rigidità della zona cerniera cervico-dorsale
  • la rimozione delle interferenze meccaniche dell’arto superiore se presenti
  • tecniche di osteopatia viscerale sull’apparato digerente
  • riduzione delle restrizioni di mobilità del complesso cervico-dorso-arto superiore
  • riequilibrio dei diaframmi principali con tecniche miste strutturali e fasciali
  • riduzione delle disfunzioni vertebro-vertebrali e costovertebrali toraciche. 
Tecnica strutturale osteopatica su tratto dorsale

Il diaframma è frequentemente è causa di dolore a livello dorsale: infatti come abbiamo già visto, si inserisce in buona parte a livello costale per cui le contratture del diaframma possono andare a limitare la mobilità della gabbia toracica creando disagi a livello dorsale.

Trattamento osteopatico sul diaframma

Solitamente le contratture del diaframma vengono percepite come dolori a barra ma in alcuni casi al dolore a barra si associa un dolore dorsale.

La contrattura del diaframma, al pari delle contratture intercostali, può anche dare sintomatologie di tipo respiratorio.

esercizio di respirazione diaframmatica

Il cingolo superiore, in particolare i muscoli annessi alle scapole e all’arto superiore, possono trovarsi in uno stato di contrattura interessando la zona vertebrale dorsale.

Le fibre del trapezio, del grande dorsale e spesso i muscoli romboidi posti tra le scapole possono contrarsi dando origine a dolori centro schiena.

Questo genere di dolore varia solitamente con i movimenti delle braccia e delle spalle e può manifestarsi nell’atto di sollevare un carico o durante uno sforzo.

simonetta alibrandi osteopata tecnica sul diaframma
tecnica diaframmatica

Il trattamento osteopatico utilizzerà tecniche dirette o “Thrust” integrate da tecniche ad energia muscolare che sfruttano le contrazioni muscolari attive del paziente e seguite da tecniche di ricondizionamento fasciale, cranio sacrale e viscerale.

Esercizi per la dorsalgia e metodo Total Body Postural Adjustment

Il Metodo Total Body Postural Adjustment (TBPA) è un metodo di lavoro che ho formulato e sviluppato personalmente sulla base di una formazione composta da studi multidisciplinari e da esperienze nel campo dell’attività fisica a tutti i livelli, dall’agonismo alla pratica amatoriale.

Il Metodo TBPA nasce dalla combinazione dei Trattamenti Manuali Osteopatici, l’Educazione Fisica con Esercizi Correttivi e Posture Mézières.
Nel caso specifico in questa sezione pratica per i dolori della dorsalgia vi propongo degli esercizi generali che hanno lo scopo di:

  • migliorare la mobilità del tratto dorsale con ausili tipo forma roller;
  • rinforzare i muscoli tra le scapole (romboidi, trapezio medio) che spesso sono ipotonici sia nel dorso con ipercifosi, sia in quello piatto;
  • lavorare attivamente sulla schiena in estensione(posizione prona).
Esercizi per la dorsalgia

Ciao, sono Simonetta Alibrandi , Osteopata , Posturologa e personal trainer, responsabile del sito. Scopri chi sono..