La stazione eretta: salute e mal di schiena

La stazione eretta: salute e mal di schiena

In questo articolo voglio fare alcune considerazioni sulla stazione eretta dell’uomo ovvero sulla sua postura bipede e correlare le varie problematiche di salute con l’inadeguato adattamento alla stessa stazione eretta. Infatti l’uomo possiede una struttura anatomica da quadrupede e la posizione verticale, che egli ha adottato nel corso della sua evoluzione, costringe le sue strutture anatomiche ha innumerevoli condizionamenti ai quali si aggiunge l’enorme influsso della forza di gravità.

La forza di gravità incide molto meno sui quadrupedi rispetto all’uomo bipede che non è biologicamente preparato a questa forza. Come vedremo la posizione verticale amplifica in modo notevole gli effetti della forza di gravità sui diversi organi.

Dalla quadrupedia alla postura eretta:l’evoluzione dell’uomo

Gli esseri umani sono, tra tutte le creature viventi, gli unici ad esporre una postura eretta. Mentre i primati hanno innato il meccanismo per mantenere il tronco in posizione verticale.
In una fase molto precoce, solo gli esseri umani sono in grado di mantenere l’ortostatismo e deambulare su due gambe per prolungati periodi.
Questa specificità ha di fatto “liberato” le mani in modo che gli esseri umani potessero usarli per compiti diversi. Ciò, di fatto, è stato il primo passo evolutivo.
Questa posizione eretta ha fatto sì che gli occhi si spostassero in avanti, ampliando così il campo visivo che, infine, ha acquisito la visione binocolare o stereoscopica.

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L’alternamza delle curve:cifosi e lordosi

Dal punto di vista filogenetico, l’adozione di una struttura eretta non ha comportato semplicemente una rotazione dell’anca di 90°, ma soprattutto nel passaggio lombo-sacrale si evidenzia la forma cuneiforme della 5° lombare e le prime vertebre sacrali.
Il sacro è il punto di equilibrio della stazione eretta (vedremo dopo la sua anatomia).
Lo sviluppo della postura eretta ha richiesto inoltre una colonna vertebrale con una forma a doppia-S che differisce da quella del quadrupede a singola S a cui manca la lordosi lombare. E’ proprio questa caratteristica di alternanza delle curve(cifosi e lordosi) che, sebbene non indispensabile per il raggiungimento della postura eretta, permette di rimanerci per tempo prolungato. Anche il quadrupede può alzarsi su due zampe ma il dispendio muscolare è enorme. 

L’importanza della lordosi lombare

La formazione della lordosi lombare consente al centro di gravità corporeo di muoversi posteriormente al centro di gravità delle anche ,e di fronte a quello delle ginocchia.

Dal momento che siamo in grado di stabilizzare queste due articolazioni passivamente grazie alla parte legamentosa, non abbiamo bisogno di potenza muscolare per stare in piedi (ad eccezione dei muscoli del polpaccio che stabilizzano la caviglia).

Anche questo spiega perché la locomozione è molto più economica per gli umani che per i quadrupedi, e perché siamo superiori a quasi tutti gli animali in relazione alla corsa sulla lunga distanza. La detorsione del collo femorale durante la crescita è un altro fenomeno specifico umano.
In ultimo bisogna dire però che gli umani hanno anche pagato a caro prezzo per questo unico vantaggio di una postura eretta ed evidentemente non siamo ancora del tutto venuti a patti con questo passo evolutivo.

L’uomo è si ,unico nella postura eretta, e ciò contribuisce al suo dominio, allo stesso tempo però, è diventato un fattore di malattia le cui implicazioni non possono ancora essere pienamente afferrate.

Sviluppo posturale nei bambini

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sviluppo delle curve fisiologiche della colonna nel bambino

Lo sviluppo filogenetico del rachide è imitato durante la maturazione da feto a bambino e poi da bambino verso l’adulto. Nell’utero, il feto è in posizione flessa e la colonna vertebrale è completamente cifotica. Il neonato tiene anche spalle, gomiti, fianchi e ginocchia in flessione, inducendo la colonna vertebrale, porzione cervicale esclusa, a tenersi in cifosi, come nel caso dei quadrupedi.
Le contratture in flessione fino a 30° sono fisiologiche. Più tardi gli estensori del rachide, del collo e del femore sono i primi a rinforzarsi, fornendo al bambino il controllo della testa.
Dopo alcuni mesi è anche in grado di sedersi, sebbene con una totale cifosi. In questa fase a livello lombare manca ancora la lordosi, che è un target fisiologico durante questo periodo e prima dell’inizio della deambulazione. Una volta che il bambino inizia a camminare, la stessa lordosi lombare inizia a svilupparsi. Questo processo non è completamente in concerto al rafforzamento dei muscoli e la conseguenza di ciò è una iperlordosi causata dalla gravità che agisce più ventralmente.
Nei bambini questa iperlordosi spesso non viene compensata da una ipercifosi della colonna vertebrale toracica con la conseguente comparsa della cosiddetta “hollow back”. Questo tipo di postura nel bambino è caratterizzato da debolezza fisiologica dei muscoli e lassità legamentosa che è costituzionale in questa fase.

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L’evoluzione delle curve fisiologiche del rachide

La forma “adulta” della colonna si sviluppa solo poco prima della pubertà.
Negli anziani, la colonna vertebrale torna nuovamente alla versione cifotica del bambino. Una caratteristica importante del bambino è il riflesso tonico asimmetrico del collo. La persistenza di questo riflesso può portare a una formazione asimmetrica dei muscoli e ad una condizione nota come scoliosi infantile.

Com’è fatto il bacino:richiami anatomici

Architettura della cintura pelvica

La cintura pelvica, base del tronco, è un vero e proprio anello osteoarticolare chiuso, costituito da tre strutture ossee e da tre articolazioni.

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la colonna vertebrale lombare ed il sacro

Componenti ossee

  • due ossa iliache, pari e simmetriche
  • osso sacro, in pari e simmetrico

Le articolazioni sacro-iliache (poco mobili)

  • le articolazioni sacro-iliache (poco mobili) sacro-iliaca (due) che uniscono l’osso sacro a ciascun osso iliaco,
  • sinfisi pubica che unisce i due iliaci sul davanti e costituisce un tipo di articolazione a scarsa mobilità (anfiartrosi).

Bisogna dire che la struttura morfologica è diversa nei due sessi e che questa netta differenza è correlata con le esigenze della maternità.

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le forze ascendenti e discendenti che arrivano al bacino

Come vediamo schematicamente nella figura la cintura pelvica distribuisce i carichi tra il rachide e gli arti inferiori e l’insieme delle linee di forza costituiscono un sistema trabecolare che distribuisce le tensioni applicate. A motivo della diversa struttura articolare, più grande in alto che in basso, l’osso sacro deve essere considerato come un cuneo che si incastra, verticalmente, tra le due ali iliache.
Secondo il Kapandji si tratta di un vero e proprio sistema autobloccante la cui consistenza è correlata con il peso che grava sul bacino. Le sollecitazioni sulla sinfisi pubica provocano l’allontanamento delle superfici articolari iliache nell’articolazione sacro-iliaca, perciò il sacro, non essendo più costretto nella sua sede naturale, può spostarsi più facilmente e ciò spiega il perché della logica e completa interdipendenza delle diverse componenti della cintura pelvica.

La nostra colonna vertebrale ed il sacro: non sono per tutti uguali

Il soggetto dinamico e il soggetto statico

Il sacro è l’osso impari, asimmetrico e triangolare, che prende posto tra il tratto lombare e il tratto coccigeo della colonna vertebrale.
Anatomicamente, presenta 6 regioni estremamente importanti: la base, l’apice, le due superfici laterali(faccette auricolari), la superficie pelvica e la superficie dorsale.

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Le ossa che formano il bacino


L’osso sacro forma 4 articolazioni:

  • le due articolazioni sacro-iliache,
  • l’articolazione con l’ultima vertebra lombare(L5) e
  • l’articolazione con il coccige. 

Le funzioni dell’osso sacro sono due:

  1. fornire protezione al tratto sacrale del midollo spinale e
  2. supportare la parte superiore del corpo, quando un individuo cammina, corre ecc.

La faccetta auricolare del sacro può subire, soggettivamente, notevoli variazioni morfologiche e A. Delmas ha dimostrato l’esistenza di una corrispondenza tra il tipo di rachide, la morfologia del sacro e della sua faccetta auricolare.

Quando le curve del rachide sono molto accentuate, ciò corrisponde ad un soggetto molto dinamico, il sacro è molto orizzontalizzato e la faccetta auricolare è curva con superficie concava. In questo caso, l’articolazione sacro-iliaca è dotata di una notevole mobilità e ricorda una di diartrosi(tipo di articolazione mobile). Si tratta di un soggetto particolarmente evoluto, “sovradattato”, corrispondente ad un alto grado di adattamento alla marcia bipede.
Invece, quando le curve del rachide sono poco accentuate, ciò corrisponde ad un soggetto piuttosto statico, il sacro è quasi verticale e la faccetta auricolare leggermente ripiegata su se stessa, mentre la superficie è quasi piana.
Quest’aspetto morfologico della faccetta auricolare, diversa da quella descritta da Farabeuf, corrisponde ad un’articolazione di scarsa mobilità e ricorda un anfiartrosi ( l’altro tipo di classificazione delle articolazioni); questa caratteristica si presenta molto spesso nei bambini e si avvicina a quella che osserviamo nei primati.

Relazione tra postura e patologia

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Le variazioni della postura

Il concetto di “danno posturale” è argomento di grande attualità anche in relazione al fatto che i problemi al rachide quali es. la lombalgia sono in continuo aumento tra adulti e ragazzi. 
In generale, molti problemi di salute dell’uomo derivano direttamente dall’inadeguamento adattamento dello stesso alla stazione eretta. L’uomo possiede una struttura anatomica da quadrupede e la posizione verticale, che egli ha adottato nel corso della sua evoluzione, costringe le sue strutture ha innumerevoli condizionamenti ai quali si aggiunge l’enorme influsso della forza di gravità,forza che incide molto meno sui quadrupedi e dalla quale l’uomo non è biologicamente preparato.
La posizione verticale amplifica in modo notevole gli effetti della forza di gravità sui diversi organi. Gregory ha paragonato lo scheletro del quadrupede ad un ponte, dove la colonna vertebrale è un arco che poggia sui quattro arti e sostiene il peso del corpo.

Quando l’uomo adottò la stazione eretta ha perso i vantaggi originari e la colonna ha dovuto adattarsi ai nuovi ed inabituali condizionamenti. È interessante notare che il rachide di un neonato presenta, come il quadrupede adulto, una sola curva (cifosi) che si modifica assumendo la forma ad “esse” quando il bambino incomincia a raddrizzare la testa, ad alzarsi in piedi e camminare, quindi a formare le “lordosi”.

A questa modificazione della colonna vertebrale vanno ascritte molte delle malattie e dei problemi di salute che affliggono l’uomo moderno.

Un esame dettagliato del rachide dell’uomo rileva che i corpi vertebrali hanno una forma cuneo, con la porzione anteriore più sviluppata di quella posteriore nelle vertebre cervicali e lombari e viceversa per quelle dorsali.
Krogmann ha evidenziato che: “ciò permette alle vertebre di ruotare sui loro bordi anteriori i quali svolgono il ruolo di cerniera, indebolendo, però, la struttura, specie nel tratto inferiore dove questo aspetto è più pronunciato”.

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le tre funzioni della statica alle quali i muscoli devono rispondere per ottenere la stazione eretta


Nella stazione eretta, il rachide deve essere stabile e mobile ad un tempo: pur essendo queste due funzioni contrastanti, sono armonizzate dei muscoli paravertebrali.

Il sistema muscolo-scheletrico è stato obbligato a svolgere un lavoro al quale non era destinato originariamente e dal quale non è adatto meccanicamente. Tutto ciò provoca numerosi e frequenti problemi strutturali.

Definizione dei disturbi della zona lombo-sacrale

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Le cause delle discopatie lombari

A motivo della particolare struttura, la zona lombo-sacrale è una zona molto soggetta a sollecitazioni; come nel caso delle oscillazioni antero-posteriori o nel sollevamento di oggetti pesanti. Non è solo coincidenza se buona parte delle osteopatie acute , delle protrusioni discali e delle ernie discali sono localizzate in questa zona.

Da quando l’uomo adottò la stazione eretta il bacino è stato costretto ad assumere un ruolo di sostegno per il quale non era preparato anatomicamente.

Il passaggio alla stazione eretta ha modificato radicalmente i rapporti strutturali tra le ossa che costituiscono il bacino e quelle con cui si articolano.

Vediamo nel dettaglio che:

  • il bacino ha un’inclinazione maggiore rispetto a quello dei quadrupedi,
  • il pube si è trovato in posizione anteriore, cioè davanti, anziché inferiore, cioè sotto,
  • le ossa iliache si sono appiattite ed hanno formato le fosse iliache che contribuiscono a sostenere un carico considerevole anche nella posizione seduta,
  • il sacro sollecitato dal peso della colonna, tende costantemente ad essere forzato verso il basso, tra le ossa iliache e ciò determina un rapporto instabile tra queste ossa, creando quei problemi sacro-iliaci così familiari a noi osteopati.

La disposizione dei visceri nella stazione eretta: i disturbi principali

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come i visceri possono influire sulla postura:relazione contenitore contenuto

“L’invasione” più o meno importante del sacro nella cavità pelvica ed il restringimento del canale genitale che esso causa, possono provocare altre occasioni per il verificarsi di problemi ostetrici.

I carichi supportati dal bacino durante lo sviluppo, prima dell’ossificazione completa, possono causare diverse malformazioni. Non bisogna dimenticare che la postura eretta favorisce la discesa e la retroversione dell’utero, le dismenorrea ed altre patologie ginecologiche.


Nella stazione eretta, uno dei punti deboli sul piano muscolare, è la parete addominale: più specificatamente nei quadranti inferiori.

Nei quadrupedi, il peso del tubo digerente e degli altri visceri addominali è distribuito lungo la colonna attraverso gli attacchi mesenterici.

Nel bipede, invece, i visceri hanno la tendenza ad abbassarsi nella cavità pelvica, predisponendo l’organismo alla stasi intestinale, la costipazione, la ptosi, viscerale e la congestione venosa, esponendo la parete addominale inferiore a delle sollecitazioni molto impegnative che possono sfociare in ernie.

L’appoggio dei piedi nella stazione eretta

Tipologie del piede e appoggio plantare
Appoggio del piede e patologie, relazioni con la postura

Continuando nella enumerazione delle affezioni che derivano dall’assunzione della stazione eretta, osserveremo che anche i piedi, nel bipede, devono sopportare un carico più gravoso rispetto a quello che deve sopportare il quadrupede, determinando la frequenza del piede piatto, piede cavo ,lo sviluppo di edemi, di asciti, di turbe vascolari periferiche ed altre malattie vascolari che fanno parte di quel lungo elenco di patologie che sono state definite, giustamente,” patologie della stazione eretta”.

Migliorare la postura , eliminare il mal di schiena

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Esercizi efficaci contro il mal di schiena

Se non si riesce a correggere la postura in maniera semplice e il tuo mal di schiena persiste allora ci potrebbero essere delle restrizioni alle articolazioni, ai muscoli e ai legamenti. In questo caso è consigliabile rivolgersi ad un Osteopata per risolvere tutte le alterazioni che non permettono di ottenere una corretta postura e bilanciare il tono muscolare.

Se invece la corretta postura si fa’fatica a mantenerla allora il problema potrebbe riguardare una mancanza di forza e resistenza a livello dei muscoli posturali. Un Osteopata Dott.in Scienze Motorie specializzato in una ginnastica Posturale ed esercizio fisico neuromuscolare è in grado di consigliare i migliori esercizi per rinforzare questi muscoli e mantenere facilmente la postura ideale.

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Dott.ssa Simonetta Alibrandi Osteopata Personal Coach Trainer

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