DISORDINI TEMPORO-MANDIBOLARI:se la nostra masticazione e’squilibrata

DISORDINI TEMPORO-MANDIBOLARI:se la nostra masticazione e’squilibrata

DISORDINI DELL’ ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE E NEVRALGIA DEL TRIGEMINO:cosa può fare l’osteopatia


L’articolazione temporo-mandibolare (ATM) ed il trigemino sono alcune delle più importanti strutture del volto. Quando l’ATM è “squilibrata” o perturbata in altre maniere, può influenzare molte altre zone della testa e del collo. Poiché il nervo trigemino, che innerva l’ATM, innerva anche gran parte del viso e del collo, i dolori scaturiti dalla situazione dell’articolazione e dalla “compromissione” del nervo possono avere la stessa causa scatenante ed essere strettamente intercorrelate.


ATM
Una buona funzionalità dell’ATM e’ importante per le sue implicazioni sia a livello posturale che nell’insorgenza sia in fase acuta e cronica di cefalee ed emicranie.


Come sappiamo essa è coinvolta in molteplici azioni le principali sono:
* Masticazione
* Deglutizione
* Fonazione
* Respirazione

Risulta cosi essere l’articolazione più attiva del corpo, se solo pensiamo alla deglutizione atto che eseguiamo dalle 1200 alle 1500 volte al dì, i suoi squilibri e movimenti sono correlati a strutture vicine e lontane, come nel caso dei disturbi cranio-cervico-mandibolari che costituiscono un insieme di condizioni dolorose e/o disfunzionali di natura infiammatoria o degenerativa che interessano le ATM e la muscolatura masticatoria e le strutture che con esse contraggono rapporti anatomo-funzionali.


La maggior parte dei disturbi dell’ATM sono causati da squilibri e/o lesioni causate da movimenti ripetitivi che causano stress e affaticamento dei muscoli adibiti alla masticazione, deglutizione e a tutta la muscolatura cranio-vertebrale-cervicale, dorsale superiore e dello stretto toracico superiore. Questa condizione può predisporre e favorire l’insorgenza di artrosi a livello delle articolazioni cervicali soprattutto se non trattata e protratta nel tempo.
NERVO TRIGEMINO


Andando ad analizzare l’intero sistema nervoso, scopriamo che gli input al cervello trovano ingresso solo per il 20% da strutture neurologiche provenienti dalla colonna vertebrale.
Il restante 80% proviene dai 12 gruppi di nervi cranici i quali hanno il compito di “controllare” diverse funzioni le principali sono:
* Il gusto
* L’udito
* L’olfatto
* La vista
* I movimenti oculari (muscoli oculomotori)
* La funzione propiocettiva dell’orecchio interno
* Il controllo autonomo degli organi e dei vasi sanguigni
Più della metà di quell’80% di input neurologici al cervello provengono dal nervo trigemino,il V(quinto)nervo cranico. Esso è costituito da tre branche principali: l’oftalmico (V1),il mascellare (V2) e il mandibolare (V3), le principali strutture da essi innervati sono:
* I denti
* Il legamento paradontale
* I muscoli mandibolari
* Il muscolo tensore del timpano
* La muscolatura che controlla l’apertura e la chiusura della tromba d’eustachio
* La mucosa dei seni paranasali
* Le ATM
* Regola il flusso sanguigno dei 2/3 anteriori del cervello attraverso la dura madre


Se si osserva il sistema nervoso e lo confronta con un sistema di cablaggio elettrico di in una casa, è più facile capire questi meccanismi complessi. Quando brucia un fusibile  del circuito di solito il tutto è dovuto ad un sovraccarico, cosa che potrebbe succedere se si collegano contemporaneamente due elettrodomestici che richiedono molta potenza in termini elettrici, questa problematica va’ a gravare su tutto il sistema che non funzionerà correttamente; mentre se scolleghiamo uno dei 2 elettrodomestici tutti gli altri sistemi funzioneranno normalmente. Così è per il nervo trigemino; è il più grande “fusibile” del nostro cervello che trasporta oltre il 50% del totale delle informazioni in ingresso alla nostra materia grigia.  Nel momento in cui questo “fusibile” si “brucia” avremo come conseguenza un malfunzionamento del sistema con i sintomi specifici correlati come emicranie, mal di testa tensivi , dolore dell’ATM, dolori condotto uditivo, orecchie ovattate ecc…


L’obiettivo del trattamento osteopatico in questo caso è andare ad individuare quale livello sovraccarica il sistema e quindi trattarlo come causa scatenante, in modo da diminuire il sovraccarico e far si che il sistema funzioni correttamente ed in equilibrio e che quindi la sintomatologia e la qualità della vita abbiano un notevole miglioramento.


I fattori scatenanti della nervalgia del trigemino sono molteplici (tralasciando quelli patologici e quelli di non competenza osteopatica):
* Problematiche occlusali
* Squilibri dell’ATM
* Deglutizione disfunzionale
* Squilibri dei muscoli oculomotori
* Squilibri cranio sacrali
* Traumi diretti craniali
* Squilibri della muscolatura masticatoria

Questo solo per citarne alcuni di carattere “funzionale”, è ovvio che ogni organismo e soprattutto ogni persona è una storia a se stante e necessita di un’ accurata valutazione osteopatica e diagnosi d’esclusione di problematiche di non competenza del professionista.
Analizziamo nello specifico l’ATM la quale  è strettamente associata con il nervo trigemino, che innerva circa il 40 % della testa e del viso. Questo nervo ha tre rami ed è coinvolto nelle seguenti funzioni e nell’innervazioni delle seguenti strutture anatomiche:
* Funzioni masticatorie della mascella e della mandibola
* deglutizione
* Respirazione
* fonazione
* occhi
* Orecchie
* Seni paranasali e frontali
* Denti
Il dolore associato all’ ATM si trasmette attraverso le strutture nervose e può causare dolore riferito in altre parti della testa e del collo.

Alcuni dei sintomi del disturbo dell’articolazione temporomandibolare comprendono:
* Il click dell’ATM
* Crepitio proveniente dell’ATM durante la sua mobilizzazione
* Mal di testa, tra cui emicrania
* acufeni
* Vertigini
* cervicalgia

Molti di questi sintomi sono direttamente collegati al legame anatomico e funzionale che c’è tra ATM e nervo trigemino.
Molti considerano il disturbo temporo-mandibolare come una problematica a lenta insorgenza, a meno che non ci sia una sorta di trauma diretto, la maggior parte delle persone non sono neanche a conoscenza che i loro sintomi sono associati ad uno squilibrio dell’ATM. Sperimentano nel tempo una miriade di episodi apparentemente non correlati di dolore e disagio. . In realtà, lo squilibrio c’è ed è presente da tempo, ma siamo in grado di controllare i sintomi, attuando continui adattamenti. I pazienti spesso cercano il trattamento quando le loro capacità di adattamento sono esaurite.
L’assenza di  dolore severo non significa che lo stato neuromuscolare dell’ATM ed un’ eventuale disfunzione correlata, non stiano influenzando negativamente la nostra vita. E’ sorprendente come molte persone lamentano disturbi vari, ma non riflettono su un eventuale  trattamento finché la sintomatologia non diventa importante e limitante sulla qualità della vita.

Nel prossimo articolo tratterò un’approfonfimento sull’ articolazione temporo-mandibolare(ATM) e i suoi più comuni disordini.

D.O.mROI Simonetta Alibrandi

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