Postura Facile 1: La postura racconta la nostra storia

Postura Facile 1: La postura racconta la nostra storia

La nostra postura è importante nella statica e nella dinamica

In genere si pensa alla postura come all’allineamento del corpo o alla posizione in cui si sta seduti o in piedi. Ma per me la postura non è come teniamo il corpo da fermi ma piuttosto come lo muoviamo, un’attività dinamica piuttosto che un atteggiamento statico.

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La nostra postura è il risultato del nostro modo di orientarci tra gli eventi della vita, di come questi eventi si riflettono sul corpo e di come ci muoviamo nei confronti delle persone delle cose, avvicinandoci o allontanandoci .

La postura riflette ciò che siamo

La postura è quello che noi siamo.

Il corpo è il luogo di tutte le nostre emozioni. E’ nel nostro corpo che un’ emozione diventa percepibile e si esprime: il vero sorriso è quello che si presenta spontaneamente, prima ancora che ci rendiamo conto di essere allegri. Allo stesso modo possiamo scoprire di aver contratto una spalla (che ci trattiene dal colpire qualcuno), prima ancora di accorgerci che siamo arrabbiati.

Benché la postura equilibrata e il buon uso del corpo dipendono anche da motivi strutturali, siamo noi stessi e le nostre abitudini, i primi responsabili del cattivo uso di quella macchina complessa che e’ il nostro corpo. Come tutte le abitudini, anche quelle posturali sembrano influenzare così tanto ciò che siamo, che cambiarle appare impossibile, difficile o tutto sommato non indispensabile.

In una cattiva postura: i muscoli e le articolazioni le più colpite

La nostra postura non corretta ci fa’stare male. Il fatto che ci si rivolga al medico per sintomi dolorosi, e che tra questi i più rappresentati siano dei problemi di tipo muscolare e articolare, dimostra quanto sia importante usare meglio il corpo ed avere una postura corretta e funzionale.

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sistema muscolo scheletrico

Muscoli e articolazioni sono i tessuti che sostengono maggiormente lo sforzo e finiscono per logorarsi quando in modo scorretto ci sediamo, stiamo in piedi, camminiamo, solleviamo pesi, guidiamo la macchina ecc.

Il modo corretto, scorretto in cui usiamo il corpo e quindi la nostra postura , ha anche impatto diretto sul funzionamento di tutti nostri sistemi quali sistema nervoso, sulla circolazione, sulla digestione e sulle altre funzioni organiche.

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apparati interni del corpo umano

In questa serie di articoli voglio portarvi ad un uso più sano di muscoli e articolazioni, raggiungere una postura più equilibrata e capire l’importanza della meravigliosa rete di tessuto connettivo che riveste sostiene tutti gli altri tessuti molli: la fascia.

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muscoli che collegano la fascia toraco-lombare

Dobbiamo evidenziare che l’apparato muscolo-scheletrico è di gran lunga il consumatore più attivo dell’energia dell’organismo. Quando lo usiamo male, non solo sprechiamo energia ,ma imponiamo molte tensioni in alcune aree come:

  • i piedi
  • le ginocchia
  • le articolazioni pelviche
  • la colonna vertebrale
  • il collo
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la postura ideale

che poi finiscono per mostrare la loro disapprovazione per il fatto di essere state usate male, con sintomi quali stanchezza, dolore, irrigidimento, disfunzioni di vario tipo.

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Le variazioni della postura rispetto ai piedi

Quando articolazioni e muscoli cominciano a lamentarsi, anche noi di solito ci ritroviamo stanchi, indolenziti e funzioniamo meno bene. La nostra postura ne risente.

Il corpo sistema instabile

Dobbiamo considerare che il nostro corpo è intrinsecamente instabile proprio perché è pensato per il movimento. Lo scheletro, è dotato di centinaia di articolazioni mobili. I muscoli e gli altri tessuti che tengono insieme lo scheletro, e gli organi in esso contenuti, sono fatti per circa il 70% di acqua, cosa che li rende ancora più instabili. Il progetto secondo cui è costruito, rende il corpo umano sufficientemente plastico da consentire l’adattamento alle fluttuazioni interne del respiro, della digestione e di tutti i processi vitali, così come alla varietà di posizioni che assumiamo quando ci muoviamo.

L’essenza della postura, quindi, è il compromesso assolutamente unico al quale ciascuno di noi giunge negoziando tra il muoversi e il tenersi fermi in relazione alla gravità.

Come organizziamo la nostra postura?

Tutti noi organizziamo la nostra postura in due modi:

  • orientando il corpo nello spazio
  • stabilizzando il corpo in modo da poterci muovere senza cadere

Orientamento: sentire l’appoggio a terra

Per una buona postura abbiamo bisogno innanzitutto dell’orientamento.

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orientamento nello spazio

L’orientamento è il processo grazie al quale, prima di muoverci, sappiamo dove siamo.
Per quanto riguarda il corpo, ci orientiamo sentendo l’appoggio a terra (grounding) e diventando consapevoli dello spazio che ci circonda. Per quanto si tratti di reazioni inconsce, sono queste impressioni sensoriali a determinare la nostra sicurezza in movimento (le percezioni legate all’orientamento).

Per molti di noi, c’è una percezione legata all’orientamento meno chiara delle altre. Se il nostro “grounding” è debole, inconsciamente cominciamo a sentirci dotati di poca consistenza e a rimediare con varie tensioni, destinati a farci sentire più radicati, come se volessimo aumentare il nostro peso per contrastare la sensazione di essere in balia del vento.

La stabilizzazione : i nostri muscoli

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I nostri muscoli importanti per la stabilita

La nostra postura dipende dai muscoli che ci danno stabilità. Anche se l’orientamento si forma grazie alla percezione sensoriale di ciò che ci circonda, la stabilità a che fare piuttosto con l’attività muscolare che avviene all’interno del corpo. In effetti stabilizziamo il corpo irrigidendo una parte in modo che faccia da leva per un’altra.

I nostri muscoli si avvolgono intorno allo scheletro su più strati, come capi di abbigliamento sovrapposti. In generale i muscoli più esterni o superficiali (muscoli fasici) producono movimenti visibili delle braccia, delle gambe e del tronco, mentre i muscoli più profondi (muscoli tonici) danno sostegno alle articolazioni e agli organi interni.
La contrazione di questi ultimi ci garantisce la stabilità di cui abbiamo bisogno per controllare le azioni.

Se siamo ben orientati nell’ambiente, possiamo sentirci stabili anche restando aperti ed espressivi, ma se l’orientamento è insufficiente, tendiamo a stabilizzarci troppo per compensare. A quel punto irrigidiamo i muscoli più profondi, in modo che riducono le dimensioni del corpo, lo abbassano, lo stringono, lo appiattiscono e lo chiudono.

Questi azioni protettive e stabilizzatrici rivolte all’interno sono espressive almeno quanto nostri gesti esterni, come la mano tesa infuori di un vigile che segna uno stop.

La chiusura interna, tuttavia, comprime le articolazioni e gli organi interni, limita la capacità di adattamento alle richieste che la vita ci pone. Confrontandoci con gli eventi del mondo esterno, costruiamo un po’ alla volta pessime abitudini di movimento e una postura malsana. A furia di stabilizzare la nostra vita stabilizziamo anche l’abitudine a chiuderci internamente.

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il dolore cambia la nostra postura

Anche il dolore impone la ricerca di una stabilizzazione diverse e quindi posture inadeguate. Quando qualcosa ci fa’ male, istintivamente portiamo le mani alla parte ferita. Cercando di tenerla più ferma possibile, facciamo muovere tutto il resto del corpo intorno a quel punto fermo. Quando qualcosa ci fa’ male in modo più’ intenso, immobilizziamo quasi tutto.
Chi soffre di dolori lombari e mal di schiena si muove e precisamente in questo modo e cambia la sua postura.

Come raggiungere una postura sana

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conoscere la propria postura

Come posso aiutarvi a migliorare la vostra postura ?
È solo attraverso un cambiamento della sensibilità e della percezione della gravità e del mondo che vi circonda che rende sostenibile il cambiamento della vostra postura.

Gli approcci convenzionali che si concentrano sulla ristrutturazione della forma esterna insegnano ad allineare il corpo lungo la linea verticale immaginaria che passa al centro tra le orecchie, le spalle, i fianchi e le caviglie (la linea della trazione della forza di gravità).Questi tendono a rinforzare i muscoli necessari a mantenere tale allineamento.

Ma non basta..

Prendiamo un esempio la vecchia regola: “petto in fuori”: Se la tensione interna del corpo trascina il torace verso il basso in avanti ,ad esempio per una forte contrazione del diaframma che provoca un’ernia iatale, tenere le spalle indietro risulta molto scomodo. Nella lotta tra esterno e interno le viscere vincono sempre. Oltre a rinforzare le spalle per tenerle indietro, abbiamo bisogno di prendere dimestichezza con la creazione di nuove sensazioni a livello della pancia e del petto.

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la postura modificata da forte contrazione del diaframma


Per curare la postura non basta rinforzare i muscoli destinati a mantenere l’allineamento del corpo.

Quindi possiamo dire che la postura corretta non è una forma ideale alla quale tendere, piuttosto è qualcosa di diverso che dovete imparare a sentire.

Simonetta Alibrandi Osteopata posturologo i muscoli del corpo
Un momento di lavoro della Dott.ssa Alibrandi

Affrontando i cambiamenti posturali da dentro a fuori, le nuove regole vi permettono di sviluppare una nuova memoria sensoriale per tutto ciò che da’ equilibrio e stabilità, e le nuove sensazioni allineeranno automaticamente il corpo con la gravità.

Il percorso da seguire

In questo percorso della postura facile vi guiderò all’esplorazione di sei zone del corpo che contribuiscono a creare una stabilità aperta o chiusa, a seconda di come le utilizzate:

  • Muscoli respiratori
  • muscoli addominali
  • pavimento pelvico
  • mani
  • piedi
  • testa

Le prime tre sono strutture che contengono il nucleo centrale del corpo e attraverso le quali il corpo trova immediatamente la sua stabilità interna. Le ultime tre sono responsabili dell’orientamento e delle relazioni con l’ambiente. Tutte le sei zone sono profondamente connesse dal punto di vista anatomico.

In questo percorso per imparare a utilizzare correttamente tutte le parti del corpo per raggiungere una postura migliore e vi guiderò in 5 fasi:

  1. Consapevolezza” Prepara al lavoro di trasformazione e quindi aspetta nelle parti successive
  2. Stabilità’” Imparerete come stabilizzare il nucleo centrale del corpo
  3. Orientamento” esplora il rapporto tra come toccate e percepite l’ambiente e come vi organizzate per la stabilità e il movimento
  4. Esplorazioni” utiili per incrementare la consapevolezza, piccoli cenni di anatomia volti a radicarla e suggerimenti su come investirla nella quotidianità. Tratterò inoltre temi specifici come il dolore lombare e micro traumi da stress e ripetitivi
  5. Movimento” ricondurre tutti i temi trattati alle esperienze della vita quotidiana, senza trascurare il modo di camminare e le strategie necessarie per integrare i principi posturale nella vostra regolare pratica di fitness e attività’ sportive.

Imparando ad usarli correttamente una per una, impariamo a stabilizzarci con la nostra postura in modo aperto e flessibile, e a migliorare il nostro orientamento nei confronti del mondo che ti circonda.

Lavorando sulla postura da dentro a fuori, non cercherete più di forzare i muscoli per assumere una forma ideale. Piuttosto, svilupperete quella sensibilità che permetterà la postura corretta di emergere spontaneamente.

Ricordate che la postura è un’attività dinamica, non una posizione fissa da raggiungere e poi dimenticare.

La postura è il processo percettivo continuo mediante il quale vi orientate rispetto alla forza di gravità e nel rapporto con le persone, gli oggetti e gli eventi del mondo in cui vivete.

Coltivate una sana postura mediante un processo di studio di voi stessi …vi aspetto al prossimo articolo..buon lavoro!

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Dott.ssa Simonetta Alibrandi Osteopata Personal Coach Trainer