I termini brachialgia e radicolopatia cervicale sono sinonimi utilizzati in campo medico per identificare ogni condizione dolorosa, a livello del braccio, dovuta a schiacciamento o irritazione di un nervo spinale del collo. Le radici nervose più comunemente colpite da brachialgia originano dalle vertebre C7 (60% dei casi) e C6 (25%).
Tra i giovani, la brachialgia è spesso conseguenza di un’ernia distale cervicale.
Nei pazienti più anziani, invece, il dolore neuropatico al braccio è generalmente causato da un restringimento del canale foraminale e spinale (condotti nella colonna vertebrale al cui interno scorrono le radici dei nervi spinali e il midollo spinale stesso).

Cause
La brachialgia è un sintomo che si riscontra in numerose affezioni patologiche, tra cui:
- alterazioni degenerative delle articolazioni intervertebrali
- artrosi cervicale
- l’ernia del disco cervicale rappresenta la causa più frequente di brachialgia nei giovani.
Altre patologie correlate includono:
- Malattie degenerative dei dischi intervertebrali
- Osteofiti (speroni ossei): escrescenze ossee localizzate sulla superficie ossea, tipiche delle articolazioni e dovute a un eccessivo accumulo di calcio sulla cartilagine articolare.
- Progressiva degenerazione del disco, spesso causata dall’invecchiamento
- Prolasso intervertebrale
- Spondilosi
- Stenosi spinale
- Tumori della colonna vertebrale.
Non è infrequente che due o più di queste condizioni patologiche si manifestino contemporaneamente.
Un paziente è maggiormente esposto al rischio di brachialgia in caso di ricorrenti infezioni della colonna vertebrale, lavori pesanti, sport di potenza (sollevamento pesi).
Postura e brachialgia
Per preservare la salute dei muscoli cervicali e della colonna vertebrale in generale, è fondamentale mantenere una postura corretta.

Le alterazioni del rachide cervicale e la brachialgia non sono causate solo da movimenti bruschi e lavori pesanti: anche prolungate sessioni davanti al computer possono essere dannose per la colonna vertebrale.
Le scorrette posture, soprattutto se mantenute per lungo tempo, possono favorire spasmi muscolari nella zona cervicale, provocando inevitabilmente una sofferenza più o meno marcata nei dischi intervertebrali.

Cos’è il plesso brachiale?
Per capire come si sviluppa una brachialgia bisogna chiarire alcuni concetti di anatomia.
Il Plesso brachiale è una rete di nervi che nasce dal collo e porta i segnali motori e sensitivi dal midollo spinale al braccio, avambraccio e mano.
È quindi la “centralina elettrica” che collega il sistema nervoso centrale con tutto l’arto superiore.
Da dove nasce
- Origina dalle radici nervose spinali cervicali C5, C6, C7, C8 e toracica T1.
- Queste radici si uniscono e si riorganizzano in più passaggi (tronchi → divisioni → cordoni → nervi terminali).

Vediamo in sintesi il percorso semplificati dei nervi che arrivano al braccio.
- Radici: C5 – C6 – C7 – C8 – T1.
- Tronchi:
- Superiore (C5-C6)
- Medio (C7)
- Inferiore (C8-T1)
- Divisioni: ciascun tronco si divide in una parte anteriore e una posteriore.
- Cordoni (detti così perché stanno attorno all’arteria ascellare):
- Laterale
- Mediale
- Posteriore
- Nervi terminali principali:
- Nervo muscolocutaneo → flessione del gomito.
- Nervo mediano → movimenti fini della mano.
- Nervo ulnare → mignolo e parte anulare, forza della presa.
- Nervo radiale → estensione del gomito, polso e dita.
- Nervo ascellare → muscolo deltoide, sollevare il braccio.
Funzione in breve
- Movimento: permette di muovere spalla, braccio, avambraccio e mano.
- Sensibilità: dà la sensibilità cutanea dell’arto superiore.

Sintomi della brachialgia
Il paziente affetto da brachialgia avverte una serie di sintomi spiacevoli nella zona innervata dalla radice nervosa coinvolta.
Il dolore che si irradia lungo il braccio può coinvolgere anche la zona scapolare e cervicale, associandosi spesso a parestesia, indebolimento e perdita di forza muscolare.
La brachialgia può inoltre alterare la sensibilità cutanea del braccio in corrispondenza del nervo compromesso: il paziente percepisce una riduzione della sensibilità agli stimoli meccanici cutanei, fino alla completa cervicobrachialgia (debolezza muscolare del braccio associata a dolore cervicale persistente).

Brachialgia e stretto toracico superiore
La brachialgia si può manifestare anche se i nervi sono compressi in altri distretti corporei (radicolopatia periferica).

La zona dello Stretto toracico superiore (o thoracic outlet) è la zona anatomica tra la clavicola e la prima costa, dove passano strutture vascolari e nervose importanti (arteria e vena succlavia, plesso brachiale).
Se in questa zona si verifica una compressione si parla di sindrome dello stretto toracico superiore (TOS).
Può dare sintomi simili alla brachialgia: dolore al braccio, formicolii, debolezza, talvolta anche gonfiore o variazioni di colore se sono coinvolti i vasi.

Quindi possiamo distinguere due tipi di brachialgia:
- Brachialgia cervicale dolore da compressione delle radici nervose a livello del rachide cervicale.
- Brachialgia da stretto toracico superiore dolore e sintomi neurologici/vascolari da compressione dei nervi e vasi nel passaggio tra collo e torace.
Diagnosi e test per la brachialgia
Un paziente che lamenta dolore cervicale persistente, diffuso lungo l’arto superiore, deve essere sottoposto a indagini diagnostiche, utili a individuare la causa della brachialgia. Infatti, solo dopo aver isolato e identificato l’origine del dolore è possibile procedere con dei trattamenti personalizzati ed esercizi mirati.

L’esame investigativo consiste in:
- Anamnesi remota e prossima: dialogo con il paziente dello stile di vita, attività fisica,traumi , incidenti, indagini effettuate
- Osservazione e test neurologici e ortopedici: il paziente affetto da brachialgia tende a inclinare la testa dal lato della lesione nervosa e a mantenere il collo rigido. L’osteopata si servirà di questi tests per capire se l’intervento sarà di sua competenza o da rimandare ad uno specialista.
- Test di imaging del rachide cervicale:
- Radiografia (Raggi X): offre una visione generale delle ossa e dei tessuti del collo.
- TC (Tomografia Computerizzata): rileva eventuali alterazioni strutturali-ossee del rachide cervicale (ad esempio, fratture acute/ernie discali) responsabili di brachialgia.
- TC + mielografia: questa combinazione di test analitici è in grado di valutare la gravità di un’eventuale lesione al rachide cervicale, individuando anche la localizzazione precisa della compressione del midollo spinale.
- RM (Risonanza Magnetica): test investigativo di prima scelta per rilevare possibili patologie a carico dei tessuti molli (ad esempio, ernia al disco).
- Elettromiografia: i pazienti che lamentano brachialgia possono essere sottoposti anche all’elettromiografia, test utile per individuare le anomalie della radice nervosa ed escludere altre possibili cause neurologiche.
Come l’osteopatia può essere di aiuto per la brachialgia

L’osteopatia inquadra il disturbo della brachialgia in una valutazione globale.
L’osteopata infatti non cura la singola radice nervosa, ma lavora sul ripristino della mobilità e sul miglioramento dell’equilibrio muscoloscheletrico. Può essere utile:
- Valutazione posturale globale: per individuare le aree di tensione (collo, spalle, torace, diaframma).
- Trattamento manuale: tecniche dolci sul collo spalle , braccia per ridurre la tensione muscolare e fasciale che contribuisce alla compressione nervosa.
- Miglioramento della mobilità cervicale e dorsale: liberando articolazioni rigide che aumentano lo stress sul collo.
- Lavoro sul respiro e sul diaframma: utile nei casi di sindrome dello stretto toracico e per migliorare la circolazione locale.
- Trattamento manuale viscerale relativo agli organi che hanno una relazione con il diaframma e la cervicale (stomaco, fegato , cistifellea, vescica).
- Educazione posturale e consigli pratici: esercizi di stretching, ergonomia sul lavoro, correzione delle abitudini quotidiane.

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