Reflusso gastro-esofageo e postura:riflessioni osteopatiche

Reflusso gastro-esofageo e postura:riflessioni osteopatiche

Il reflusso gastroesofageo

La patologia esofagea da reflusso (R.G.E.) ha subito negli ultimi decenni un incremento dovuto sia alle mutate abitudini alimentari, di vita, di lavoro, ma anche alla possibilità ed il perfezionamento dei metodi diagnostici.

Quali sono le possibili cause della patologia da Reflusso Gastro Esofageo (R.G.E.)?

Quali altri apparati extra esofagei vengono coinvolti?

L’esame non deve essere solo riferito al sintomo reflusso quindi allo stomaco ed esofago, ma anche comprendere lo studio della disfunzionalità e delle alterazioni strutturali oro-rino-maxillo-facciali.

L’allargamento dell’ottica nello studio delle cause della patologia da reflusso è utile perché le alterazioni succitate possono condizionare una cattiva postura, sia a riposo che in funzione del diaframma, il cui non corretto funzionamento può favorire l’insorgere o il permanere, nonostante le cure , della patologia da reflusso. Il tutto ha valenza a livello preventivo in visione olistica ,quindi Osteopatica.

In questo articolo passerò in rassegna tutte le strutture ossee e viscerali che coinvolgono l’esofago alterandone la sua funzione.

Un po’ di anatomia e clinica: l’esofago

L’esofago in situ:rapporti anatomici

L’esofago è un canale muscolare ( costituito da muscolatura striata, muscolatura liscia e rivestito da epitelio squamoso) che congiunge l’ipofaringe (situata dietro il palato) allo stomaco per portare il cibo alla fase di digestione lungo l’apparato digerente.

È lungo circa 25 cm di cui:

  • 5 cm nella regione cervicale,
  • 16-18 cm nella regione toracica,
  • 1-2 cm nella regione intra addominale che aumenta la sua forza contrattile sincronizzata con le contrazioni delle fibre diaframmatiche durante gli atti respiratori
  • 2-3 cm nella regione addominale sottoposta alla stessa pressione positiva addominale

Presenta quattro restringimenti lungo il suo decorso che sono:

  • restringimento crico-esofageo (sfintere crico-faringeo superiore)
  • restringimento aortico
  • restringimento bronchiale
  • restringimento diaframmatico

Passato sotto il diaframma l’esofago si insinua nella fessura muscolare formata dall’incrocio delle fibre dei pilastri posteriori diaframmatici destro e sinistro creando una zona cosiddetta di imbuto addominale che arriva fino alla bocca dello stomaco(cardias o sfintere esofageo inferiore ,S.E.I.)

La barriera fisiologica antireflusso:lo Sfintere Esofageo Inferiore (S.E.I.)

Le funzione di barriera antireflusso dipende appunto dallo sfintere esofageo inferiore (S.E.I.), che è il più importante: esso è costituito da un doppio strato di muscolatura striata diaframmatica esterna e da uno strato di muscolatura liscia interna costantemente contratta a digiuno(contrazione tonica) , che si rilascia prontamente con l’avvio della deglutizione (contrazione fasica).

  • L’attività tonica a riposo si interpone tra le pressioni positiva addominale e negativa toracica ostacolando il reflusso del contenuto gastrico, dato che la sua pressione è superiore a quella gastrica
  • L’attività inibitoria fasica avviene in seguito ad ogni atto deglutitorio (inibizione post deglutitoria) o spontaneamente indipendentemente dagli atti deglutitori(rilasciamento inappropriato)

Tali rilasciamenti in appropriati del S.E.I. durano almeno cinque secondi e rappresentano il principale meccanismo responsabile del reflusso gastro esofageo (R.G.E.)

Il S.E.I. , non è comunque sufficiente a prevenire, da solo, il reflusso gastro esofageo ma sono determinanti e/o coadiuvanti i seguenti fattori:

Posizione del diaframma che divide il torace dall’addome
  • La differenza di pressione esistente tra il torace negativa (-5) e l’addome positiva (fra i +5-10) che porta ad una compressione della porzione sottodiaframmatica o addominale dell’esofago
  • L’angolo acuto di His esistente tra esofago e stomaco determinato dai legamenti esistenti tra fondo gastrico e diaframma
  • La rotazione assiale dell’esofago nell’espirazione che contribuisce all’occlusione cardiale ovvero dello sfintere esofageo inferiore(S.E.I.)
Angolo di His, giunzione gastroesofagea sottodiaframmatica
Lo stomaco

Rapporti dell’esofago

L’esofago contrae rapporti muscolari e fasciali con gli altri organi e strutture dalle qual dipende il suo buon funzionamento:

  • Occipite, Sfenoide, Temporali, Mandibola
  • Faringe, Trachea (respirazione)
  • Bocca, Lingua (deglutizione)
  • Laringe (voce)
  • Osso ioide (muscoli masticatori)
  • Ghiandola tiroidea
  • colonna vertebrale
  • cavità toracica (pericardio)
  • Diaframma (centro frenico o tendine centrale)

L’esofago ,nella sua parte iniziale e’ situato nel collo , dietro la laringe,la trachea e l’osso ioide con cui contrae rapporti fasciali e muscolari(aponeurosi pre-tracheale) ed è sospeso in alto dalla muscolatura del faringe(muscolo costrittore medio e inferiore della faringe) che si inserisce a sua volta superiormente sulla lamina basilare dell’osso occipite della testa (tubercolo faringeo), quindi alla base del nostro cranio comprendendo anche la prima vertebra cervicale o Atlante (C1).

Questo manicotto fasciale (l’aponeurosi pre-tracheale) del collo ,che include l’esofago ,tramite i muscoli sovra e sotto iodei(muscoli che contribuiscono alla masticazione) si continua superiormente con la fascia buccofaringea e lo sfenoide(osso del cranio dove prendono inserzione altri importati muscoli e legamenti interessati nella masticazione) e inferiormente ingloba la ghiandola tiroidea ,la fascia cervicale media e il pericardio fibroso dietro lo sterno.

Il pericardio è quell’importante rivestimento mebranoso che circonda il cuore diviso in due strati fibroso e sieroso che si estende con espansioni legamentose all’interno della gabbia toracica nella sua parte centrale. Esistono dei legamenti tracheo-pericardici, bronco-pericardici ed esofago-pericardici, quindi collegamenti fasciali con altri organi.

I legamenti che collegano il sacco fibroso del cuore (pericardio) non le altre strutture del corpo

Le parti laterali dell’aponeurosi pretracheale sono rinforzate dalle guaine carotidee dx e sn (dove passano la carotide comune e interna, la vena giugulare ed il nervo vago dx e sn ) che si attaccano anch’esse superiormente alla base craniale tra occipite e osso temporale circondando il canale carotideo ed il forame giugulare e inferiormente si continuano nel torace per fondersi con la fascia dell’arco aortico a sn e dell’arteria brachio-cefalica a dx . Queste guaine carotidee possono essere considerate estensioni del pericardio fibroso nel collo.

Le parti posteriori del manicotto fasciale sono contigue alla fascia prevertebrale adesa ai corpi vertebrali cervicali.

Le principali fasce aponeurotiche della regione del collo

Possiamo notare quindi la complessità della regione del collo dove passano strutture importanti vascolari, linfatiche,nervose e viscerali e come siano tutte collegate tra loro.

Proseguiamo il percorso che compie il nostro esofago…

L’esofago si fissa anche alla colonna vertebrale cervicale e toracica fino alla vertebra D4 (per cui è destinato a subire le variazioni della nostra statica), alle pareti della cavità toracica e agli organi che lo circondano mediante espansioni muscolari e fibre elastiche “come i viticci di una pianta rampicante”(Treitz).

L’esofago in situ

Importanti collegamenti fasciali a livello toracico son dati ,come abbiamo precedentemente accennato, dai legamenti sterno-pericardici superiore ed inferiore a livello della 1 costa e manubrio dello sterno il primo, e processo xifoideo e diaframma il secondo.

Queste strutture, quindi, unendo lo sterno della gabbia toracica con il pericardio, solidarizzano lo sterno con il centro frenico del diaframma. L’abbassamento del centro frenico tende, attraverso le fibre che avvolgono il pericardio, a tirare verso il basso e l’interno lo sterno attraverso i legamenti sterno-pericardici suddetti e quindi tutte le strutture che vi passano.

La zona esofagea sotto il diaframma che arriva fino alla bocca dello stomaco (cardias), è collegata con il centro frenico (tendine centrale del diaframma) che a sua volta abbiamo visto ha collegamenti con il tessuto fibroso che riveste il cuore, il pericardio (legamenti freno-pericardici).

Sotto il diaframma troviamo lo stomaco ed il fegato ,anche essi connessi tra loro e al diaframma,mediante vari legamenti (legamento gastro-frenico, piccolo omento, grande omento).

Questo spiega come disfunzioni epatiche o gastriche possano produrre alterazioni della valvola cardiale dell’esofago e indurre palpitazioni e reflusso.

Il corpo umano va’visto tridimensionalmente come una rete di tessuto fibroso che rende tutte le strutture interdipendenti (fasce).

L’esofago , la colonna vertebrale e le modifiche della nostra postura

Le varie posture

Abbiamo parlato nei paragrafi precedenti dei collegamenti fasciali tra ossa del cranio, fasce bucco-faringea,osso ioide ,cartilagine tiroidea ,esofago ,visceri del collo ,sterno ,cuore, polmoni e diaframma toracico con il suo centro frenico.

Risulta evidente che il centro frenico del diaframma e’ come sospeso all’occipite, alla base del cranio , al rachide cervicale e dorsale fino a D4: questi legamenti rendono indissociabile il centro frenico, il pericardio lo sterno, lo ioide l’esofago il rachide alto e la base del cranio (ACC “Asse Aponeurotico Centrale o tendine centrale”)

Quali modifiche può subire la colonna vertebrale?

Qualsiasi modifica della colonna vertebrale mette in tensione questo tendine centrale o asse aponeurotico centrale(ACC) che può sostenere un dorso curvo o anche una scoliosi perché la parte superiore non può elevarsi.

Tensione dei muscoli inspiratori nucali, scapolari, spinali e modifiche della nostra postura

Possiamo avere:

  • un’elevazione dell’occipite e/o una rettilinizzazione del rachide cervicale e dorsale alto sul piano sagittale che tendono a tirare verso l’alto il centro del diaframma, e di conseguenza l’esofago e la giunzione gastroesofagea.
  • un’ipercifosi(dorso curvo) che tende ad un abbassamento del centro frenico che tira verso il basso queste strutture
  • una deviazione laterale (scoliosi) che modifica sul piano frontale la disposizione dei visceri

Ricordiamo che l’esofago scorre anteriormente alla colonna fino a D4 ed è solidale con essa e da qui si porta al diaframma per attraversarlo.

Frequentemente esiste una retrazione di queste strutture che dall’occipite-D4 si recano al centro frenico . Nella vita normale soprattutto sedentaria, hanno poche occasioni di essere allungate e sappiamo che il tessuto fibroso se non viene allungato tende a ritrarsi. Questo avviene soprattutto in molti anziani con l’atteggiamento curvo o in persone che sono state molte sedute.

Per avere una visione più olistica e guardare il corpo nel suo insieme mettendo in relazione i vari sistemi (ossa, muscoli,visceri, psiche),possiamo anche dire che la postura della colonna vertebrale è influenzata dalle sue due estremità:

  • bocca,occhio, orecchio
  • piedi

e dato che i suoi segmenti sono tra loro in rapporto direttamente proporzionale, al modificarsi dell’uno si modificano anche gli altri.

Questo significa che qualsiasi variazione del cingolo scapolare e pelvico, della mandibola, del cranio, del sistema masticatorio(patologie occlusali), della vista, udito,dei piedi (piatti,cavi), delle dismetrie degli arti ecc,influenzeranno la postura della colonna(e dell’esofago) considerando l’esigenza primaria di mantenere paralleli tra loro e con il suolo gli occhi (piano bipupillare) e le orecchie (piano otico).

Cos’e’ il reflusso gastro-esofageo

Il R.G.E. e’il ritorno del contenuto gastrico, rappresentato da secrezione acido-cloridrica e pepsina, più eventuali residui alimentari in esofago attraverso il cardias,non associato eruttazione o vomito.

La distinzione tra Reflusso esofageo fisiologico e patologico (quello che può dare la malattia da reflusso), si basa essenzialmente su un criterio quantitativo di frequenza e durata e uno qualitativo con dimostrazione dei quadri clinici ad esso correlabili.

Il reflusso gastro esofageo riconosce come causa più favorente:

  • l’ipotonia del cardias o Sfintere Esofageo Inferiore (SEI) che normalmente presenta una pressione di 15 mm.hg e che si può ridurre a 4 mm.hg
  • il corretto dinamismo del diaframma che regola le pressioni di esercizio del torace e dell’addome

L’anello debole di questi equilibri e’ il cardias che può perdere il tono e di venire in competente, predisponendo a reflusso gastroesofageo

Le cause della diminuzione del tono..

  • per un improvviso rilassamento dello sfintere non dovuto a deglutizione della durata maggiore di 10 secondi
  • per un difetto di peristalsi e relativo ritardo di svuotamento gastrico
  • per una progressiva diminuzione della pressione sfinteriale per assunzione di farmaci ,assunzione di estroprogestinici ,calcio antagonisti ,beta bloccanti ,cortisonici ,che aumentano la secrezione acida
  • per fisiologiche situazioni dovute all’età che provocando una diminuzione del tono basale degli sfinteri può causare incontinenza e perciò reflusso (viscero-ptosi dell’età senile)
  • per stati fisiologici temporanei come la gravidanza , o stati patologici definitivi come l’ernia iatale (dislocazione intratoracica per almeno 2 cm del segmento addominale dell’esofago, vedi anche paragrafo “respirazione orale”) la cui presenza impedisce ai pilastri del diaframma una corretta opposizione agli aumenti pressori intra-addominali facilitando il ritorno di materiale in esofago.
Il diaframma visto dal basso
  • per disfunzionalita’ diaframmatiche (blocco della mobilità in inspirazione/espirazione) dipendenti non solo dalla variazione strutturale dei pilastri sulla colonna (vedi scoliosi) ma anche da alterazioni disfunzionali come la respirazione orale e o deglutizione infantile dipendenti da alterazioni ascendenti e o discendenti (vedi capitolo “La respirazione orale e il diaframma”).
Pilastri del diaframma
Posizione del diaframma lungo la colonna
Posizione del diaframma ed il suo centro frenico
Visione d’insieme del diaframma ed i suoi collegamenti

Esistono vari tipi di disturbi Gastro esofagei e sopra esofagei da Reflusso che comprendono varie patologie con caratteristiche diverse, che come abbiamo detto comprendono fattori causali sia intestinali che extra intestinali

Vediamo le principali:

Sindrome non erosiva da reflusso (N.E.R.D. Non Erosive Reflux Syndrome)

È caratterizzata da reflusso acido superiore alla norma ma con sintomi diversi dalla pirosi e da rigurgito e senza alterazioni patologiche a carico della mucosa esofagea.

Sono soggetti che presentano sintomi correlati a reflusso pur in presenza di Ph normale acido ma con ipersensibilità a livelli fisiologici di esposizione all’acido

Malattia da Reflusso Gastro Esofageo (M.R.G.E. o G.E.R.D.)

La Malattia da Reflusso Gastro Esofageo (M.R.G.E.) è la condizione in cui il reflusso determina segni e sintomi abituali , con manifestazioni cliniche tipiche:

  • odinofagia (sensazione dolorosa durante la deglutizione)
  • pirosi retro-sternale(sensazione di bruciore urente in sede retrosternale talora presente anche all’epigastrio con irradiazione verso l’alto)
  • rigurgito (ritorno in esofago e in faringe di materiale gastrico non associato a nausea né a conati di vomito)

e manifestazioni cliniche atipiche ,cioè tutti sintomi ORL (oro-rino-faringei) dovuti prevalentemente a complicanze extra intestinali ad esempio respiratorie:

  • dolore toracico
  • disfonia
  • faringite
  • tosse cronica
  • raclage (raschiamento di gola)
  • otalgia
  • asma
  • granulomi delle corde vocali

Possiamo anche dire quindi che le espressioni patologiche della M.R.G.E. o G.E.R.D. comprendono situazioni

  1. INTESTINALI
  • esofagite
  • stenosi esofagea
  • esofago di Barrett
  • ernia iatale
  1. EXTRAINTESTINALI (vie respiratorie)
  • laringite, broncospasmi
  • faringite-otite nei bambini
  • rino-sinusite
  • asma
  • otite

Come influisce la G.E.R.D. sull’apparato respiratorio?

La G.E.R.D. Il può influire sull’apparato respiratorio in due modi:

  • DIRETTO, per inalazione del liquido gastrico acido
  • INDIRETTO, per riflesso vagale (il nervo cranico del Sistema Nervoso Autonomo che regola molti visceri del collo, torace(respirazione,cuore) e cavità addominale) che porta ad una riduzione del lume bronchiale, broncospasmo, ipersecrezione, edema della mucosa, aumento della resistenza delle vie aeree

I sintomi esclusivamente laringei ed oro faringei (O.R.L.) in assenza di sintomi esofagei tipici del reflusso gastroesofageo possono venir riuniti nella patologia chiamata:

Reflusso Faringo-Laringeo (P.R.L.) o sindrome della laringe irritabile (I.L.S.)

Consiste nel meccanismo di risalita antiperistaltico del contenuto gastrico fino alle prime due aeree digestive con microaspirazione di materiale gastrico, favorito anche da una imperfetta deglutizione.

A riguardo della corretta deglutizione dobbiamo annoverare il buon funzionamento dell’unità biomeccanica funzionale della mandibola,colonna cervicale e cranio con la relativa muscolatura estrinseca linguale, masticatoria e sovra/sottoioidea.

Unità biomeccanica mandibola-ioide-colonna cervicale (triangolo di Bibby)

Il tratto faringo-laringeo non possiede un effettivo meccanismo di difesa contro il reflusso acido: l’esofago diversamente è provvisto di epitelio pluristratificato, film di bicarbonato secreto dalle cellule sottomucose, che unitamente all’attività peristaltica, contrastano e neutralizzano gli episodi fisiologici di reflusso faringo-laringeo.

Le manifestazioni cliniche sarebbero l’effetto dell’azione lesiva diretta del materiale acido sulla mucosa faringea e laringea e di un riflesso del nervo vago, stimolato dal contatto dell’acido con la mucosa dell’esofago che determinano:

  • infiammazione diffusa delle vie aeree con ipersecrezione diffusa
  • ostruzione tracheale o faringe
  • broncospasmo
  • laringospasmo ( improvvisa vigorosa adduzione delle corde vocali)
  • tosse cronica
  • sensazione di corpo estraneo
  • asma
  • disfonia
  • disfagia

L’importanza della respirazione nasale

La respirazione è funzione egemonica dopo la nascita quindi non necessita dell’intervento della volontà.

Essa consiste nell’assicurare un adeguato apporto di ossigeno ai tessuti e nel rimuovere l’anidride carbonica che risulta come prodotto finale dei processi ossidativi di ricambio organico.

La respirazione nasale in stato di riposo ed in condizioni normali di umidità e temperatura dell’aria rappresenta una condizione fisiologica privilegiata, anche se avviene con maggiore dispendio di energia.

Il lavoro speso serve al riscaldamento, all’umidificazione, alla depurazione dell’aria inspirata. Questa respirazione è l’unica presente alla nascita, infatti nelle prime settimane di vita il neonato è totalmente dipendente dalla respirazione nasale per intrinseche particolarità anatomiche (il complesso ioideo-tracheale e’ alto e porta il margine libero dell’epiglottide a sfiorare quasi l’ugola).

A causa di questa particolarità anatomica, la respirazione dei bambini risente di qualsiasi patologia che riduca il flusso aereo nasale (vedi ipertrofia adenoidea) anche in considerazione del fatto che il tessuto linfatico rinofaringeo (adenoidi) e in questo periodo della vita in uno stato di flogosi fisiologica.

La respirazione nasale è determinante per lo sviluppo dello scheletro oro-rino-maxillo-facciale: la funzione influisce cioè sulla morfologia.

Abbiamo visto precedentemente che tra le cause della diminuzione del tono dello sfintere esofageo inferiore (S.E.I.) c’è la respirazione orale.

La respirazione orale predispone al reflusso gastroesofageo?

Nella respirazione orale si ha:

  • diaframma fisso in posizione inspiratoria(vedi paragrafo successivo) :le basi polmonari non si espandono, il polmone ventila di meno, respirazione polmonare sono apicale
  • laringe stirata in basso
  • vocal-tract aumentato(si intendono le cavità aeree sopra il piano cordale e perciò in senso lato la faringe, il naso, la bocca che contribuiscono e condizionano la trasformazione del suono laringeo tono timbro in voce parlata)
  • stress laringeo con eventuale disfonia
  • aumento della tensione a carico dei muscoli del collo
  • aumentate possibilità di incontinenza del S.E.I. e di insorgenza di G.E.R.D.

È ovvio che siccome l’esofago è solidale con il tratto faringo-laringo-tracheale, una variazione delle altezze dello sfintere esofageo (S.E.I.)si ripercuoterà sul vocal-tract con possibili variazioni del timbro del tono vocale.

La respirazione orale obbligata e o abituale può essere imputata a:

  • fattori nasali, fissi e mobili
  • fattori oro-faringei,adenoidi e tonsille
  • cause posturali dipendenti sia dalla colonna vertebrale (rettilineizzazione cervicale, ipercifosi,scoliosi) che da patologia del piede (varo ,valgo) o da dismetria degli arti inferiori strutturali e o disfunzionale (gamba corta vera o falsa)di origine discendente o di origine da alterazioni strutturali e/o disfunzionali della bocca, occhio, orecchio (origine ascendente).

La respirazione orale e il blocco del diaframma favoriscono l’ernia iatale

Abbiamo detto in precedenza che con la respirazione orale si ha una postura bassa del diaframma che e’ ipomobile e fisso in posizione inspiratoria.

Il paziente respiratore orale respira con difficoltà, si aiuta con i muscoli superficiali del collo (che sono i muscoli respiratori accessori-SCOM, scaleni, trapezi superiori, succlavi) e delle spalle (Trapezi medi, Piccolo e Grande pettorale, Gran dorsale, Gran dentato, Romboidi) che si spasmizzano e possono trasferire lo spasmo alla muscolatura interna del collo e da qui alla muscolatura vocale producendo malmenage e surmenage vocale ma anche alterazioni dello sfintere esofageo con eventuale insorgenza della G.E.R.D.

I muscoli respiratori accessori sollevano la cintura scapolare, specie nella parte alta dei polmoni, in modo di aumentare la ventilazione polmonare( mm.intercostali esterni).

Il collo si estende in avanti con rettilineizzazione del tratto cervicale, la parte sulla superiore della schiena si inarca, la regione scapolo omerale si piega in avanti, i muscoli sterno-cleido-mastoidei si ipertrofizzano.

Sappiamo che i nostri muscoli inspiratori spinali,toracici,nucali e scapolari sono dei muscoli tonici antigravitari quindi la loro espressione fisio-patologica sarà quindi l’ipertonia, la rigidità, l’accorciamento.Una perdita di lunghezza di questi muscoli modificherà la posizione della nuca, delle spalle e del dorso.

L’insieme della gabbia toracica vista di profilo si comporta come una fisarmonica, che si alza superiormente e si abbassa inferiormente. Il tutto si completa durante l’atto inspiratorio nell’allargamento della cavità toracica.

Gli insiemi della colonna vertebrale e muscoli spinali da una parte , la fascia cervico-toraco-addomino-pelvica e il diaframma dall’altra, possono essere schematizzati come corda e arco.

I pilastri del diaframma sono i tensori della corda e gli spinali sono i tensori dell’arco.

La corda e l’arco
Tensione del diaframma e del tendine centrale:ipercifosi,rettilineizzazione cervicale ,nuca corta ,testa in avanti, iperlordosi diaframmatica lombare
Tensione del diaframma e degli spinali dorsali: dorso piatto

La posizione bassa del diaframma obbliga lo stomaco a verticalizzarsi e alla scomparsa dell’angolo di His perché quest’ultimo rimane sempre attaccato in alto attraverso l’esofago saldamente attaccato al rachide e al cranio (tubercolo faringeo).

Ciò favorisce il Reflusso Gastro Esofageo (R.G.E.) ed ernia iatale perché comprime lo stomaco dall’alto verso il basso, favorendo la sua “estrazione”in cavità toracica(cranializzazione) insieme alla porzione dell’esofago addominale detta “imbuto”.Quinti tutto il giunto esofageo-gastrico si cranializza e si orizzontalizza erniando a livello toracico.

Passaggio gastro-esofageo sotto il diaframma
Tipi di Ernie iatali

Con il blocco in ispirazione del diaframma si ventila partendo da una posizione più bassa, si riduce il volume inspiratorio corrente, e predispone il corpo alle malattie (laringiti ,faringiti , bronchiti ,polmoniti) :obbliga ad un superlavoro della muscolatura cervicale superficiale posteriore e laterale.

Il trattamento osteopatico del reflusso gastroesofageo in cosa consiste?

Dopo essersi rivolti ad un bravo gastroenterologo che valuterà la gravità del problema, escludendo eventuali patologie organiche che, qualora ce ne fosse bisogno, il corretto percorso farmacologico è quello da seguire, ma un valido supporto potrebbe darlo anche l’osteopata.

Questa figura, attraverso un attento esame valutativo osteopatico, fatto di anamnesi, analisi della postura e test manuali globali e specifici, andrà ad individuare il problema individualizzando le aree che presentano restrizioni di mobilità, giungendo ad una diagnosi osteopatica.

In moti casi, l’esplorazione e il trattamento manipolativo è effettuato sia nelle strutture viscerali che nelle strutture scheletriche. Per quanto riguarda il trattamento viscerale, questo ha lo scopo di valutare e trattare l’esofago, soprattutto nei tratti critici come può essere il passaggio dalla cavità toracica a quella addominale attraverso le fibre del diaframma(cardias); si andrà a valutare e trattare lo stomaco e, cosa molto importante, il piloro, struttura deputata al passaggio del chimo verso l’intestino. Qualora questa valvola fosse poco mobile, potrebbe ostacolare la corretta peristalsi favorendo cosi il reflusso gastroesofageo.

Inoltre, è importante valutare il restante tratto intestinale per liberare eventuali altre restrizioni di mobilità che potrebbero alterare il corretto processo digestivo e di conseguenza aumentare e favorire la sintomatologia.

Per quanto riguarda invece il trattamento delle strutture scheletriche, l’osteopata sarà indirizzato alla manipolazione dei tratti vertebrali soprattutto cervicali e toracici in restrizione di mobilità.

Perché il trattamento osteopatico possa dare buoni risultati, è necessario consigliare al soggetto di migliorare lo stile di vita, modificando sia l’alimentazione che l’attività fisica aerobica giornaliera. Questo potrebbe essere la chiave di risultati soddisfacenti per ottenere una drastica regressione o addirittura una risoluzione del problema.

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Dott.ssa Simonetta Alibrandi Osteopata Personal Coach Trainer

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