Esercizio Correttivo Mezieres: la Piramide

esercizio piramide Mezieres postura diaframma

L’esercizio correttivo Mézières è un ottimo esercizio per allungare la catena muscolare posteriore antigravitaria utilizzata per rimanere in piedi, che spesso è accorciata e con una diminuita capacità contrattile.

Nell’esercizio inoltre si effettua un’importante lavoro sul diaframma in espirazione e sui piedi.

Per migliorare la flessibilità della colonna e prevenire il mal di schiena esegui questo allungamento una volta al giorno a freddo per 5-15 minuti.

Le basi del metodo Mézières

Mézières affermava che “la tensione dei muscoli posteriori determina, a livello della colonna vertebrale, l’esagerazione delle curve sagittali e delle scoliosi”. I segmenti della colonna vertebrale, impilandosi dal basso verso l’alto, si inclinano e, in successione, raggiungono un equilibrio segmentario.

Le lordosi:”non ci sono che lordosi”

Se si osserva un soggetto di profilo, l’esame morfologico mette in evidenza le diverse forme di curve sagittali a convessità anteriore inerenti la colonna vertebrale, ovvero le lordosi cervicali, dorsali, lombari comprese quelle degli arti inferiori.

Postura di vari soggetti visti di profilo
Vari tipi di lordosi

Guardando la figura da sinistra verso destra potremmo avere:

  • riduzione della colonna lombare, piccola lordosi dorsale
  • l’apice della curva lombare si sposta verso l’alto modificando la colonna dorsale bassa
  • lordosi lombare estesa
  • iperlordosi lombare.
Postura di un soggetto con scoliosi
Attitudine scoliotica o scoliosi

Se osserviamo un soggetto posteriormente con una deviazione della colonna sul piano frontale possiamo parlare di scoliosi o attitudine scoliotica.

In questo figura si vede un giovane adulto con lieve lordosi, cifosi bassa, zona dorsale media appiattita, per quanto concerne il piano sagittale; mentre per quanto riguarda il piano frontale possiamo notare un’attitudine scoliotica, bacino traslato verso destra, torace verso sinistra.

Quindi possiamo dire che per Françoise Mézières la lordosi è sempre primaria, la cifosi e la scoliosi sono deformazioni secondarie provocate da un processo di compensazione appunto secondaria alla tensione dei muscoli posteriori.

Françoise Mézières diceva: “non ci sono che lordosi”. La lordosi l’origine di tutte le deformazioni e solo il trattamento di questa può chiarire la patologia e la sua gravità.

La lordosi è sempre la deformazione primaria per il fatto che il piede si sviluppa in avanti e non indietro; quindi l’uomo si vede obbligato a spostare il suo centro di gravità in avanti per trovare una posizione comoda, a partire da una base di sostegno larga formata dai piedi: se il piede si sviluppasse indietro, sarebbe differente.

I tre meccanismi compensatori della Mézières

Una tensione troppo forte dei gruppi muscolari posteriori provoca una serie di meccanismi compensatori che non riguardano solo la colonna vertebrale,quali:

  • lordosi
  • rotazioni interne degli arti
  • blocco del diaframma in inspirazione
Lordosi coxo-femorale e recurvatum metodo Mézières
Lordosi coxo-femorale , tibio-tarsica e recurvatum

Lordosi coxo-femorale

Vedendo il soggetto in piedi della figura possiamo notare l’antepulsione del bacino che può essere considerata una lordosi coxo-femorale. Se lo mettiamo in posizione seduta, il tratto evidenziato a livello posteriore dell’anca in una zona dove la tensione è particolarmente forte.
La lordosi coxo-femorale visibile in postura eretta, non si allunga in postura seduta e quindi il bacino va a basculare all’indietro portando la colonna lombare in cifosi, al fine di non attuare una flessione delle anche.

Lordosi tibio-tarsica

Guardando il soggetto della figura in piedi a livello della caviglia, il tratto evidenziato a livello posteriore della gamba, del tallone e della pianta del piede, mostra un’altra zona di tensione posteriore. Questo impedisce alla caviglia di piegarsi e mette l’articolazione tibio-tarsica in una posizione di relativa estensione (lordosi tibia-tarsica).
Il “recurvatum” che si instaura a livello del cavo popliteo(parte posteriore del ginocchio), non è dunque il risultato di un accorciamento della muscolatura anteriore della gamba all’altezza del ginocchio, ma della muscolatura della caviglia.

Muscoli rotatori interni degli arti

Anche gli arti inferiori e superiori partecipano a questo gioco di tensione-compensazione della colonna vertebrale: infatti vengono tirati come la colonna, da quella stessa catena muscolare poco elastica. Le rotazioni interne si spiegano per il fatto che i rotatori interni degli arti sono solidali con i muscoli posteriori.

Ginocchia in varo e ginocchia in valgo

A livello degli arti inferiori i rotatori interni determinano la torsione verso l’interno del femore, che provoca un valgo del calcagno e di conseguenza un piede piatto, un piede che cede per l’allineamento difettoso di segmenti ossei e non per insufficienza muscolare.

Un muscolo importante nel determinare la rotazione interna del femore è il muscolo tensore della fascia lata: esso discende dalla sua aponeurosi fino alla tibia e tende a girare quest’ultima verso l’esterno.

Nel caso del ginocchio in valgo, restando ferma la rotazione interna dei femori, la tibia è inclinata, il piatto tibiale è inclinato verso l’interno e verso l’asse mediano del corpo, mettendo appunto il ginocchio in valgo.

Ginocchia in valgo
Ginocchia in valgo

Nel caso che il ginocchio in varo, i femori sono nettamente posti rotazione interna, la tibia è in rotazione esterna e il piatto tibiale traslato verso l’esterno.questa traslazione dà alla gamba una conformazione in varo.

Ginocchia in varo
Ginocchia in varo

Blocco del diaframma in inspirazione

Il muscolo diaframma interviene nella statica vertebrale e influenza la morfologia.
Il blocco del diaframma si attribuisce alle sue inserzioni ovvero ai pilastri diaframmatici che si inseriscono sulle vertebre dalla D12 all’L4 e le loro inserzioni sono comuni a quelle dello psoas, che a sua volta si inserisce ugualmente su L5 unendosi al muscolo iliaco.

Lordosi diaframmatica associata al muscolo psoas
Lordosi diaframmatica associata allo psoas

Mézières diceva che questi due muscoli agiscono in sinergia con l’insieme dei muscoli posteriori e quindi nei soggetti con tensione del diaframma e dello psoas è associata una tensione posteriore globale.

Anche il diaframma quindi fa parte dei muscoli lordosizzanti perché sposta la regione lombare in avanti ed in alto e lo psoas agisce in avanti in basso, sulla curva lombare sul bacino (lordosi dorso-lombare forte).

La lordosi si sposta lungo il corpo

Mézières affermava che non è sufficiente allungare una sola curva lordotica, ovvero la zona di maggiore tensione dei muscoli posteriori perché questa troverà una via di fuga e andrà a localizzarsi altrove provocando l’accorciamento di tutto l’insieme di questa muscolatura.

Bisogna invece allungare ogni tipo di lordosi per riportare alla lunghezza naturale tutti i muscoli della colonna vertebrale, cioè il gruppo di muscoli contratti.

La Postura Mézières in posizione eretta , tronco flesso avanti riassume questi concetti. Andiamo a vedere come si esegue.

Come eseguire l’esercizio Mézières

POSTURA ERETTA, TRONCO FLESSO IN AVANTI: LA PIRAMIDE

-la figura in neretto indica la postura corretta da raggiungere con l’allineamento sullo stesso piano dell’occipite, cintura scapolare e sacro(OSS),mentre la figura tratteggiata indica che con la flessione del busto in avanti c’è la messa in tensione della catena muscolare posteriore e la mancanza di elasticità a vari livelli di quest’ultima.

Flessione del busto in avanti piramide Mézières
Postura a piramide Mézières
partenza per la postura Mezieres
Postura a piramide Mézières
La piramide Mezieres

–  si comincia dalla postura in piedi flettendo anteriormente il busto a gambe piegate: si ricerca l’appoggio completo delle mani a terra a circa 50-70 cm dai piedi.

– per i soggetti che sono molto corti sulla catena posteriore (m.ischiocrurali,m.tricipiti surali) si consiglia di arrivare alla postura partendo dalla posizione carponi in ginocchio a terra.

-le ginocchia sono piegate e portate in extrarotazione (guardano verso l’esterno) rispetto alla linea dei piedi che rimangono uniti e ben allineati.

-l’articolazione del ginocchio deve cadere sempre sul collo del piede quindi regolare di conseguenza la distanza delle mani dai piedi.

– i talloni sono in direzione assiale verso il pavimento  rimangono appena sollevati da terra.

-il palmo delle mani  è appoggiato bene al suolo o su uno sgabello  a seconda delle possibilità del paziente e la testa inizialmente è abbassata ,rilassata e segue la curvatura della colonna.

– le anche si piegano per portare sullo stesso piano, rigorosamente retto, l’allineamento delle scapole(dorso) occipite(testa) e sacro (glutei)(OSS).

L’importanza del diaframma

– il blocco diaframmatico in inspirazione deve essere sempre evitato, invitando il paziente ad espirare profondamente  in maniera lenta e controllata .

-è importante controllare il rilassamento della parete addominale.

– dalla posizione a gambe piegate e ginocchia derotate cercare di guadagnare con i glutei(sacro) verso l’alto e contemporaneamente i talloni spinti in basso a toccare verso il pavimento mentre sulla parte superiore del tronco si ricerca l’allineamento del piano scapolare(dorso) con la parte posteriore del capo (occipite). Le ginocchia mano mano si distendono ma rimangono sempre “aperte”extraruotate.

– l’esercizio consiste nel mantenersi in asse, cioè allineato in estensione assiale, per tutto il tempo della tenuta e senza rilassarsi.

– la difficoltà a mettere le mani vicino alle dita dei piedi necessita, per alcuni pazienti, di un ampio piegamento delle ginocchia; in questo caso, si può tollerare il mantenimento delle mani anche lontane dai piedi o su uno sgabello, per permettere una postura più corretta della colonna.

tenuta della postura minimo 5 minuti al giorno tutti i giorni per arrivare a 15 minuti.

Curare l’appoggio del piede a terra

– per i soggetti che hanno raggiunto l’appoggio del tallone a terra è importante associare alla postura l’esercizio di torsione del piede ovvero riallineamento del piede con supinazione del retropiede, pronazione dell’avampiede(vedi articolo sull’esercizio dei piedi).

Per riassumere dovremmo dividere in due tempi il lavoro sul piede:

1 tempo

Supinazione del piede:sollevare la volta interna del piede appoggiando al suolo il tallone e il bordo esterno(ricordate che la rotazione esterna parte dalle anche-ginocchia).

2 tempo

Pronazione del piede:appoggio della testa del 1^metatarso(alluce) al suolo ben saldo ,allontanamento abduzione del mignolo ,estensione  delle altre dita a ventaglio.

Postura a piramide Mézières azioni muscolari
Esercizio dei piedi Mézières
Postura a piramide Mézières allineamento corretto
Allineamento Occipite, Piano scapolare, Sacro
Postura a piramide Mézières
La piramide Mezieres

Fai l’esercizio con me..

Puoi dare un’occhiata al mio video che ti spiega nel dettaglio l’esecuzione della piramide e alcuni esercizi per il diaframma.

D.O.mROI Simonetta Alibrandi

Ciao, sono Simonetta Alibrandi , Osteopata , Posturologa e personal trainer, responsabile del sito. Scopri chi sono..

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